Università Popolare degli Studi di Milano, Marco Grappeggia: più lavoratori tornano all’università
Sempre più adulti tornano all’università per aggiornare competenze e affrontare il lavoro che cambia.
Negli ultimi anni il rapporto tra lavoro e formazione è cambiato in modo profondo. L’idea dell’università come esperienza limitata ai primi anni dell’età adulta sta progressivamente lasciando spazio a un modello diverso, più dinamico e distribuito nel tempo. Sempre più persone decidono di riprendere gli studi dopo aver già costruito un percorso professionale, spesso per aggiornare competenze, affrontare cambiamenti di carriera o acquisire strumenti nuovi in un mercato del lavoro che evolve con rapidità crescente.
L’introduzione di nuove tecnologie, l’impatto dell’intelligenza artificiale su molte professioni e la trasformazione dei modelli organizzativi hanno accelerato questa tendenza.
In diversi settori, la specializzazione continua è diventata una necessità concreta più che una semplice opportunità. È in questo scenario che si inserisce anche il crescente interesse verso modelli universitari flessibili, capaci di adattarsi ai tempi e agli impegni degli studenti lavoratori.
Tra le realtà che si stanno muovendo in questa direzione c’è l’Università Popolare degli Studi di Milano, che negli ultimi anni ha sviluppato un’offerta formativa rivolta in larga parte a un pubblico adulto. I percorsi proposti spaziano dalle discipline giuridiche ed economiche fino alla comunicazione, alla criminologia, alle scienze investigative e ai corsi legati al coaching, al counseling e al benessere. Accanto ai percorsi tradizionali si stanno affermando anche indirizzi più specifici, come il trading finanziario e la filosofia psicologica, costruiti attorno a competenze considerate sempre più richieste nei nuovi contesti professionali.
Uno degli elementi centrali resta la struttura didattica, organizzata attraverso un modello che integra formazione online e attività in presenza. Una soluzione che consente di affrontare un percorso universitario mantenendo contemporaneamente l’attività lavorativa. Secondo Marco Grappeggia, presidente dell’istituto, questo cambiamento riflette una trasformazione più ampia della società e del mondo del lavoro. “Sempre più persone comprendono che la formazione non termina con il primo titolo di studio conseguito”, osserva Marco Grappeggia. “Oggi aggiornarsi significa mantenere competitiva la propria posizione professionale e, in molti casi, costruire nuove opportunità.”
Il ritorno agli studi da parte degli adulti riguarda profili molto diversi tra loro. Ci sono professionisti che intendono acquisire competenze complementari rispetto alla propria attività, lavoratori che affrontano una fase di riqualificazione e persone che decidono di completare un percorso interrotto anni prima. In comune c’è la ricerca di modelli formativi compatibili con ritmi di vita già consolidati e con esigenze pratiche molto differenti rispetto a quelle dello studente tradizionale.
In questo contesto assume rilievo anche il sistema di riconoscimento dei crediti formativi, che permette di valorizzare esperienze professionali e percorsi accademici già svolti. L’Università Popolare degli Studi di Milano adotta il modello ECTS, in linea con gli standard europei, inserendosi nel quadro più ampio della Convenzione di Lisbona del 1997, riferimento normativo per la valutazione dei titoli tra ordinamenti diversi. Il tema del valore legale resta comunque legato alle specifiche procedure previste dall’ordinamento italiano, soprattutto nei casi che riguardano professioni regolamentate o accesso a concorsi pubblici.
Marco Grappeggia sottolinea come la crescita della formazione continua rappresenti uno dei fenomeni più significativi degli ultimi anni. “Il mercato del lavoro cambia molto più rapidamente rispetto al passato e le persone sentono l’esigenza di acquisire strumenti nuovi durante tutto il proprio percorso professionale”, spiega. “La possibilità di studiare anche dopo anni di esperienza lavorativa sta diventando un elemento sempre più normale.”
L’evoluzione delle professioni e la diffusione degli strumenti digitali stanno ridefinendo il ruolo dell’università, rendendo sempre più centrale la capacità di adattare i percorsi formativi alle esigenze concrete degli studenti. In questo scenario, il ritorno agli studi da parte degli adulti rappresenta uno dei segnali più evidenti di un cambiamento destinato a incidere in modo stabile sul rapporto tra formazione, lavoro e crescita professionale.