Eccellenza Nordest: primo trapianto di rene in ospedale eseguito con un robot

Primo trapianto di rene con chirurgia robotica all’Azienda Ospedale-Università Padova, eseguito dall’équipe della professoressa Lucrezia Furian.

06 giugno 2026 14:58
Eccellenza Nordest: primo trapianto di rene in ospedale eseguito con un robot -
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PADOVA - Un nuovo passo avanti per la sanità padovana. Nella notte tra il 5 e il 6 giugno, all’Azienda Ospedale-Università Padova, è stato eseguito il primo trapianto di rene con chirurgia robotica. L’intervento è stato realizzato dall’équipe guidata dalla professoressa Lucrezia Furian, direttrice dell’Uoc Chirurgia dei trapianti di rene e pancreas.

Si tratta di un traguardo significativo per l’Azienda, che conferma il ruolo di Padova tra i centri di riferimento nella chirurgia dei trapianti e nell’innovazione tecnologica applicata alla medicina.

Primo trapianto robotico di rene in Azienda

L’intervento rappresenta il primo trapianto di rene eseguito con tecnica robotica all’interno dell’Azienda Ospedale-Università Padova. Una novità che si inserisce in un percorso di crescita già consolidato nel campo dei trapianti e che guarda a cure sempre più precise, personalizzate e meno invasive.

La chirurgia robotica consente al chirurgo di operare con strumenti ad altissima precisione, mantenendo sempre centrale l’esperienza dell’équipe. Non sostituisce il ruolo del professionista, ma ne amplifica la capacità operativa, soprattutto in procedure complesse e delicate come il trapianto.

Dietro il risultato ottenuto nella notte tra il 5 e il 6 giugno ci sono anni di ricerca, investimenti tecnologici, formazione e lavoro di squadra. Un insieme di competenze che ha permesso di portare anche nel campo del trapianto renale una delle evoluzioni più importanti della chirurgia contemporanea.

I medici durante l'intervento
I medici durante l'intervento

L’équipe guidata da Lucrezia Furian

A eseguire il primo trapianto di rene con chirurgia robotica è stata la professoressa Lucrezia Furian, alla guida dell’Uoc Chirurgia dei trapianti di rene e pancreas.

L’intervento è stato coordinato da un gruppo multidisciplinare di professionisti, ciascuno impegnato nel proprio ruolo per garantire sicurezza, precisione e continuità assistenziale. Nei trapianti, infatti, il successo dell’operazione non dipende soltanto dall’atto chirurgico, ma da una macchina complessa che coinvolge chirurghi, anestesisti, infermieri, tecnici, specialisti e personale sanitario.

Il nuovo risultato arriva a pochi giorni da un altro traguardo importante: la stessa équipe aveva raggiunto quota 100 trapianti con chirurgia open nei primi cinque mesi dell’anno. Due risultati diversi, ma complementari, che raccontano la solidità del programma padovano.

Ecco lo staff che ha lavorato
Ecco lo staff che ha lavorato

Robotica e chirurgia tradizionale insieme

Il significato dell’intervento non è soltanto tecnologico. L’introduzione della chirurgia robotica nei trapianti apre nuove prospettive, ma non cancella il valore della chirurgia tradizionale.

La chirurgia open resta un patrimonio di competenze fondamentale. La robotica ne rappresenta una naturale evoluzione, non una sostituzione. Alla base di ogni intervento robotico rimangono infatti la preparazione del chirurgo, la capacità decisionale, l’esperienza clinica e la conoscenza delle tecniche tradizionali.

Questo passaggio è particolarmente importante anche per i giovani medici in formazione. La chirurgia robotica diventa un ponte tra la scuola chirurgica classica e l’utilizzo delle tecnologie più avanzate, formando professionisti capaci di muoversi tra competenza manuale, visione clinica e innovazione.

I vantaggi per i pazienti

La chirurgia robotica permette interventi estremamente accurati e, in molti casi, meno invasivi. Questo può favorire un recupero più rapido, ridurre l’impatto chirurgico e migliorare la qualità del percorso post-operatorio.

Nel caso dei trapianti, ogni innovazione deve però essere valutata con attenzione, perché la priorità resta sempre la sicurezza del paziente. Per questo il traguardo raggiunto a Padova ha un valore particolare: la tecnologia entra in un ambito altamente specialistico, dove precisione e affidabilità sono decisive.

L’obiettivo non è usare il robot come semplice novità, ma integrarlo nei percorsi clinici quando può offrire un reale beneficio, nel rispetto delle evidenze scientifiche e della centralità della persona.

Il robot in azione
Il robot in azione

Fortuna: innovazione e tradizione devono camminare insieme

Il direttore generale dell’Azienda Ospedale-Università Padova, Paolo Fortuna, ha sottolineato il valore del risultato raggiunto e il lavoro dei professionisti coinvolti.

Per Fortuna, la sfida è tenere insieme le due dimensioni della chirurgia: da un lato gli strumenti d’avanguardia, dall’altro le competenze consolidate che hanno costruito la storia del centro padovano.

“Si investe in innovazione per costruire il domani. Si valorizza la tradizione per dare solidità al futuro”, ha ricordato il direttore generale.

Una linea che sintetizza il senso del trapianto eseguito nella notte tra il 5 e il 6 giugno: non un punto di arrivo isolato, ma una tappa di un percorso che guarda alla medicina del futuro senza perdere il legame con l’esperienza maturata negli anni.

Un nuovo risultato per Padova e per il Veneto

Il primo trapianto di rene con chirurgia robotica rafforza il ruolo dell’Azienda Ospedale-Università Padova nel panorama sanitario nazionale e internazionale.

Il risultato ha un valore che va oltre il singolo intervento. Conferma la capacità del sistema sanitario veneto di investire in alta specializzazione, tecnologia e formazione, mantenendo al centro la qualità delle cure.

Per Padova è un nuovo motivo di orgoglio. Per i pazienti, un ulteriore segnale di come l’innovazione possa diventare concreta quando viene costruita su competenze solide, lavoro di squadra e visione clinica.

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