Droni a idrogeno per materiale sanitario, testato il sistema Padova Sandbox

Presentato a Osnago il Key Energy Builder: produrrà e distribuirà idrogeno verde per la sperimentazione avviata nel 2025.

06 maggio 2026 15:57
Droni a idrogeno per materiale sanitario, testato il sistema Padova Sandbox -
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OSNAGO – Il progetto Padova Sandbox fa un passo avanti verso i test in aeroporto dei droni a idrogeno destinati al trasporto rapido di materiale sanitario. Mercoledì 6 maggio è stato presentato a Osnago, in provincia di Lecco, il Key Energy Builder, l’impianto compatto che servirà a produrre, stoccare ed erogare l’idrogeno verde necessario alla sperimentazione.

Il progetto è stato avviato nel marzo 2025 all’aeroporto di Padova e nasce dall’accordo per lo sviluppo della Mobilità Aerea Avanzata siglato nel maggio 2024 da ENAC, Regione Veneto e Gruppo SAVE. La componente tecnologica e operativa è affidata a H2G, divisione del Gruppo H2C specializzata in soluzioni legate all’idrogeno verde.

L’impianto per produrre idrogeno verde

Il sistema presentato, realizzato da Milani S.p.A. con il contributo di DBA Group, è stato testato nella sede dell’azienda a Osnago. Si tratta di un impianto collocato in un container con una superficie di 22 metri quadrati, in grado di produrre, accumulare e distribuire idrogeno verde a 350 bar.

Il funzionamento si basa sull’elettrolisi, utilizzando acqua ed energia elettrica da fonti rinnovabili. La produzione prevista va da 5 a 30 chili di idrogeno al giorno, mentre lo stoccaggio avviene tramite idruri metallici. Nella prova preliminare il Key Energy Builder è stato impiegato per alimentare un carrello elevatore di Toyota Material Handling Italia.

Quando sarà trasferito a Padova, l’impianto utilizzerà energia prodotta da pannelli solari e servirà per rifornire i droni destinati al trasporto di materiale sanitario, medicinali e sostanze biologiche urgenti, oltre ai mezzi cargo a terra impiegati nel perimetro sperimentale dell’aeroporto.

I prossimi test all’aeroporto di Padova

La fase successiva prevede la verifica dell’interfaccia tra l’impianto, i droni e i mezzi di movimentazione a terra. Seguiranno poi i primi voli sperimentali all’interno dell’area aeroportuale di Padova. In una fase ulteriore, il programma prevede prove fuori dall’area aeroportuale in modalità BVLOS, cioè senza contatto visivo diretto tra pilota e mezzo, ma con strumenti di controllo remoto.

Secondo i dati forniti nell’ambito del progetto, i droni a idrogeno possono effettuare il rifornimento in circa cinque minuti, coprire fino a 100 chilometri, trasportare 4 chili di materiali e consumare 340 grammi di idrogeno verde in un volo a pieno carico. La velocità massima indicata è di 55 chilometri orari.

Corrado Fischer, direttore operativo del Gruppo SAVE, ha espresso soddisfazione per l’avanzamento del programma con H2C e le altre aziende coinvolte, indicando nel prossimo autunno l’orizzonte per il primo volo di un drone a idrogeno verde. Una volta conclusa la fase di verifica, il modello potrà essere valutato anche per altri contesti, compreso l’aeroporto di Venezia, dove il nuovo Masterplan prevede la realizzazione di due vertiporti.

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