Appartamenti trasformati in B&B illegali per clandestini: blitz della Polizia

Blitz a Padova nella Torre Belvedere: sequestrati due appartamenti abusivi, irregolari e condizioni igieniche critiche.

30 marzo 2026 16:09
Appartamenti trasformati in B&B illegali per clandestini: blitz della Polizia -
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PADOVA - Nell’ambito dei servizi di prevenzione, vigilanza e controllo del territorio, il Questore della provincia di Padova Marco Odorisio ha disposto uno specifico servizio presso due appartamenti della così detta Torre Belvedere, attività che si è svolta nella mattinata di venerdì 27 marzo, coordinata dal dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico – Sezione Volanti della Questura di Padova dottoressa Valeria Pace e diretta sul posto dal vice dirigente dottor Manuel Di Marzo, unitamente alla Squadra Cinofili della Polizia di Stato e pattuglie della Squadra Mobile e della Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza.

Lo stabile in questione, noto da anni alle Forze dell’Ordine, rappresenta un contesto abitativo particolarmente critico, già oggetto in passato di numerosi interventi di polizia giudiziaria e amministrativa, in quanto caratterizzato dalla presenza diffusa di appartamenti frequentemente utilizzati come strutture ricettive abusive e destinati all’alloggio, spesso dietro un esiguo corrispettivo economico, di cittadini stranieri irregolari o comunque privi di idoneo titolo di soggiorno nel territorio nazionale.

Il blitz ha preso avvio alle ore 08.00, quando i poliziotti hanno fatto ingresso presso la Torre Belvedere, indirizzando la loro attenzione, anche sulla base di segnalazioni e pregresse attività informative, verso due distinti appartamenti siti rispettivamente al 10° piano della scala A e al 7° piano della scala B.

Al momento dell’ingresso del primo appartamento, i poliziotti si trovavano di fronte ad una situazione di evidente degrado igienico-sanitario e di sovraffollamento estremo. L’alloggio risultava infatti completamente stravolto nella sua destinazione d’uso, trasformato di fatto in un dormitorio collettivo con almeno 15 posti letto ricavati in ogni ambiente disponibile, inclusa quella che originariamente doveva essere una sala da pranzo, al cui interno erano stipati ben 7 giacigli di fortuna. I letti, posizionati uno accanto all’altro senza alcun rispetto delle minime condizioni di vivibilità, risultavano corredati da biancheria uniforme, costituita da lenzuola e copriletto della medesima fantasia, elemento che confermava sin da subito la natura organizzata e sistematica dell’attività abusiva di tipo ricettivo. Le condizioni igieniche apparivano estremamente precarie se non inesistenti: materassi lerci, ambienti angusti e scarsamente areati, accumuli disordinati di effetti personali, sporcizia diffusa e mancato rispetto delle basilari norme di igiene, contribuivano a delineare un quadro complessivo di grave degrado abitativo, incompatibile con qualsiasi standard minimo di sicurezza.

All’interno dell’appartamento venivano identificate complessivamente 11 persone, tutte di nazionalità cinese, tra cui la conduttrice dell’immobile, una cittadina cinese di 49 anni, titolare del contratto di locazione.

Gli accertamenti immediatamente effettuati consentivano di appurare come uno degli occupanti, privo di documenti di identificazione, risultasse in stato di totale clandestinità. Lo stesso veniva successivamente accompagnato presso gli Uffici della Questura per l’identificazione mediante rilievi foto-dattiloscopici e identificato per un cittadino cinese di 59 anni, irregolare sul territorio nazionale e già destinatario di plurimi provvedimenti di allontanamento dal territorio nazionale, nonché gravato da numerosi alias e precedenti di polizia per reati in materia di immigrazione.

Il 59enne, nella mattinata di sabato 28 marzo, è stato accompagnato presso il Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Brindisi, al fine del definitivo allontanamento dal territorio nazionale.

Ulteriori approfondimenti investigativi hanno permesso inoltre di accertare che la medesima conduttrice era già stata denunciata nel mese di marzo 2025 e ad ottobre del medesimo anno, per analoghi fatti, avendo già in precedenza adibito l’appartamento a struttura ricettiva abusiva, ospitando numerosi connazionali, anche irregolari, dietro pagamento di somme giornaliere. La 49enne veniva quindi nuovamente deferita all’Autorità Giudiziaria in stato di libertà per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nonché per la violazione dell’art. 17 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, per aver esercitato abusivamente attività ricettiva senza le prescritte autorizzazioni imposte dalla legge.

Successivamente, i poliziotti della Questura di Padova si sono portati presso la scala B della Torre Belvedere, al fine di effettuare un controllo in un altro appartamento sito al 7° piano che, grazie agli elementi informativi acquisiti in precedenza, risultava essere stato adibito a B&B abusivo. Una volta fatto ingresso, la situazione riscontrata è apparsa sin da subito ancora più critica rispetto al primo appartamento.

Infatti, anche in questo caso, i poliziotti si sono trovati di fronte ad un immobile completamente trasformato in una sorta di camera collettiva, con ben 21 posti letto disposti in maniera serrata, uno accanto all’altro, con spazi minimi tra i giacigli, in condizioni di sovraffollamento tali da rendere difficoltoso persino il passaggio tra gli stessi. Anche lì le condizioni igienico-sanitarie risultavano gravemente compromesse: ambienti sporchi, scarsa ventilazione, presenza di effetti personali accumulati senza alcun ordine, servizi igienici in condizioni a dir poco precarie e una generale situazione di degrado e sporcizia che evidenziava un utilizzo intensivo e non regolamentato degli spazi comuni.

All’interno venivano identificati 11 cittadini cinesi, tra cui il conduttore dell’immobile, regolarmente presente sul territorio nazionale, ma individuato sin da subito come responsabile dell’organizzazione dell’attività abusiva.

Nel corso degli accertamenti effettuati sul posto veniva inoltre appurata la presenza di due soggetti in stato di totale clandestinità, entrambi entrati regolarmente in Italia con visto turistico ma successivamente rimasti sul territorio nazionale senza titolo. Particolarmente significativa è risultata la posizione di uno dei soggetti trovati all’interno dell’appartamento, successivamente identificato per un cittadino cinese di 63 anni, che risultava essere entrato in Italia nel 2018 munito di regolare visto turistico e che, da quel momento, si è trattenuto sul territorio nazionale in maniera del tutto irregolare. Dagli accertamenti effettuati nelle banche dati in uso alla Polizia di Stato emergeva infatti come, nell’arco di oltre otto anni, lo stesso non fosse mai stato oggetto di alcun controllo di polizia, risultando di fatto completamente “invisibile” ai sistemi di monitoraggio e controllo del territorio. Tale circostanza evidenzia come il soggetto abbia vissuto per un lunghissimo periodo in condizioni di totale clandestinità, sottraendosi sistematicamente ad ogni forma di verifica, in un contesto di assoluta marginalità e occultamento. Quest’ultimo, insieme ad un altro cittadino cinese di 36 anni, sono stati denunciati per la violazione delle norme sull’immigrazione e posti a disposizione dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Padova, che ha avviato nei loro confronti le procedure di espulsione volontaria.

Al conduttore dell’appartamento, cittadine cinese di 61 anni, gravato da una denuncia del mese di gennaio 2026 per la violazione dell’art. 17 T.U.L.P.S., è stato contestato il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nonché una ulteriore la violazione della norma del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, per aver gestito, dietro corrispettivo economico, una struttura ricettiva abusiva in assenza delle necessarie autorizzazioni.

Alla luce delle gravi irregolarità accertate e della evidente finalizzazione degli immobili alla commissione reiterata di reati, i poliziotti hanno proceduto al sequestro di entrambi gli appartamenti, al fine di impedire la prosecuzione dell’attività illecita. Contestualmente al sequestro è stato effettuato lo sgombero immediato dei locali, con l’allontanamento di tutte le persone prive di titolo alla permanenza e l’apposizione dei sigilli agli immobili.

L’intera operazione si inserisce nell’ambito di una più ampia strategia di contrasto ai fenomeni di illegalità diffusa e degrado urbano, con particolare riferimento alle situazioni di sfruttamento abitativo e di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, che trovano terreno fertile in contesti caratterizzati da elevata densità abitativa e scarsa tracciabilità degli occupanti.

La Questura di Padova continuerà a mantenere alta l’attenzione su tali fenomeni, proseguendo con servizi mirati e controlli capillari finalizzati a garantire il rispetto della legalità e la tutela delle condizioni di sicurezza.

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