Padova, monossido killer in appartamento: un morto e un operaio in fin di vita

Tragedia a Padova, fuga di monossido in appartamento: un morto e un uomo in Terapia intensiva. Indagini sulla stufa difettosa.

26 febbraio 2026 08:11
Padova, monossido killer in appartamento: un morto e un operaio in fin di vita -
Condividi

PADOVA – Una tragedia silenziosa, consumata nel sonno. Un uomo ha perso la vita senza accorgersi che nell’aria non c’era più ossigeno ma monossido di carbonio. Il collega che dormiva nella branda accanto è sopravvissuto per miracolo, ma lotta tra la vita e la morte in ospedale. Il dramma è stato scoperto mercoledì 25 febbraio alle 20.15 in un appartamento al secondo piano di una palazzina in via Villa Laura, nel quartiere Pontevigodarzere. Nell’alloggio vivono diversi lavoratori stranieri. A far scattare l’allarme è stato uno di loro che, non riuscendo a mettersi in contatto con un collega, ha temuto il peggio e ha chiamato i numeri di emergenza.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri della stazione di Vigodarzere e il personale sanitario del Suem 118. Una volta entrati nell’abitazione, i soccorritori si sono trovati davanti a una scena drammatica: due uomini riversi a letto. Uno respirava ancora, seppur con estrema difficoltà. L’altro, apparentemente di circa 45 anni, non dava alcun segno di vita.

L’appartamento è stato immediatamente arieggiato per evitare ulteriori rischi agli operatori. Il medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo, di nazionalità nigeriana. Il collega è stato estratto dall’immobile, stabilizzato e trasportato d’urgenza in ospedale, dove ora si trova ricoverato in Terapia intensiva in condizioni disperate. Le prossime ore saranno decisive per capire se e come potrà recuperare.

I vigili del fuoco hanno lavorato per tutta la notte per mettere in sicurezza l’area. È stato disattivato il sistema elettrico dell’appartamento e sono state bonificate tutte le stanze. La strada è stata transennata per consentire le operazioni in totale sicurezza, mentre davanti alla palazzina si sono radunati gli altri coinquilini, sotto shock per quanto accaduto.

Secondo le prime ricostruzioni, all’origine della tragedia ci sarebbe una stufa mal funzionante utilizzata per riscaldare l’ambiente. I due operai si sarebbero coricati dopo la giornata di lavoro, accendendo il piccolo apparecchio per contrastare il freddo. Un gesto quotidiano, trasformato in una trappola mortale.

Il pubblico ministero di turno è stato informato dell’accaduto e ha concesso il nulla osta per la rimozione della salma, trasferita all’istituto di medicina legale. Nelle prossime ore si deciderà se procedere con l’autopsia o affidare il corpo ai familiari per le esequie.

Quella di Pontevigodarzere non è purtroppo un’eccezione. Ogni anno, soprattutto nei mesi invernali, le fughe di monossido dovute a impianti difettosi provocano intossicazioni e decessi. Solo negli ultimi mesi il territorio ha registrato diversi interventi per emergenze domestiche, come nel caso dell’incendio in un appartamento a Legnaro con un intossicato o in altre situazioni critiche legate alla sicurezza delle abitazioni.

Eventi drammatici che riportano l’attenzione sull’importanza della manutenzione periodica degli impianti di riscaldamento, sull’installazione di rilevatori di monossido e su controlli costanti, per evitare che il freddo e una stufa difettosa si trasformino in una condanna silenziosa.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail