Palazzo del Fumetto di Pordenone, arriva l’app accessibile: audioguide, LIS e testi semplificati per 20 sezioni
Presentazione il 24 giugno alle 18: contenuti in italiano e inglese, audit sugli spazi e Comitato Tecnico con persone con disabilità
PORDENONE - Venti sezioni del museo con contenuti accessibili in italiano e inglese, audioguide fino a 120 secondi, video in LIS e ISL e testi semplificati certificati Easy-to-read: il Palazzo del Fumetto presenta una nuova app gratuita per smartphone e tablet pensata per rendere la visita più autonoma e comprensibile a pubblici con esigenze diverse. La presentazione è fissata per mercoledì 24 giugno 2026 alle 18 nell’auditorium del museo.
Il progetto nasce dalla collaborazione con Willeasy, azienda friulana specializzata in accessibilità, e con il partner tecnologico AT Media srl. L’obiettivo dichiarato è andare oltre la sola accessibilità fisica degli spazi: il museo disponeva già di una buona fruibilità degli ambienti, ma non aveva ancora strumenti digitali dedicati alla visita né contenuti specifici per persone con disabilità motorie, sensoriali o cognitive.
Con questa applicazione il Palazzo del Fumetto prova quindi a colmare un vuoto pratico: non solo accompagnare il visitatore lungo il percorso espositivo, ma farlo con strumenti progettati per essere davvero utilizzabili da un pubblico più ampio. Entro il 2027 il percorso dovrebbe portare il museo di Pordenone a diventare un modello di riferimento nazionale sull’accoglienza e sulla fruizione inclusiva dei contenuti culturali.
Cosa contiene l’app e come funzionerà la visita
L’app è gratuita e disponibile per dispositivi iOS e Android. Nella prima fase accompagna i visitatori lungo le 20 sezioni del museo con contenuti in italiano e in inglese. A questi si aggiungeranno, in un secondo momento, fino a 10 sezioni dedicate alle mostre temporanee del Palazzo del Fumetto.
Per ogni sezione sono previsti diversi livelli di fruizione. Ci saranno audioguide professionali, con durata fino a 120 secondi, video in LIS, cioè Lingua dei segni italiana, e in ISL, International Sign Language, oltre a testi semplificati realizzati con tecnica Easy-to-read certificata. La scelta di offrire più formati sullo stesso contenuto punta a rispondere a bisogni differenti senza limitare l’esperienza a un solo tipo di pubblico.
Il lavoro non si è fermato alla produzione dei materiali digitali. L’app è stata progettata anche per essere intuitiva e leggibile, con attenzione alla navigazione, alla chiarezza dell’interfaccia e all’integrazione dei contenuti multimediali. Lo sviluppo grafico e tecnico è stato seguito da AT Media srl, che ha curato l’esperienza utente, il design dell’interfaccia, la realizzazione dell’applicativo e l’inserimento dei contenuti.
Il Palazzo del Fumetto, ospitato a Villa Galvani, è uno dei poli culturali più riconoscibili della città. Negli ultimi mesi ha accolto anche eventi di altra natura, come il finale di Jazzinsieme Pordenone a Palazzo Fumetto, confermando il ruolo della sede nel calendario culturale cittadino.
Audit su spazi, segnaletica e contenuti digitali
Accanto all’app, il progetto ha previsto un lavoro di verifica più ampio sull’accessibilità del museo. Willeasy ha infatti condotto un audit dedicato alla visitabilità fisica, alla segnaletica e ai contenuti digitali, con una mappatura supportata da tecnologia proprietaria.
Da questa analisi è nato un report diagnostico con priorità di intervento e indicazioni operative considerate utili per migliorare l’accessibilità complessiva del museo. In pratica, l’app rappresenta solo una parte del progetto: l’altra riguarda la revisione dei servizi e dell’esperienza di visita nel suo insieme, per rendere più semplice, accogliente e autonoma la permanenza negli spazi del Palazzo del Fumetto.
Tra i servizi sviluppati rientrano quindi l’app di visita gratuita, le audioguide in due lingue, i video in LIS e ISL, i contenuti in linguaggio semplificato Easy-to-read e la consulenza continuativa sull’accessibilità del museo.
Il Comitato Tecnico con persone con disabilità
Uno degli elementi più caratterizzanti della prima annualità del progetto è la costituzione di un Comitato Tecnico formato da persone con disabilità motorie, sensoriali, cognitive e intellettive, insieme a professionisti del settore. Il comitato ha il compito di validare i passaggi del progetto, dalle scelte sull’applicazione ai miglioramenti relativi agli spazi e ai servizi.
Il punto centrale, in questo caso, è il metodo: le soluzioni non vengono definite soltanto sul piano tecnologico, ma verificate a partire dalle esigenze concrete delle persone che dovranno usarle. È questa, secondo i promotori, la parte più innovativa dell’iniziativa, perché punta a evitare strumenti formalmente moderni ma poco efficaci nella pratica.
La direttrice del museo Silvia Moras ha collegato il progetto a uno dei cardini della progettazione del Palazzo del Fumetto, sviluppata nell’ambito del bando triennale a sostegno delle imprese culturali promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Moras ha spiegato che le indicazioni raccolte hanno avuto un peso diretto nella costruzione dell’app e nel disegno di un modello replicabile anche in altri contesti culturali.
Sulla stessa linea William Del Negro, fondatore e presidente di Willeasy, che ha indicato proprio nel confronto costante con il Comitato Tecnico uno degli aspetti decisivi del lavoro svolto finora.
Chi sono i partner e cosa succede nei prossimi mesi
Willeasy, con sede a Martignacco, lavora nello sviluppo di soluzioni digitali per l’accessibilità e collabora con pubbliche amministrazioni, musei, imprese e operatori della mobilità per raccogliere, elaborare e condividere dati sull’accessibilità di luoghi, strutture ed eventi.
AT Media srl continuerà invece a seguire l’evoluzione tecnologica dell’app per tutta la durata del progetto triennale. Questo significa aggiornamenti delle sezioni dedicate alle mostre temporanee, integrazione di nuovi contenuti e continuità nello sviluppo della piattaforma.
Per il Palazzo del Fumetto l’operazione ha anche un valore strutturale: trasformare un museo già accessibile negli spazi in un luogo dove anche i contenuti, l’orientamento e gli strumenti di visita siano realmente fruibili da un pubblico più ampio. La presentazione del 24 giugno servirà a mostrare il primo risultato concreto di questo percorso.