Osservatorio contro il caporalato, opposizioni contro la cancellazione in Aula
Nota congiunta dopo il mini Assestamento di bilancio: critiche all’emendamento e al voto della maggioranza.
Il 16 ottobre le opposizioni in Consiglio regionale hanno attaccato la cancellazione dell'Osservatorio regionale contro il caporalato, dopo il voto espresso dall'Aula sul mini Assestamento di bilancio. In una nota congiunta Serena Pellegrino (Avs), Nicola Conficoni (Pd), Massimo Moretuzzo (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg) e Rosaria Capozzi (M5S) commentano l'approvazione dell'emendamento presentato dal consigliere Markus Maurmair (Fratelli d'Italia).
"L'approvazione dell'emendamento presentato dal consigliere Markus Maurmair (Fratelli d'Italia) per la cancellazione dell'Osservatorio regionale contro il caporalato rappresenta un atto grave sia politico che morale. Con questo voto, la Maggioranza di Centrodestra in Friuli Venezia Giulia getta definitivamente la maschera, ovvero sceglie apertamente di schierarsi dalla parte di chi sfrutta i lavoratori, piuttosto che difendere le persone più fragili e indifese del nostro tessuto sociale".
Le contestazioni sul voto
"Siamo di fronte a un arretramento di civiltà spaventoso e a una capitolazione etica insostenibile. Smantellare un presidio pubblico - evidenziano i consiglieri - che ha il compito fondamentale di monitorare, prevenire e contrastare la piaga del caporalato significa voler deliberatamente chiudere gli occhi davanti a una realtà drammatica che, come dimostrano le recenti indagini della magistratura, colpisce duramente anche i vigneti e i campi della nostra regione".
"Risulta singolare - continua la nota - la posizione del consigliere Maurmair, il quale non nasconde mai il fatto di focalizzare la propria attività politica sulla propria provincia di elezione. È opportuno tuttavia rammentargli che il territorio pordenonese è storicamente interessato da importanti inchieste sullo sfruttamento della manodopera agricola (in particolare di origine pakistana e afghana). Fenomeno che ha portato all'adozione di tutele speciali, quali il rilascio di permessi di soggiorno per motivi di giustizia in favore dei lavoratori denuncianti".
Il tema delle risorse
"E non è neppure una questione di denaro - incalzano gli esponenti di Minoranza -, come invece si vuole fare intendere, poiché uno stanziamento di 60 mila euro a fronte di un bilancio regionale che supera i sei miliardi e mezzo rappresenta una cifra del tutto marginale".
"La Destra al governo della Regione preferisce nascondere la polvere sotto il tappeto, privando le istituzioni e le forze sociali di uno strumento indispensabile per la legalità e la dignità del lavoro. È una rinuncia totale al ruolo proprio della politica, che dovrebbe essere quello di custode dei diritti dei più deboli. Cancellare l'Osservatorio non cancella lo sfruttamento. Al contrario - concludono i consiglieri - rischia di alimentarlo, lasciando i lavoratori senza alcuna rete di protezione pubblica. Da parte nostra la battaglia per i diritti, la dignità del lavoro e la legalità contro ogni forma di caporalato non si ferma qui".