Padova, alle Cucine economiche popolari 3.624 utenti nel 2025: +2,4% in un anno

Il bilancio sociale 2025 della Fondazione Nervo Pasini fotografa più utenti.

25 giugno 2026 15:48
Padova, alle Cucine economiche popolari 3.624 utenti nel 2025: +2,4% in un anno -
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PADOVA - Nel 2025 le Cucine economiche popolari hanno seguito 3.624 utenti, in aumento del 2,4% rispetto all’anno precedente, con 1.273 nuovi ingressi e persone provenienti da 93 nazionalità diverse. È uno dei dati centrali del bilancio sociale 2025 della Fondazione Nervo Pasini, che fotografa l’attività di uno dei servizi cittadini più esposti sul fronte della marginalità adulta.

Il documento, intitolato “Relazioni che generano cambiamento”, riassume numeri, servizi e impatto delle CEP, che operano a Padova nell’ambito dell’accoglienza di persone in grave fragilità attraverso mensa, servizio sanitario, igiene personale, ascolto e orientamento.

Chi si rivolge alle Cucine economiche popolari

L’utenza registrata nel 2025 è composta in prevalenza da uomini, pari al 79,2% del totale, cioè 2.870 persone, con un’età media di 44,6 anni. Le donne sono 754, il 20,8%, con età media di 51,1 anni.

Gli italiani sono 387 e rappresentano il 10,7% dei beneficiari. La presenza più numerosa arriva dal Marocco con 615 persone, seguito da Nigeria con 403, Romania con 381 e Tunisia con 256.

Tra i dati più rilevanti del bilancio sociale c’è anche la condizione socio-economica degli utenti: il 72% dei beneficiari è disoccupato, quota in crescita dell’1,5% rispetto al 2024, mentre il 59,6% è senza dimora, dato aumentato del 3,5% su base annua.

Oltre la metà delle persone, il 53,2%, ha utilizzato i servizi in modo episodico; il 27,3% in modo intermittente e il 19,5% in modo continuativo.

I servizi attivi tra mensa, salute e igiene personale

L’attività delle CEP si articola in quattro aree principali: la mensa, il servizio sanitario, i servizi per l’igiene personale e l’ascolto con orientamento sociale.

Il servizio sanitario è rivolto in particolare a chi non ha accesso al Servizio sanitario nazionale e comprende cure di base e prevenzione. L’area igiene personale comprende docce, distribuzione di vestiario, lavaggio indumenti e coperte. L’ascolto e orientamento include invece segretariato sociale, fermoposta e ricariche cellulari.

Nel bilancio la Fondazione richiama anche il valore delle relazioni costruite attorno ai servizi, insieme al lavoro del personale e al contributo del volontariato, considerato parte strutturale del funzionamento quotidiano.

L’impatto economico e sociale del 2025

Dal punto di vista economico-sociale, il bilancio stima un impatto sociale netto complessivo di 3.157.735 euro, a fronte di costi monetari e non monetari pari a 1.440.148 euro.

La quota maggiore dell’impatto è attribuita alla mensa, con 2.434.608 euro. Seguono il servizio sanitario con 493.983 euro, l’igiene personale con 117.044 euro e l’ascolto e orientamento con 112.100 euro.

L’indice S-ROI indicato dalla Fondazione è pari a 2,19: significa che per ogni euro investito si generano 2,19 euro di ritorno sociale.

Nel documento trova spazio anche il riferimento alle Nuove Cucine economiche popolari, con il primo stralcio della stazione di posta nell’ex canonica del Tempio antoniano della Pace appena concluso, intervento già al centro del progetto dell’ex Canonica Tempio Pace.

L’anno giubilare e i pellegrini accolti

Il 2025 è stato inoltre segnato dall’anno giubilare, durante il quale le Cucine economiche popolari sono state indicate come luogo giubilare della cura, della carità, della giustizia e della pace. In questo contesto sono passate dalle CEP oltre 800 persone, suddivise in 30 gruppi, che hanno partecipato a un percorso giubilare all’interno della struttura.

Lo stesso anno, il 13 dicembre 2025, la Chiesa di Padova ha avviato insieme a Caritas italiana e Fondazione Zancan la causa di beatificazione e canonizzazione di monsignor Giovanni Nervo, figura a cui è intitolata la Fondazione che gestisce il servizio.

Nella lettera di apertura del bilancio sociale, il presidente della Fondazione Nervo Pasini don Luca Facco definisce le CEP non solo un servizio, ma un luogo in cui la carità prende forma ogni giorno attraverso accoglienza, lavoro, organizzazione, volontariato e accompagnamento verso una maggiore autonomia. Nei mesi scorsi, proprio le Cucine economiche popolari avevano ricevuto anche la visita del cardinale Matteo Zuppi.

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