Padova, ad Anna Barin la prima borsa Alberto Scotti: 4.700 euro per una tesi sul MOSE
Consegna a Palazzo Bo l’11 giugno 2026 durante il convegno sulle grandi opere. Premiato uno studio sulla barriera di Lido.
PADOVA - La prima borsa di studio intitolata ad Alberto Scotti, progettista indicato come il “padre” del MOSE e scomparso nel 2025, è stata assegnata ad Anna Barin, giovane ingegnera dell’Università di Padova. Il riconoscimento, del valore di 4.700 euro, è stato consegnato l’11 giugno 2026 a Palazzo Bo e premia una tesi dedicata al comportamento delle paratoie del sistema di difesa della laguna veneziana.
Il dato più concreto riguarda proprio il contenuto dello studio: la ricerca si concentra sulla barriera della bocca di Lido, nel canale San Nicolò, e mette a confronto modelli geotecnici e dati di monitoraggio per analizzare l’evoluzione delle strutture. La borsa è promossa e finanziata da Technital, società di ingegneria di cui Scotti è stato CEO e presidente.
L’assegnazione è avvenuta durante il convegno “Le grandi opere dell’ingegneria italiana – Premio Alberto Scotti”, organizzato da Technital insieme al Dipartimento ICEA dell’Università di Padova, alla Fondazione Ingegneri Padova, a OICE e agli Ordini degli Ingegneri delle province di Padova e Verona.
La tesi premiata: focus sulle paratoie del MOSE al Lido
La tesi di Anna Barin affronta un tema tecnico centrale per la tenuta nel tempo del sistema MOSE: il comportamento delle paratoie e l’evoluzione delle strutture in relazione ai dati raccolti sul campo.
Nel dettaglio, il lavoro prende in esame la barriera della bocca di Lido nel canale San Nicolò. Il confronto tra modelli geotecnici e dati di monitoraggio ha l’obiettivo di verificare come si modificano nel tempo alcuni fenomeni strutturali e quale impatto possano avere sulla funzionalità dell’opera.
Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, lo studio evidenzia che il controllo di questi fenomeni è un passaggio decisivo per garantire nel tempo funzionalità, sicurezza e durabilità di un’infrastruttura complessa come il sistema di difesa della laguna veneziana. È questo l’elemento che ha motivato l’assegnazione del premio alla giovane laureata dell’ateneo patavino.
La consegna a Palazzo Bo e il ricordo di Alberto Scotti
La premiazione si è svolta nella sede storica dell’Università di Padova, all’interno di una giornata di lavori dedicata alle grandi opere dell’ingegneria italiana. Il significato dell’iniziativa è stato spiegato anche dalla famiglia di Alberto Scotti.
A nome dei familiari è intervenuta la figlia, l’architetto Francesca Scotti: «Mio padre non amava i riconoscimenti: il senso profondo del suo impegno stava nell'assumersi ogni giorno la responsabilità civile della sua professione, e nell'opera in sé — concreta, fatta per gli altri e per chi viene dopo. Crediamo che questa borsa di studio gli sarebbe piaciuta proprio per questo: non perché porta il suo nome, ma perché sostiene una giovane ingegnera che ha scelto di seguire la sua stessa professione e di studiare il MOSE. Ringraziamo Technital per aver scelto una forma di riconoscimento che gli somiglia molto bene».
Anche il presidente di Technital, Zeno D’Agostino, ha collegato il premio al passaggio di competenze tra generazioni: «Alberto Scotti ha rappresentato una figura di riferimento non solo per Technital, ma per l’ingegneria nel suo complesso. Il suo contributo al MOSE è stato determinante e continua ancora oggi a essere un punto di riferimento per chi si confronta con opere di questa complessità. C’è un valore particolarmente significativo nel fatto che una grande opera progettata da Technital come il MOSE, frutto di competenze, visione e responsabilità, contribuisca oggi a sostenere il percorso di una giovane ingegnera».
Il convegno: grandi opere, sostenibilità e trasformazioni del territorio
La consegna della borsa si è inserita nel convegno “Le grandi opere dell’ingegneria italiana – Premio Alberto Scotti”, dedicato al ruolo delle infrastrutture complesse nell’ingegneria contemporanea.
Durante la giornata si sono confrontati accademici, professionisti e rappresentanti delle istituzioni sui temi della progettazione infrastrutturale, della sostenibilità e dell’innovazione tecnologica. Tra gli argomenti affrontati anche l’evoluzione del volontariato tecnico e professionale, il ruolo dell’ingegneria nella gestione delle trasformazioni territoriali e la necessità di sviluppare modelli progettuali capaci di operare in contesti complessi e in continuo cambiamento.
Nel ricordo di Scotti, il convegno ha riportato al centro anche il rapporto tra competenze tecniche e responsabilità professionale nella realizzazione delle grandi opere.
Technital e il premio dedicato al progettista del MOSE
Technital, che ha promosso e finanziato la borsa di studio, è una società di ingegneria fondata a Verona nel 1964. Opera nella progettazione e nella supervisione di grandi infrastrutture, con attività che riguardano idraulica, ambiente, trasporti, infrastrutture stradali e ferroviarie, opere marittime e portuali.
La società conta oltre 400 professionisti tra ingegneri, tecnici e specialisti e collabora con enti pubblici e committenti istituzionali in diversi Paesi. In questo contesto nasce il premio dedicato ad Alberto Scotti, figura legata alla progettazione del MOSE e alla guida dell’azienda, con l’obiettivo di sostenere giovani professionisti impegnati nello studio di opere ingegneristiche complesse.