Padova ospita il convegno RAU: università al bivio tra demografia e sostenibilità

Fino al 30 maggio al Bo e all’Orto Botanico il XXXIV Convegno nazionale RAU su organizzazione, fiducia e sostenibilità

28 maggio 2026 16:32
Padova ospita il convegno RAU: università al bivio tra demografia e sostenibilità -
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PADOVA - Si è aperto il 28 maggio a Padova il XXXIV Convegno Nazionale RAU, l’appuntamento dei Responsabili amministrativo-gestionali delle Università che fino al 30 maggio riunisce direttori generali, responsabili amministrativi, docenti ed esperti di management pubblico per discutere le trasformazioni che attendono il sistema universitario italiano nei prossimi anni.

Il convegno, intitolato “Università 2030: un ecosistema in evoluzione”, è ospitato tra il Palazzo del Bo e l’Orto Botanico e mette al centro il ruolo strategico del management accademico nella gestione dei cambiamenti che stanno investendo gli atenei.

A fare da sfondo al confronto ci sono i numeri del sistema universitario. Nel 2024 l’università italiana ha superato i 2 milioni di iscritti, il dato più alto mai registrato, ma nei prossimi vent’anni dovrà misurarsi con il drastico calo demografico che ridurrà in modo strutturale il numero degli studenti. Una tendenza che, secondo quanto emerso, rischia di mettere sotto pressione la sostenibilità economica degli atenei, soprattutto quelli più piccoli, l’equilibrio territoriale e la capacità di garantire un numero di laureati coerente con le direttrici di crescita del Paese.

Per affrontare questo scenario, gli atenei individuano alcune direttrici principali: una maggiore internazionalizzazione, la riduzione degli abbandoni e dei tempi di laurea, oltre al rafforzamento della formazione continua per studenti adulti e lavoratori. Su questo fronte, il tema del lifelong learning si intreccia con quello della formazione continua, indicata come una delle leve per ampliare e diversificare la domanda formativa.

In questo passaggio, il ruolo dei RAU viene indicato come centrale nel supportare le scelte organizzative, la sostenibilità economica e l’innovazione delle università.

«Questo contesto rende necessario ripensare i modelli organizzativi, per garantire maggiore efficacia e sostenibilità - spiega la presidente dell’Associazione Maria Adele Savino -. Posti di fronte a nuove sfide gli atenei hanno operato da primi della classe, come dimostrano i risultati raggiunti in ambiti come la trasparenza e la gestione dei bilanci. L’esperienza associativa di RAU mostra che l’università non è solo sapere: è strategia, organizzazione e comunità. Per tre giorni a Padova, finalmente, questo lavoro spesso invisibile sarà al centro della scena».

I dati sul personale restituiscono il peso crescente delle strutture tecnico-amministrative. Nel 2025 il personale tecnico-amministrativo degli atenei italiani ha raggiunto quota 51.470 unità, con una crescita dell’8,5% rispetto al 2021. Rappresenta il 38,8% del totale del personale universitario che, sempre nel 2025, ha superato le 149.000 unità, con un incremento del 14,5%. Un aumento definito asimmetrico, che riflette la crescente complessità delle strutture universitarie, oggi impegnate nella gestione dei fondi europei, nella digitalizzazione e nella sostenibilità organizzativa.

A questo si aggiunge un altro dato evidenziato durante il convegno: il rapporto tra dipendenti e dirigenti nell’università è oggi di un dirigente ogni 166 dipendenti, il più basso di tutta la Pubblica amministrazione. In un sistema che dovrà fare di più con meno studenti, il middle management universitario viene descritto non più come una semplice funzione di supporto, ma come una leva decisiva per competitività e tenuta del sistema.

«L’università italiana entra in una fase nuova, nella quale le sfide demografiche, economiche e organizzative non possono essere soltanto elencate: devono trasformarsi in scelte strategiche - aggiunge Alberto Scuttari, presidente CoDAU e direttore generale dell’Università di Padova -. Organizzazione, fiducia e sostenibilità sono condizioni essenziali perché gli atenei continuino a generare conoscenza, valore pubblico, metodo critico e innovazione. Il convegno RAU, ospitato dall’Università di Padova, offre un’occasione importante di confronto sul ruolo del management tecnico-amministrativo nel rendere possibile, sostenibile e durevole la missione pubblica dell’università».

La sfida del post-PNRR

Tra i dossier più immediati c’è quello del post-PNRR. Il management universitario è infatti impegnato nella fase conclusiva della gestione di circa 10 miliardi di euro stanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza per ricerca e impresa.

Secondo il Rapporto ANVUR 2026, il numero delle immatricolazioni universitarie resterà elevato ancora nei prossimi anni, con un picco previsto nell’anno accademico 2027/2028, quando i nuovi iscritti dovrebbero arrivare a circa 345 mila. Dopo quella fase, il sistema dovrà accompagnare i cambiamenti demografici del Paese puntando in misura sempre maggiore su attrattività internazionale, riduzione degli abbandoni e formazione continua. Le proiezioni indicano infatti una riduzione progressiva della popolazione studentesca tradizionale, stimata nel 22% in meno nei prossimi 15 anni.

Le tre leve indicate dagli atenei

La prima leva individuata è l’internazionalizzazione. Oggi l’Italia attira solo il 6% di studenti stranieri sul totale degli iscritti, mentre in Francia, Germania e Regno Unito la quota si colloca tra il 10 e il 20%. A pesare, viene osservato, sono l’offerta ancora limitata di corsi in inglese, i costi delle città universitarie e procedure burocratiche spesso complesse.

La seconda riguarda la riduzione degli abbandoni universitari. Attualmente soltanto il 56% degli iscritti consegue la laurea entro sei anni, contro una media OCSE del 70%, mentre il tasso di abbandono è al 27%. Tra gli strumenti indicati per migliorare la permanenza degli studenti nel sistema universitario ci sono orientamento, tutoraggio e percorsi formativi più flessibili.

La terza direttrice è quella della formazione continua. Reskilling e upskilling rivolti ai lavoratori adulti vengono indicati come una nuova opportunità per ampliare e differenziare la domanda formativa, affiancando alla preparazione dei giovani percorsi di aggiornamento professionale lungo tutto l’arco della vita.

Il ruolo delle strutture amministrative

L’evoluzione del sistema universitario, secondo quanto emerso, riflette il nuovo peso assunto dalle strutture amministrative, chiamate oggi a governare processi sempre più articolati: dalla gestione dei fondi europei alla digitalizzazione, fino alla sostenibilità organizzativa e al benessere lavorativo. Le università vengono descritte anche come laboratorio di innovazione nel panorama delle pubbliche amministrazioni, compresi i rapporti tra atenei.

«Come RAU crediamo che il futuro dell’università passi anche attraverso il riconoscimento pieno del valore delle professionalità amministrative come leva strategica per la competitività e la sostenibilità degli Atenei – ancora la presidente RAU Savino - Non più soltanto gestione dell’esistente, ma partecipazione attiva alla costruzione delle politiche universitarie. Non più semplice funzione tecnica, ma responsabilità istituzionale. L’università del futuro avrà bisogno di competenze, visione, collaborazione e capacità di governo dei processi complessi. E avrà bisogno, soprattutto, di comunità professionali capaci di lavorare insieme per un obiettivo comune: costruire un’università più sostenibile, più inclusiva, più autorevole e più vicina ai bisogni del Paese».

Il XXXIV Convegno Nazionale RAU è in programma a Padova dal 28 al 30 maggio 2026 tra il Palazzo del Bo e l’Orto Botanico.

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