Monfalcone. Scoperti 4 clandestini nascosti nel camion di legna
Ieri in via Terza Armata a Monfalcone, mentre procedeva con i controlli ai mezzi pesanti, gli uomini della Polizia Locale (con la collaborazione del camionista del mezzo), hanno scoperto la presenza...
Ieri in via Terza Armata a Monfalcone, mentre procedeva con i controlli ai mezzi pesanti, gli uomini della Polizia Locale (con la collaborazione del camionista del mezzo), hanno scoperto la presenza di quattro clandestini.
Sono stati fermati, fatti gli accertamenti, fotosegnalati e portati in Questura.
"Ringrazio di cuore i nostri operatori per il grande lavoro - ha dichiarato il sindaco Anna Maria Cisint -, ma mi chiedo: a fronte di tre che abbiamo preso, quanti entrano senza che nessuno se ne accorga?? I controlli ai confini sono un'esigenza".
AGGIORNAMENTO
???? La Polizia locale di Monfalcone si conferma in prima linea nella tutela della legalità e della sicurezza dei cittadini e nel contrasto agli ingressi irregolari nel territorio.
Nell'ambito dei controlli sulla regolarità dei trasporti su gomma, ieri pomeriggio una pattuglia impegnata in via Terza Armata ha trovato su un autocarro montenegrino quattro clandestini afgani nascosti. É stato lo stesso conducente del mezzo ad avvicinare gli agenti, in quanto sospettava che alcune persone fossero nascoste nel rimorchio, avendo udito strani rumori provenienti dallo stesso.
Il veicolo era sottoposto ai sigilli dalle dogane croate, quindi la Polizia locale ha chiesto l'intervento del personale della dogana per procedere all'apertura degli stessi. Nascosti tra i bancali di pallet sono stati quindi trovati quattro uomini di età compresa tra i 20 e i 30 anni di nazionalità afgana, tutti senza documenti. Non essendo in grado di comprendere la lingua italiana o inglese, é stato individuato un interprete. Da una ricostruzione dei fatti ė emerso che i quattro erano saliti a bordo del mezzo approfittando di una sosta effettuata in Croazia.
I quattro sono stati accompagnati a Gorizia al container della Croce verde per la visita medica preliminare, poi sono stati fotosegnalati in questura a Gorizia e denunciati a piede libero per ingresso illegale nello stato. Sono stati infine affidati al Cara di Gradisca d'Isonzo.