Monfalcone, Bullian attacca sulla scuola: “No all’uso politico dei pidocchi”

Il consigliere regionale di Casa civica contesta le polemiche nate in città e rilancia investimenti su nidi, infanzia e alfabetizzazione.

10 ottobre 2026 17:40
Monfalcone, Bullian attacca sulla scuola: “No all’uso politico dei pidocchi” -
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MONFALCONE - Dalle polemiche scoppiate attorno alla scuola in città alla richiesta di una legge regionale dedicata al caso Monfalcone. Il consigliere regionale Enrico Bullian, esponente di Casa civica, interviene sul dibattito nato dopo il racconto pubblico di un’insegnante con oltre trent’anni di esperienza in una scuola monfalconese e contesta con durezza quello che definisce un uso politico del tema dei pidocchi.

Bullian parla di una reazione sproporzionata rispetto all’articolo firmato da una maestra, Sabrina, che aveva raccontato la propria esperienza quotidiana. Secondo il consigliere, l’insegnante andrebbe sostenuta per avere scelto di esporsi pubblicamente in un contesto che definisce difficile, anche sul piano della libertà di espressione.

Lo scontro politico sulle parole della Garante

Nel mirino del consigliere finisce la Garante per i diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza di Monfalcone. Bullian giudica “inqualificabile” avere collegato il tema dei pidocchi al contesto cittadino segnato dalla forte presenza di stranieri, aggiungendo che quel collegamento sarebbe stato smentito dai dirigenti scolastici e dalle istituzioni competenti.

Per questo il consigliere arriva a chiedere un passo indietro della Garante, oppure una presa di distanza da parte degli alleati della Lega, chiamando in causa anche Forza Italia sul piano politico locale e regionale.

I dubbi sul decreto del ministro

Nella sua presa di posizione Bullian critica anche la visita del ministro dell’Istruzione e il confronto riservato con alcuni dirigenti scolastici, al quale - osserva - non avrebbe partecipato alcun componente della Giunta regionale. Secondo l’esponente di Casa civica, l’iniziativa non aiuterebbe ad affrontare le specificità di Monfalcone, che definisce un caso sostanzialmente unico a livello nazionale.

Bullian mette poi in dubbio l’effettiva applicabilità del tetto ai non italofoni previsto dal decreto del ministro Valditara. Il punto, sostiene, riguarda soprattutto il fatto che a Monfalcone molti bambini con background migratorio sono nati in Italia oppure hanno già frequentato qui la scuola dell’infanzia, e potrebbero quindi non rientrare nel conteggio previsto dal limite.

Lo stesso ragionamento, aggiunge, vale anche per un’eventuale redistribuzione degli alunni sul territorio nel caso in cui quel tetto venisse superato.

La proposta: più posti nei nidi e nelle scuole dell’infanzia

Per Bullian la risposta andrebbe cercata in una legge regionale dedicata alle peculiarità di Monfalcone, con misure pensate per migliorare coesione sociale e convivenza.

Tra i punti che richiama c’è un piano di investimenti sull’edilizia scolastica, a partire dall’aumento dei posti nei nidi d’infanzia. Il consigliere sottolinea che quella di Monfalcone sarebbe l’area regionale con la minore disponibilità di posti nella fascia 0-2 anni. A questo si aggiunge la necessità di ampliare l’offerta nelle scuole dell’infanzia, dove vengono segnalate liste d’attesa consistenti per gli alunni della città.

Bullian collega questi dati anche all’andamento demografico locale, evidenziando come Monfalcone sia in controtendenza rispetto al quadro regionale e nazionale, con una popolazione che continua a crescere.

Alfabetizzazione degli adulti e classi meno affollate

Un altro nodo indicato dal consigliere riguarda la formazione permanente. Bullian segnala liste di attesa anche al Centro provinciale per l’istruzione degli adulti di Monfalcone, in particolare per i corsi di alfabetizzazione di base di livello A1 e A2, ritenuti utili soprattutto per favorire la conoscenza dell’italiano tra le donne con background migratorio.

Nella stessa proposta di legge, aggiunge, sono comprese anche misure per sostenere l’apprendimento in contesti ad alta complessità educativa: rimodulazione dei gruppi classe, riduzione del numero di studenti per aula e iniziative educative finalizzate al dialogo interculturale e interreligioso.

Bullian richiama inoltre quanto evidenziato dalla segretaria provinciale della Federazione italiana medici pediatri, secondo cui l’inserimento scolastico dei figli di stranieri dovrebbe avvenire il più precocemente possibile per consentire una corretta acquisizione dell’italiano. Al contrario, sostiene il consigliere riprendendo quella posizione, ritardare o separare l’ingresso dei bambini finirebbe per spostare il problema al momento dell’ingresso nella scuola dell’obbligo.

Nel suo intervento, il consigliere conclude che il clima di scontro permanente vissuto da Monfalcone non produce benefici per la comunità cittadina e che le misure da cui partire restano quelle contenute nella proposta di legge già depositata in Consiglio regionale.

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