Smantellata la banda dei bus: «rubavano i FAP e mandavano in tilt intere città»

Operazione FAP a Pordenone: tre fermati per furti di filtri antiparticolato dai bus, danni oltre 330mila euro.

05 maggio 2026 08:29
Smantellata la banda dei bus: «rubavano i FAP e mandavano in tilt intere città» -
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PORDENONE – Una banda specializzata nei furti di filtri antiparticolato dagli autobus del trasporto pubblico sarebbe stata smantellata dalla Polizia di Stato di Pordenone al termine di una complessa attività investigativa. L’operazione, denominata FAP, ha portato nel pomeriggio del 28 aprile 2026 all’esecuzione di un provvedimento di fermo d’indiziato di delitto nei confronti di tre cittadini stranieri di origine rumena, ritenuti coinvolti in una serie di colpi messi a segno in diverse città del Centro-Nord Italia.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Pordenone, il gruppo avrebbe agito in maniera organizzata e ripetuta, prendendo di mira gli autobus destinati al servizio pubblico locale.

L’obiettivo erano i FAP, componenti fondamentali dei mezzi, sottratti direttamente dai veicoli parcheggiati nei depositi. Una volta privati dei filtri antiparticolato, gli autobus diventavano immediatamente inutilizzabili, con conseguenze pesanti non solo per le aziende di trasporto, ma anche per migliaia di cittadini.

I furti accertati avrebbero interessato Pordenone, Ancona e Torino, con un danno economico complessivo superiore a 330.000 euro.

L’impatto dei colpi non si sarebbe limitato al valore economico dei pezzi rubati. La sottrazione dei filtri ha infatti provocato il blocco operativo di numerosi mezzi, compromettendo la regolarità del trasporto pubblico.

In più occasioni, intere aree urbane si sarebbero ritrovate con autobus fuori servizio, creando disagi a studenti, lavoratori, pendolari e cittadini. Una situazione simile si sarebbe verificata anche pochi giorni fa nell’area a nord di Torino, confermando la capacità del gruppo di incidere direttamente su un servizio essenziale.

L’indagine ha preso avvio dal furto avvenuto tra il 23 e il 24 novembre 2025 all’interno del deposito della società ATAP S.p.A. di Pordenone. In quell’occasione erano stati sottratti dieci filtri antiparticolato, con un danno stimato in circa 150.000 euro.

Quel colpo aveva causato il fermo di diversi autobus destinati al trasporto pubblico, facendo emergere fin da subito la gravità dell’azione. Da lì è partita l’attività investigativa della Squadra Mobile, che ha progressivamente ricostruito movimenti, contatti e possibili responsabilità del gruppo.

Gli investigatori hanno sviluppato un lavoro articolato attraverso l’analisi di tabulati telefonici e telematici, sistemi di geolocalizzazione GPS e consultazione delle banche dati del Ministero dell’Interno.

Questo lavoro ha permesso di delineare un presunto schema operativo: spostamenti rapidi lungo il territorio nazionale, utilizzo di veicoli con targa estera e passaggi lungo le principali vie di ingresso e uscita dall’Italia. Tra le direttrici monitorate figurano i valichi di frontiera del Nord-Est e alcuni scali marittimi pugliesi.

Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe agito con modalità consolidate, scegliendo depositi di autobus e colpendo componenti dal valore elevato, poi destinati verosimilmente a circuiti illeciti ancora oggetto di approfondimento.

Le risultanze dell’indagine avrebbero consentito di attribuire agli indagati almeno tre distinti episodi di furto aggravato, commessi tra novembre 2025 e aprile 2026.

Le società danneggiate sarebbero ATAP S.p.A., Conerobus S.p.A. e Gruppo Torinese Trasporti. Sulla base degli elementi raccolti, il Pubblico Ministero ha emesso il provvedimento di fermo nei confronti dei tre soggetti.

Un passaggio decisivo dell’operazione è arrivato grazie alla tempestività della Squadra Mobile di Pordenone, che ha operato in stretta collaborazione con il personale della Polizia di Frontiera di Gorizia.

I tre uomini sono stati intercettati e fermati nei pressi del confine nazionale, mentre secondo gli investigatori stavano tentando di lasciare il territorio italiano. Proprio questo elemento avrebbe confermato il pericolo di fuga alla base del provvedimento restrittivo.

Durante le perquisizioni, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato capi d’abbigliamento, attrezzature ritenute utili alla commissione dei furti e dispositivi telefonici considerati di interesse per il proseguimento delle indagini.

Il materiale sarà ora analizzato per verificare eventuali collegamenti con altri episodi simili e per ricostruire con maggiore precisione l’organizzazione del gruppo, i contatti e i possibili canali di ricettazione.

Gli investigatori stanno proseguendo gli approfondimenti per capire se i tre fermati possano essere coinvolti in ulteriori furti di filtri antiparticolato. Tra gli episodi al vaglio ci sarebbe anche la sottrazione di altri otto FAP avvenuta nella provincia di Torino, per un valore stimato di circa 95.000 euro.

Le modalità riscontrate sarebbero compatibili con quelle già emerse negli altri casi: furti mirati, componenti di alto valore, danni importanti alle aziende e conseguenze dirette sulla continuità del servizio pubblico.

Al termine delle formalità, i tre soggetti fermati sono stati associati alla Casa Circondariale di Gorizia, dove restano a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

L’Operazione FAP rappresenta un risultato rilevante nel contrasto ai reati predatori che colpiscono infrastrutture e servizi pubblici. Il caso conferma anche quanto furti apparentemente tecnici, compiuti su singole parti meccaniche, possano produrre effetti molto ampi sulla vita quotidiana delle città, arrivando a bloccare autobus, corse e collegamenti essenziali.

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