Pagamenti digitali: dopo PayPal arriva Twitter?
I pagamenti digitali nel 2022 hanno toccato un giro di denaro di 397 miliardi di euro in Italia, tra contactless e modalità innovative, wearable inclusi, giunti a + 107 per cento, come emerge dall’Oss...
I pagamenti digitali nel 2022 hanno toccato un giro di denaro di 397 miliardi di euro in Italia, tra contactless e modalità innovative, wearable inclusi, giunti a + 107 per cento, come emerge dall’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano.
In particolare, i pagamenti su wallet hanno raggiunto un transato di 390 miliardi, in incremento del 18 per cento dal 2021. Per questo motivo, dopo l’apripista indiscusso dei digital wallet PayPal, altri soggetti iniziano a fare ingresso sul settore, come è stato per Google Pay, Apple Pay, Amazon Pay.
Foto di Rami Al-zayat su Unsplash
Ogni metodo ha le proprie specifiche caratteristiche, ma è senza dubbio la comodità e la velocità di transazione quello che li accomuna tutti, e che ne ha determinato la crescita annua costante. Non solo: importanti passi in avanti sono stati fatti anche dal punto di vista della sicurezza e della protezione nello scambio di informazioni durante le compravendite online. Prendiamo il caso di PayPal, che trae la sua forza dalla possibilità di acquistare su Internet utilizzando soltanto l’indirizzo e-mail collegato al conto corrente dell’intestatario, senza dover digitare pin e codici segreti: le transazioni registrate nel 2022 per mezzo del wallet sono aumentate del 22 per cento rispetto al 2021, e hanno raggiunto la cifra di 182 miliardi di euro. L’e-commerce Index, una ricerca interna allo stesso PayPal, ha messo in evidenza come, oltre alla predisposizione verso transazioni intuitive e pratiche, gli utenti abbiano particolarmente a cuore il tema della sicurezza.
La politica di PayPal in questo senso fa perno su sistemi crittografici avanzati e sul sistema della doppia autenticazione, proteggendo i consumatori e le aziende da rischi di frode, purtroppo ancora non arginati dalla più sofisticata tecnologia. L’autorizzazione delle transazioni in relazione ad alcuni settori completa il quadro di cybersicurezza che l’azienda di Palo Alto ha delineato negli anni: questo vale per alcuni comparti specifici, come la compravendita di preziosi e metalli, il mercato delle azioni, il trading, il gioco legale, ovvero chi scommette scegliendo i siti scommesse con Paypal, ma anche i contenuti per adulti, il transato verso gli enti no-profit, il brokeraggio, i prodotti soggetti a prescrizioni mediche e le criptovalute.
A questo proposito, è stato stimato che, alla fine del 2022, PayPal era detentore di 604 milioni di dollari in criptovalute, e nello specifico in Bitcoin, Ether, Litecoin.
Questo dato la dice lunga su come i wallet, oltre a rappresentare sistemi sicuri di pagamento, siano anche al passo coi tempi nell’intercettare i trend, anche finanziari, del momento, venendo inoltre incontro alle sopraggiunte necessità di utenti e imprese. Ognuno di questi metodi, come si è detto, ha le proprie specifiche: Amazon Pay, ad esempio, verifica i clienti prima di ogni compravendita, e al contempo vengono rilevati eventuali tentativi di frode, così da agevolare gli acquisti di beni e prodotti, dalla selezione alla cassa.
Google Pay, dal canto suo, protegge gli acquirenti per mezzo di un numero criptato in sostituzione di quello della carta di credito, e allo stesso tempo avvantaggia le aziende che intendono effettuare il check-out con questo sistema, senza spese aggiuntive.
Gli attori della rivoluzione dei pagamenti digitali ormai sono i più svariati, incluse piattaforme di e-commerce come Shopify, che ormai, con Shopify Payments, è diventato anche un gateway funzionante con una pluralità di valute e agganciabile a tutti i maggiori sistemi di pagamento. Il tutto senza dimenticare la sicurezza garantita dalla migliore tecnologia 3D.
Lo scenario dei digital payments è dunque sempre in divenire, visto anche il crescente riscontro da parte di un’utenza sempre più smart, che utilizza con molta facilità gli smartphone ma anche gli smartwatch.
La notizia è che anche Twitter starebbe per fare il proprio ingresso nel settore.
Secondo le indiscrezioni, infatti, il popolare social network, nella visione di Elon Musk, potrebbe diventare un’app multiservizio, anche per far fronte alla diminuzione delle entrate (si parla del 40 per cento in meno, nei dati aggiornati al dicembre scorso).
Dopo un incontro con gli inserzionisti, avvenuto alla fine dello scorso anno, Elon Musk avrebbe rivelato al Financial Times proprio l’intenzione di fare di Twitter anche una piattaforma di pagamento, con uno sguardo ai risultati di PayPal, giunto a un anno di transazioni del valore di 1.400 miliardi di dollari.
Si tratterebbe di una novità importante per il social, che potrebbe diventare un’app integrata e multiservizi, sulla scorta di Wechat della cinese Tencent, peraltro attiva anche nei pagamenti con WeChat Pay.
Se anche il lungimirante Elon Musk ha deciso di aprire le porte a questo tipo di attività, è chiaro come il futuro sarà caratterizzato inevitabilmente da un ulteriore slancio dei pagamenti online, oltre che dalla fluidità di servizi integrati e sempre meno definibili, se non con una parola: multichannel o cross-channel.