Maxi blitz nella Bassa Friulana: smantellata rete criminale tra droga, pistole e katane

Operazione antidroga in Friuli: 24 misure cautelari, armi e stupefacenti sequestrati. Ricostruiti traffici per oltre 800 chili.

31 luglio 2026 09:07
Maxi blitz nella Bassa Friulana: smantellata rete criminale tra droga, pistole e katane -
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UDINE - Oltre 180 militari, 24 misure cautelari eseguite e una presunta organizzazione criminale accusata di aver gestito un vasto traffico di droga tra le province di Udine, Gorizia e Trieste. È il bilancio dell’operazione “Change the Music”, coordinata dalla Guardia di Finanza di Udine e scattata nella mattinata del 28 luglio.

L’inchiesta è ancora nella fase delle indagini preliminari. Le contestazioni e i provvedimenti cautelari hanno carattere provvisorio e tutte le persone coinvolte devono essere considerate innocenti fino a un eventuale accertamento definitivo della responsabilità.

Ventiquattro misure cautelari

I provvedimenti sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trieste, al termine di una complessa attività investigativa diretta dalla Direzione distrettuale antimafia di Trieste e condotta dai finanzieri del Gruppo di San Giorgio di Nogaro.

Le misure riguardano persone residenti soprattutto nella Bassa friulana, ritenute dagli investigatori appartenenti a un’associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti.

Sono state disposte 9 custodie cautelari in carcere, con trasferimenti negli istituti di Gorizia, Pordenone, Trieste, Udine e Treviso, 14 arresti domiciliari con braccialetto elettronico e divieto di comunicare con persone diverse dai familiari conviventi, oltre a un obbligo di dimora.

Nell’ambito della stessa indagine erano già state arrestate altre 8 persone, portando a 32 il numero complessivo dei soggetti colpiti da provvedimenti restrittivi.

Una struttura piramidale

Secondo la ricostruzione investigativa, l’organizzazione avrebbe avuto una struttura rigidamente piramidale.

Al vertice ci sarebbe stato un cittadino sloveno, attualmente detenuto all’estero, già noto alle forze dell’ordine per reati legati alla droga e per un omicidio, per il quale aveva scontato 16 anni di carcere.

Sotto di lui avrebbero operato tre giovani italiani poco più che ventenni, ritenuti promotori e organizzatori di altrettanti gruppi. Ognuno avrebbe gestito autonomamente una propria piazza di spaccio, suddividendo il territorio tra diverse aree delle province di Udine, Gorizia e Trieste.

Giovani utilizzati come “cavalli”

Alla distribuzione capillare della droga avrebbero provveduto altri affiliati, definiti in gergo “cavalli”, alcuni dei quali molto giovani.

I loro compiti sarebbero variati in base al grado di fiducia conquistato all’interno del gruppo: consegna delle sostanze, raccolta del denaro, partecipazione agli incontri con i livelli superiori e gestione delle informazioni sui traffici.

Altri presunti sodali sarebbero stati incaricati di custodire, pesare e confezionare la droga. Alcuni avrebbero svolto il ruolo di “chimici”, occupandosi della miscelazione con sostanze da taglio, come il bicarbonato, per aumentare la quantità e il valore economico delle partite.

Nel capoluogo friulano erano già stati effettuati altri importanti sequestri, come quello di oltre tre chili di hashish nascosti in un bosco a Udine.

Cocaina rosa e altre sostanze

Secondo gli investigatori, la rete avrebbe commercializzato una vasta gamma di stupefacenti: hashish, marijuana, cocaina bianca, nera e rosa, estratti oleosi di cannabis e droghe sintetiche.

Particolare attenzione è stata riservata alla cosiddetta cocaina rosa, conosciuta anche come droga delle feste, composta da un cocktail di sostanze sintetiche dagli effetti difficili da prevedere e potenzialmente molto pericolosi.

L’attività si inserisce in un contesto di controlli sempre più intensi nel territorio, come quelli svolti nel Tarvisiano sui giovani diretti ai concerti e il piano contro spaccio e degrado avviato a Pordenone.

Sequestrati droga, armi e scanner anti-intercettazione

Nel corso dell’indagine sono stati sequestrati circa 11 chili di hashish, quasi 17 chili di marijuana, oltre 6 chili di cocaina bianca, rosa e nera, 1,5 chili di sostanze da taglio e droghe sintetiche.

Sono stati inoltre trovati materiali per pesare e confezionare le dosi, telefoni cellulari, schede sim e quattro scanner anti-intercettazione.

Il sequestro ha riguardato anche numerose armi: due revolver con cartucce e silenziatori, quattro pistole a salve, diversi coltelli, due katane, un machete, taser e una balestra da tiro.

Traffici per oltre 800 chili

Le intercettazioni, insieme ai sequestri e alle indagini finanziarie, avrebbero permesso agli investigatori di ricostruire forniture e cessioni per oltre 800 chili di sostanze stupefacenti.

Il giro d’affari ipotizzato ammonterebbe a decine di milioni di euro.

Secondo gli inquirenti, alcuni giovani coinvolti avrebbero mantenuto un tenore di vita incompatibile con i redditi dichiarati, ostentando denaro, vacanze e viaggi all’estero.

Video trap e ostentazione sui social

Le indagini avrebbero evidenziato anche il riferimento costante a personaggi di serie televisive legate alla criminalità e a cantanti trap i cui testi esaltano droga, violenza e armi.

Alcuni presunti componenti del gruppo avrebbero persino realizzato e pubblicato video musicali contenenti espliciti riferimenti al consumo e al traffico di stupefacenti.

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