Permessi retribuiti 2026 per malattie gravi: 10 ore in più, ma non raddoppia la Legge 104

La nuova tutela riguarda dipendenti con patologie oncologiche, invalidanti o croniche e invalidità almeno al 74%. Requisiti, visite.

08 settembre 2026 07:39
Permessi retribuiti 2026 per malattie gravi: 10 ore in più, ma non raddoppia la Legge 104 -
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Dal 1° gennaio 2026 alcuni lavoratori dipendenti con malattie oncologiche, invalidanti o croniche hanno diritto a 10 ore annue aggiuntive di permesso retribuito per visite, esami e cure. La novità non raddoppia i tre giorni mensili della Legge 104 e non riguarda automaticamente tutte le persone con disabilità: requisiti e finalità sono specifici.

La tutela è stata introdotta dalla legge 106 del 18 luglio 2025 e resa operativa dalle indicazioni INPS. Si aggiunge ai permessi già previsti dai contratti collettivi e alle eventuali tutele della Legge 104, senza sostituirle.

Chi può ottenere le 10 ore

Il beneficio spetta ai lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato affetti da malattia oncologica in fase attiva o in follow-up precoce, oppure da malattia invalidante o cronica, anche rara, con invalidità civile riconosciuta pari o superiore al 74 per cento.

Può essere utilizzato anche dai genitori per un figlio minorenne con le stesse patologie. Per il minore, il requisito dell'invalidità è considerato soddisfatto se riceve già l'indennità di frequenza. L'INPS ha riepilogato platea e condizioni della nuova tutela.

Sono esclusi i lavoratori autonomi, i collaboratori iscritti alla Gestione Separata e i lavoratori dello spettacolo iscritti al fondo autonomi.

Per quali prestazioni si possono usare

Le ore sono destinate a visite mediche, esami strumentali, analisi cliniche e microbiologiche e cure mediche frequenti. Serve una prescrizione del medico di medicina generale o di uno specialista che opera in una struttura pubblica o privata accreditata.

Non sono quindi ore libere utilizzabili per qualsiasi esigenza personale. Devono essere collegate alle prestazioni sanitarie previste dalla legge e, dopo la fruizione, il lavoratore deve consegnare l'attestazione rilasciata dalla struttura presso la quale ha effettuato la visita o la cura.

Come si presenta la richiesta

Per i dipendenti del settore privato la richiesta va presentata direttamente al datore di lavoro. Al momento della domanda, l'interessato dichiara di possedere la prescrizione medica e il riconoscimento dell'invalidità richiesto. La documentazione sanitaria deve essere gestita nel rispetto della riservatezza.

La circolare INPS numero 152 precisa che nel settore privato le ore si utilizzano in unità intere e non in frazioni inferiori all'ora. Dopo la prestazione serve l'attestazione di presenza.

Dieci ore per sé e per ciascun figlio

Se il lavoratore ha diritto alle ore per la propria condizione e assiste anche un figlio minorenne che possiede i requisiti, i due monte ore sono distinti. Inoltre il diritto per il figlio non viene meno se anche l'altro genitore lavoratore utilizza lo stesso beneficio.

Questo dettaglio è importante perché la norma non costruisce un unico pacchetto familiare: riconosce dieci ore per il lavoratore e dieci ore per ciascun figlio minorenne che rientra nelle condizioni previste.

Perché non sono “giorni 104 raddoppiati”

La Legge 104 riconosce, nei casi di disabilità grave, tre giorni mensili di permesso o forme equivalenti previste dalla disciplina. Le nuove 10 ore hanno una base normativa, una platea e uno scopo differenti. Sono annuali, non mensili, e sono vincolate a visite, esami e cure.

Una persona può avere diritto a entrambe le tutele quando possiede i rispettivi requisiti, ma le nuove ore non trasformano i tre giorni della 104 in sei. La stessa legge le definisce aggiuntive rispetto a quanto previsto dalla normativa e dai contratti collettivi.

Il congedo fino a 24 mesi è un'altra misura

La legge 106 del 2025 ha introdotto anche la possibilità di un congedo non retribuito fino a 24 mesi per lavoratori con gravi patologie e invalidità pari o superiore al 74 per cento, con conservazione del posto. È una misura distinta dalle 10 ore retribuite e segue regole diverse.

Confondere permessi annuali, Legge 104 e congedo lungo può portare a richieste errate. Prima di utilizzare una tutela è opportuno verificare quale si adatta alla situazione concreta e quali documenti richiede.

Le verifiche da fare

Il lavoratore dovrebbe controllare quattro elementi: rapporto di lavoro dipendente, patologia inclusa, percentuale di invalidità e prescrizione per la prestazione sanitaria. Va poi verificata la procedura interna del datore di lavoro e conservata l'attestazione della struttura.

Per informazioni individuali è possibile rivolgersi all'INPS, a un patronato o all'ufficio del personale. La novità è già in vigore dal 1° gennaio 2026, ma il diritto non nasce dal semplice possesso della Legge 104: dipende dai requisiti specifici stabiliti dalla legge 106.

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