Pedone: «Il basket non può spostare squadre e titoli»; la linea di APU Udine
Il presidente interviene alla presentazione di abbonamenti e roster 2026-2027 dopo i casi Trapani, Bergamo, Cremona e Brescia.
UDINE - La presentazione della campagna abbonamenti e del roster della prossima stagione di APU Udine è diventata anche l’occasione per aprire una riflessione più ampia sul futuro del basket italiano. A prendere posizione è stato il presidente Alessandro Pedone, che ha chiesto maggiori tutele per i club e un confronto tra Lega Basket e Federazione sul tema del radicamento territoriale delle società.
L’intervento arriva al termine di settimane difficili per il movimento cestistico nazionale, segnate dall’estromissione di Trapani dalla Serie A, dal ritiro di Bergamo dalla Serie A2 per motivi economici e dai trasferimenti dei titoli sportivi di Cremona e Brescia a Roma. Vicende che, secondo Pedone, impongono una riflessione non solo sul rispetto formale delle regole, ma anche sulle ricadute per tifosi, comunità locali e credibilità dell’intero sistema.
La posizione del presidente di APU Udine
Pedone ha rivendicato il percorso costruito dalla società bianconera, sottolineando che APU Udine non ha mai acquistato un titolo sportivo e ha scelto di crescere sul campo, categoria dopo categoria. Una linea che il presidente ha indicato come elemento identitario del club e come scelta legata al rapporto con il territorio, con i sostenitori e con gli sponsor.
Secondo Pedone, chi guida una società sportiva ha anche una responsabilità etica verso la propria comunità. Per questo, ha osservato, una squadra non dovrebbe essere trattata come un bene da spostare da una città all’altra, perché lo sport ha anche una funzione sociale e il legame con la piazza rappresenta una parte essenziale del suo valore.
Il nodo aperto nel basket italiano
Nel suo intervento, il presidente di APU Udine ha parlato di un possibile danno d’immagine per tutto il movimento, legato alle recenti operazioni che hanno coinvolto diverse piazze del basket nazionale. Da qui la richiesta di aprire un confronto serio tra Lega Basket e Federazione per individuare strumenti e regole capaci di rafforzare la tutela del radicamento territoriale delle società, pur nel rispetto delle norme esistenti.
Il punto sollevato da Pedone riguarda in particolare il rapporto tra club e tifosi, considerato un patrimonio da preservare. La crescita del basket italiano, ha spiegato, non può passare dalla perdita della sua identità, che nasce proprio dai territori e dalle comunità che sostengono ogni giorno le squadre.
La conferenza su abbonamenti e nuova squadra
Le dichiarazioni sono arrivate nel corso della conferenza stampa in cui sono state illustrate la campagna abbonamenti e le caratteristiche del roster per la stagione 2026-2027. Dal club, oltre agli aspetti sportivi e organizzativi della nuova annata, è arrivato quindi anche un messaggio politico-sportivo sul momento che sta attraversando il basket italiano.
Nel passaggio più netto del suo intervento, Pedone ha ribadito che APU Udine intende continuare su una strada costruita sul campo e legata alla propria città, indicando nel rapporto con tifosi, sponsor e comunità locale il patrimonio principale di una società sportiva.