Occupazione femminile in Friuli Venezia Giulia, Rosolen: nel 2026 segnali di rallentamento
A Trieste l’incontro con Aidda. La Regione rivendica più risorse per famiglia e natalità, ma invita a non abbassare l’attenzione
TRIESTE - Nel primo trimestre 2026 l’occupazione femminile in Friuli Venezia Giulia mostra un rallentamento rispetto alla fase di ripresa post-Covid. È il dato messo in evidenza dall’assessore regionale al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia Alessia Rosolen, intervenuta oggi a Trieste all’incontro con le aderenti dell’Associazione imprenditrici e donne dirigenti d’azienda (Aidda).
Al centro del confronto ci sono stati i temi del lavoro femminile e giovanile, che la Regione indica come prioritari da otto anni, in un contesto segnato dal calo demografico e dai cambiamenti rapidi del mercato del lavoro e dell’organizzazione sociale.
I dati richiamati dalla Regione
Secondo Rosolen, il Friuli Venezia Giulia ha investito in questi anni su misure strutturali per famiglia, natalità, donne e giovani. L’assessore ha ricordato che nel 2018 il bilancio regionale destinava 7 milioni di euro al sostegno delle madri con un figlio, mentre oggi lo stanziamento complessivo indicato dalla Regione arriva a 130 milioni di euro per accompagnare l’intero percorso delle famiglie.
Rosolen ha sottolineato anche il tema della mobilità dei laureati: negli ultimi vent’anni, ha detto, 20mila laureati hanno lasciato il Friuli Venezia Giulia. Parallelamente, la Regione registra circa 16mila rientri, che l’assessore collega alle misure introdotte su welfare, diritto allo studio e occupazione stabile.
L’incontro con le imprenditrici
Il confronto con Aidda si è concentrato sugli effetti delle trasformazioni economiche e sociali in corso. Rosolen ha osservato che processi che un tempo cambiavano nell’arco di decenni oggi si modificano nel giro di pochi mesi, con ricadute dirette su lavoro, impresa e modelli di vita.
Da qui l’invito ad adeguare con rapidità le politiche pubbliche, per non perdere terreno su fronti considerati decisivi per il sistema regionale: occupazione di qualità, stabilità lavorativa, conciliazione tra tempi di vita e lavoro e sostegno ai nuclei familiari.
Gender gap basso, ma resta l’allerta sul lavoro femminile
Nel suo intervento l’assessore ha definito il gender gap del Friuli Venezia Giulia tra i più bassi in Italia e in Europa. Accanto a questo dato, però, ha richiamato alcune evidenze più recenti sull’andamento dell’occupazione femminile.
Il punto segnalato è il rallentamento registrato nei primi mesi del 2026 rispetto al periodo 2021-2025, quando il mercato del lavoro aveva mostrato una dinamica più favorevole dopo la fase più acuta della pandemia.
Per la Regione, l’obiettivo resta quello di sostenere posti di lavoro stabili e condizioni occupazionali più compatibili con la qualità della vita, soprattutto per donne e giovani, categorie che continuano a essere osservate con particolare attenzione anche alla luce della crisi demografica.