Mostro di Firenze, esce “Il sopravvissuto”: la testimonianza diretta di Natalino Mele
Il volume di Nico Parente per SHATTER Edizioni raccoglie la voce dell’unico testimone diretto del delitto del 1968.
VICENZA - Non un nuovo libro su chi fosse il Mostro di Firenze, ma il racconto di chi è rimasto vivo dentro quella vicenda. Si intitola “Il sopravvissuto” il volume scritto da Nico Parente per SHATTER Edizioni, dedicato alla storia di Natalino Mele, unico testimone diretto del primo delitto poi collegato alla serie del Mostro di Firenze. Il libro sarà disponibile in pre-order da metà luglio e uscirà in libreria e negli store online il 21 agosto 2026.
Il punto di partenza è la notte del 21 agosto 1968, quando Barbara Locci e Antonio Lo Bianco furono uccisi in un’auto parcheggiata nella campagna di Signa. Sul sedile posteriore c’era il figlio di lei, Natalino Mele, che allora aveva sei anni e otto mesi. È da questa prospettiva che Parente affronta uno dei casi criminali più noti d’Italia: non la caccia a un nome, ma le conseguenze lasciate per decenni sull’unico sopravvissuto di quella prima scena del crimine.
Un libro costruito sulla testimonianza di Natalino Mele
Dopo “Il Diavolo mi è testimone”, dedicato ai casi di cronaca a sfondo satanico in Italia, il giornalista e saggista Nico Parente torna al true crime con un lavoro che sposta il baricentro della narrazione. Al centro non ci sono soltanto gli sviluppi investigativi sugli otto duplici omicidi avvenuti tra il 1968 e il 1985 nel territorio fiorentino, ma la voce di chi quella storia l’ha attraversata da bambino.
Secondo quanto spiegato dall’editore, il volume alterna il racconto dei fatti di sangue alla ricostruzione dell’inchiesta, seguendo però soprattutto il percorso umano di Natalino Mele. L’idea è quella di riportare in primo piano la sua esperienza personale, spesso rimasta sullo sfondo rispetto al peso mediatico del caso e alla ricerca del colpevole.
Il primo delitto e il nodo della “pista sarda”
Il libro riparte dall’omicidio di Barbara Locci e Antonio Lo Bianco, il primo episodio che soltanto nel 1982 venne collegato ufficialmente alla serie del Mostro di Firenze. Quel collegamento trasformò il delitto del 1968 nell’inizio di una lunga scia di sangue che avrebbe poi attirato attenzione nazionale e internazionale, anche per la presenza di vittime tedesche e francesi negli anni successivi.
Nel volume trova spazio anche un passaggio biografico emerso di recente: Natalino Mele è il figlio di Barbara Locci e, all’anagrafe, di Stefano Mele, ma nel luglio 2025 è emerso che il padre biologico sarebbe Giovanni Vinci, fratello di Salvatore e Francesco Vinci, entrambi coinvolti nella prima indagine sul caso, la cosiddetta “pista sarda”.
Dalla marginalità alla casa ottenuta dopo i 65 anni
Il libro affronta anche ciò che è accaduto a Natalino Mele molti anni dopo il delitto. Nella sua vita adulta, secondo la ricostruzione diffusa dall’editore, ha vissuto una lunga fase di marginalità, tra strada, insediamenti abusivi e una tenda poi andata a fuoco.
Solo dopo i 65 anni gli è stata assegnata una casa dal Comune di Firenze, anche grazie all’impegno del suo legale, l’avvocato Lorenzo Tombelli, che firma anche la prefazione del volume. È proprio in quell’abitazione che ha preso forma l’intervista da cui nasce il libro.
Quando esce il libro e cosa sappiamo sugli acquisti
“Il sopravvissuto” sarà disponibile in pre-order da metà luglio e dal 21 agosto 2026 arriverà in libreria e negli store online. L’editore spiega inoltre che l’acquisto del volume contribuirà a sostenere concretamente Natalino Mele, ancora segnato dalle conseguenze di una vicenda iniziata nella sua infanzia e mai davvero chiusa sul piano personale.