Naza premiato a Venezia, Israele contro i registi: chiesta la revoca della cittadinanza

Il ministro Miki Zohar attacca Yuval Abraham e Rachel Szor dopo il Premio speciale della giuria alla Mostra. Nessuna revoca è stata disposta.

14 settembre 2026 17:55
Naza premiato a Venezia, Israele contro i registi: chiesta la revoca della cittadinanza - Immagine illustrativa del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia
Immagine illustrativa del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia
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VENEZIA – Il documentario NAZA, firmato dagli israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor e premiato sabato 12 settembre con il Premio speciale della giuria alla 83ª Mostra del Cinema di Venezia, è al centro di uno scontro politico in Israele. Il ministro della Cultura e dello Sport Miki Zohar ha annunciato su X di voler avviare un’azione per revocare la cittadinanza ai due registi, accusandoli di tradimento. Al momento non risulta alcun provvedimento adottato: la dichiarazione del ministro non equivale a una revoca già disposta.

La notizia riguarda direttamente Venezia perché il riconoscimento è arrivato al termine della rassegna al Lido, conclusa il 12 settembre. NAZA era stato aggiunto in concorso il 24 agosto ed è stato proiettato in Sala Grande il 10 settembre. La scheda ufficiale della Biennale indica un’opera di 80 minuti prodotta da The Guardian e diretta da Abraham e Szor, già fra i quattro coautori del documentario No Other Land, vincitore dell’Oscar nel 2025.

Che cosa ha detto il ministro israeliano

Nel messaggio diffuso domenica, Zohar ha definito i registi persone animate, a suo dire, da un odio autodistruttivo e ha annunciato di voler agire per privarli della cittadinanza israeliana. Anche il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir li ha attaccati pubblicamente. Le dichiarazioni sono state riportate da Cadena SER, che ha dato conto dei testi pubblicati dai due esponenti del governo.

È importante distinguere il piano politico da quello giuridico: un ministro può promuovere o sostenere un’iniziativa, ma non può trasformare con un post la cittadinanza di una persona in un fatto revocato. Non è stato annunciato un decreto né risulta, dalle informazioni disponibili, l’apertura di una procedura con esito definito. Per questo il dato verificabile è la richiesta avanzata dal ministro, non la perdita della cittadinanza da parte di Abraham e Szor.

Il film e il premio assegnato al Lido

Il titolo NAZA richiama, secondo quanto spiegato dai suoi autori, un termine usato nell’apparato militare israeliano per le vittime considerate collaterali. Il documentario raccoglie testimonianze anonime di 24 persone tra militari e operatori dell’intelligence israeliana e ricostruisce i sistemi di selezione dei bersagli impiegati nella guerra a Gaza. Le tesi del film sono contestate dall’esercito israeliano, che ha negato che le decisioni sui bombardamenti siano affidate a sistemi automatizzati e ha ribadito che le valutazioni restano in capo a personale umano.

Alla Mostra, l’opera era l’unico documentario in concorso per il Leone d’oro. Il palmarès ha assegnato il Premio speciale della giuria a NAZA; il Leone d’oro è andato a Woman Unknown di May el-Toukhy, come riporta Associated Press. La selezione ufficiale della Biennale di Venezia conferma la presenza in concorso del documentario.

Perché la vicenda conta anche per il Veneto

La Mostra di Venezia non è soltanto una passerella: è uno dei luoghi in cui film, autori, produttori e pubblico internazionale si confrontano su opere che spesso entrano nel dibattito pubblico ben oltre le sale. Il caso di NAZA si è sviluppato esattamente in questo passaggio: prima la proiezione al Lido, poi il premio della giuria e infine la reazione di esponenti del governo israeliano.

Per chi ha seguito la rassegna, resta utile il contesto organizzativo raccontato nella guida alla Mostra del Cinema di Venezia 2026: la programmazione ufficiale si è svolta dal 2 al 12 settembre, con le sale del Lido come centro delle proiezioni e degli incontri. Il premio a NAZA è quindi un fatto avvenuto nella manifestazione veneziana, mentre la polemica sulla cittadinanza riguarda le conseguenze politiche aperte dopo il riconoscimento.

Che cosa succede adesso

Non è stata comunicata una data per una distribuzione italiana del documentario e non risultano, al momento, proiezioni pubbliche ulteriori a Venezia. Gli autori hanno dichiarato di voler lavorare perché il film possa circolare anche in Israele. Eventuali sviluppi sulla cittadinanza richiederanno atti formali e verificabili: fino a quel momento, parlare di cittadinanza revocata sarebbe improprio.

Il punto fermo è il palmarès veneziano: NAZA ha ricevuto il Premio speciale della giuria alla 83ª edizione. La presa di posizione di Zohar è successiva al premio e costituisce una richiesta politica che ha riacceso il confronto attorno al film e ai suoi autori.

Fonti: La Biennale di Venezia; Associated Press; Reuters; Cadena SER.

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