Muore stritolato sul lavoro a 22 anni: chi era Pape
Chi era Pape Mamour Mbow, 22enne morto sul lavoro a Padova: operaio e studente, inseguiva un futuro migliore.
PADOVA – Una vita fatta di lavoro, studio e speranza, interrotta tragicamente a soli 22 anni. È la storia di Pape Mamour Mbow, il giovane morto in un incidente sul lavoro nello stabilimento di Selvazzano Dentro, mentre operava su un macchinario per la lavorazione delle lamiere.
Un ragazzo tra lavoro e sogni
Arrivato in Italia dal Senegal circa due anni fa per raggiungere il padre, Mamour aveva scelto di costruirsi un futuro attraverso il sacrificio quotidiano. Di giorno lavorava come operaio, seguendo le orme del genitore, e la sera frequentava una scuola per adulti, con l’obiettivo di migliorare la conoscenza dell’italiano e ottenere un titolo di studio riconosciuto.
Un impegno costante che lo rendeva apprezzato da colleghi e amici, che oggi lo ricordano come un ragazzo “sempre sorridente e volenteroso”.
L’incidente in fabbrica
La tragedia si è consumata nella mattinata, intorno alle 8.30, all’interno di un capannone industriale. Secondo le prime ricostruzioni, il giovane stava lavorando su un macchinario per lo srotolamento e la cesoiatura delle lamiere.
Accortosi della mancanza di fluido lubrificante, avrebbe tentato di intervenire mentre la macchina era ancora in funzione. In quel momento sarebbe rimasto incastrato negli ingranaggi, venendo trascinato e schiacciato.
Inutile il tentativo di un collega, rimasto anche ferito a una mano nel cercare di soccorrerlo.
Il dolore della comunità
La notizia ha sconvolto la comunità senegalese di Padova, che si è stretta attorno al padre del ragazzo, residente nel quartiere Torre.
Nell’abitazione di via Fornaci, dove i due vivevano insieme, il dolore è profondo. L’uomo, 52 anni, ha perso il suo unico figlio e tra le lacrime ripete: “Dio me l’ha dato e l’ha ripreso”.
Numerosi i messaggi di vicinanza, tra cui quello del presidente dell’Associazione senegalesi di Padova, Ousmene Diene, che ha sottolineato la necessità di maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro.
Un percorso di integrazione
Mamour viveva tra l’impegno in azienda e la frequenza al Centro provinciale per l’istruzione degli adulti (Cpia) di via Dorighello, partecipando con continuità alle lezioni.
Aveva trascorso anche un periodo nel Paese d’origine, nella zona di Rufisque, vicino Dakar, dove vive la madre.
Il suo percorso rappresentava un esempio di integrazione e determinazione, costruito giorno dopo giorno tra fatica e speranza.
Una vita spezzata troppo presto
Nella casa restano oggi i segni della sua presenza: quaderni, fotografie e oggetti personali, frammenti di una quotidianità che raccontano sogni e progetti interrotti.
Intanto proseguono gli accertamenti per chiarire ogni dettaglio dell’accaduto, mentre la comunità attende indicazioni per le esequie e si mobilita per sostenere la famiglia, anche in vista del possibile rimpatrio della salma.
Una tragedia che lascia un segno profondo e riporta al centro il tema della tutela e sicurezza dei lavoratori, soprattutto per chi, come Mamour, inseguiva un futuro migliore lontano da casa.