La rapina in strada e il "cavallo di ritorno": arrestato marocchino

Padova, rapina una donna e tenta estorsione con il “cavallo di ritorno”: arrestato 29enne, denunciato il complice.

24 marzo 2026 09:54
La rapina in strada e il "cavallo di ritorno": arrestato marocchino -
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PADOVA - Nell’ambito dei servizi di prevenzione, vigilanza e controllo del territorio svolti quotidianamente dalle pattuglie della Questura di Padova, nella mattinata di sabato 21 marzo 2026, le Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno tratto in arresto un cittadino marocchino di 29 anni, senza fissa dimora e irregolare sul territorio nazionale, ritenuto responsabile di una violenta rapina aggravata consumata poche ore prima sul cavalcavia Borgomagno ai danni di una 60enne cittadina moldava che stava andando a lavoro, nonché del successivo tentativo di estorsione commesso ai danni dei familiari della stessa, finalizzato a ottenere denaro in cambio della restituzione della refurtiva.

In particolare, alle ore 5.00 su disposizione della Sala Operativa, un equipaggio della Sezione Volanti interveniva presso un hotel sito in via Tommaseo, a seguito di segnalazione pervenuta al numero di emergenza 113 da parte di un dipendente che riferiva come una collega, appena giunta sul posto di lavoro per iniziare il proprio turno, si fosse presentata in forte stato di agitazione e con segni compatibili con una recente aggressione, dichiarando di essere stata poco prima rapinata della borsa mentre percorreva a piedi il Cavalcavia Borgomagno.

I poliziotti prendevano immediatamente contatti con la vittima, accertando come, uscita dalla propria abitazione intorno alle ore 04.30, dopo aver percorso via Buonarroti e via Toti, si era immessa sul cavalcavia Borgomagno in direzione della Stazione ferroviaria quando, improvvisamente veniva aggredita alle spalle da un giovane uomo a lei sconosciuto. L’aggressore, che veniva descritto come soggetto di probabile origine nordafricana, si avvicinava alla donna alle sue spalle e, con un gesto repentino e violento, afferrava la borsa che la donna portava a tracolla, scaraventandola a terra e trascinandola per alcuni metri fino a provocare la rottura della cinghia, riuscendo così a impossessarsi della refurtiva e a fuggire. La vittima, rialzatasi con fatica da terra, iniziava a urlare e attirava l’attenzione di due passanti che accorrevano in suo aiuto. Il malvivente, accortosi di essere inseguito, fuggiva rapidamente in direzione di via Pietro Liberi.

La donna, dolorante e visibilmente scossa, riusciva comunque a raggiungere il luogo di lavoro, da dove, con l’ausilio di un collega, veniva richiesto l’intervento della Polizia di Stato. La borsa sottratta conteneva il suo telefono, alcuni documenti personali, le chiavi di casa e di lavoro, un paio di occhiali da vista nonché la somma di 20 euro in contanti.

Visto lo stato di agitazione della vittima, e considerata la presenza di numerose escoriazioni dovute alla violenta aggressione subita, i poliziotti facevano intervenire sul posto personale sanitario, che provvedeva al trasporto della donna presso il pronto soccorso cittadino, ove le venivano diagnosticate contusioni multiple da aggressione con prognosi di sette giorni.

I poliziotti contestualizzavano quanto appena accaduto trovando immediato riscontro nelle immagini delle telecamere di videosorveglianza cittadine insistenti sul cavalcavia Borgomagno, immediatamente visionate dalla Sala Operativa della Questura, dalle quali si evinceva chiaramente come alle ore 04.33 la donna venisse aggredita alle spalle, scaraventata a terra e trascinata sul ciglio della strada con una violenza tale da far rompere la cinghia della borsa.

Nelle ore immediatamente successive ai fatti appena descritti, i familiari della vittima iniziavano a ricevere chiamate provenienti proprio dall’utenza telefonica sottratta alla donna con  un uomo che sosteneva di essere in possesso dei beni sottratti e pretendeva la somma di 100 euro per la restituzione degli stessi, adottando la tecnica estorsiva del c.d. “cavallo di ritorno”.

I familiari della vittima ricevute le indicazioni dall’estorsore di un incontro in piazzale Stazione per le ore 7.30 appresa nel frattempo la reale dinamica dei fatti, richiedevano l’intervento della Polizia di Stato mentre la trattativa per la restituzione della refurtiva era ancora in corso.

Giunti immediatamente sul posto, i poliziotti individuavano l’estorsore che per fisionomia e abbigliamento indossato era compatibile con il rapinatore immortalato dalle videocamere di sorveglianza cittadine, che teneva ancora in manco il telefono e il portafoglio della vittima, pretendendo con atteggiamento arrogante e intimidatorio la consegna del denaro.

I poliziotti delle Volanti bloccavano immediatamente l’uomo, con lo stesso che all’atto del controllo opponeva resistenza attiva contro gli agenti intervenuti, proferendo altresì gravi frasi offensive e minacciose nei loro confronti. Una volta collocato nella cellula della Volante, il cittadino nordafricano colpiva ripetutamente con testate e calci il vetro interno fino a danneggiarlo, aggravando ulteriormente la propria posizione.

Il soggetto veniva pertanto accompagnato presso gli Uffici della Questura per la compiuta identificazione mediante rilievi foto-dattiloscopici, all’esito dei quali veniva identificato per un cittadino marocchino di 29 anni, irregolare, con a carico precedenti di polizia per i reati di estorsione e furto aggravato.

Le successive attività investigative consentivano inoltre di appurare che, nel momento della tentata estorsione, il 29enne marocchino era accompagnato da un complice. Tramite la visione delle immagini di videosorveglianza della Stazione ferroviaria, i poliziotti riuscivano a risalire all’identità di quest’ultimo, in quanto soggetto già noto alle forze dell’ordine. Una Volante, che si metteva immediatamente alla ricerca del complice in zona stazione, riusciva ad individuarlo e a bloccarlo poco dopo nei pressi della stazione. Lo stesso, identificato per un cittadino marocchino di 40 anni, risultava gravato da numerosi precedenti per reati contro il patrimonio, ed era stato arrestato lo scorso 28 febbraio dalle Volanti in zona Stazione per aver minacciato con una siringa un giovane italiano e avergli estorto denaro in cambio della restituzione degli occhiali da vista che gli aveva precedentemente sottratto.

Le indagini lampo dei poliziotti trovavano riscontro nelle immagini di videosorveglianza cittadina e ferroviaria,  oltre che dal rinvenimento della refurtiva nella disponibilità dell’arrestato e dalle condotte violente e minacciose poste in essere nei confronti degli operatori, evidenziando come la rapina e la successiva richiesta di denaro costituissero segmenti di un medesimo contesto criminoso finalizzato al conseguimento di un profitto illecito mediante un’azione aggressiva e violenta perpetrata nei confronti di una donna di 60 anni.

Alla luce della flagranza del reato e degli elementi di indagine raccolti, il 29enne veniva tratto in arresto per rapina aggravata, tentata estorsione, resistenza, violenza, minaccia e oltraggio a Pubblico Ufficiale nonché per il danneggiamento dell’autovettura di servizio delle Volanti, e successivamente tradotto presso la Casa Circondariale “Due Palazzi” a disposizione della Procura della Repubblica di Padova.

Il 40enne marocchino, complice nella tentata estorsione posta in essere ai danni dei familiari della vittima della rapina veniva è stato deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per tentata estorsione in concorso ed il Questore della provincia di Padova Marco Odorisio ha attivato l’Ufficio Immigrazione per l’avvio della procedura di revoca del permesso di soggiorno.

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