Polcenigo, il 25 settembre torna “Il racconto del mulino” con Bruna Braidotti
Al Teatro Comunale uno spettacolo tra storia, energia e trasformazioni del territorio. Ingresso libero.
POLCENIGO - Venerdì 25 settembre 2026 al Teatro Comunale di Polcenigo arriva “Il racconto del mulino”, spettacolo scritto, diretto e interpretato da Bruna Braidotti con la musica dal vivo alla fisarmonica di Nicola Milan. L’appuntamento è alle 20.45 e l’ingresso è libero.
Il lavoro, premiato nel 2008 a Capri con il Premio biennale internazionale “La scrittura della differenza”, torna in scena all’interno della XXVII edizione di “Teatri fuori dai teatri”, rassegna sostenuta dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e inserita nel progetto “Viaggio nelle lingue venete lungo il Livenza”, parte della rete ItaliaFestival. La tappa di Polcenigo interessa il pubblico del territorio perché propone una riflessione che parte dai mulini idraulici e arriva ai temi attuali dell’energia, dell’ambiente e dei cambiamenti sociali nel Nord-Est.
Cosa racconta lo spettacolo
In scena ci sono due figure: Bruna Braidotti apre lo spettacolo nei panni di una donna pronta a tenere una conferenza sul mulino idraulico, spiegando come la ruota ad acqua si sia diffusa dall’alto medioevo insieme al calo dello sfruttamento degli schiavi. Da lì il racconto torna indietro nel tempo e attraversa monasteri, frati e i primi luoghi in cui compaiono le ruote idrauliche in epoca premoderna.
Con l’accompagnamento di Nicola Milan, la narrazione entra poi in una dimensione più intima e segue un viaggio storico che parte dai monasteri longobardi, passa per Menocchio, il mugnaio eretico del Cinquecento, e arriva alla contesa tra i mugnai e i padroni delle acque impegnati nella fluitazione del legname. Il percorso tocca anche la dominazione veneziana e il disboscamento del Friuli, la scomparsa del mulino idraulico nell’età industriale, l’affermarsi dell’energia elettrica e gli attuali problemi energetici.
Donne, territorio e memoria del Friuli
L’itinerario è costruito attraverso personaggi femminili: dalla monaca Piltrude alla moglie di Menocchio, dalla nobile veneziana alla contadina friulana, fino alla borghese industriale e alla donna contemporanea che non rinuncia nemmeno all’elettrodomestico più superfluo. Attorno a loro ruota la figura del mugnaio, affidata al musicista, che con la fisarmonica accompagna e commenta le vicende in scena.
Le storie si ispirano a fatti realmente accaduti in Friuli e seguono anche le inflessioni linguistiche dei personaggi rappresentati. È un filone di ricerca che la Compagnia di Arti e Mestieri di Pordenone porta avanti da oltre vent’anni, lavorando su storie, miti e leggende che si muovono lungo i confini delle acque fluviali italiane. La stessa compagnia era stata protagonista anche al Fiume Festival di San Donà.
Da Polcenigo a Pramaggiore
Secondo Bruna Braidotti, il mulino idraulico è uno dei temi che riaffiora in tutte le drammaturgie legate al territorio. Lo spettacolo nacque su incarico dell’Ecomuseo delle Dolomiti Friulane in collaborazione con il Centro culturale Menocchio e mette al centro i mulini come prime macchine ad acqua, capaci di cambiare il modo di produrre e di segnare il passaggio da un’economia fondata sul lavoro coatto a una modernità in cui la meccanizzazione alleggerisce la fatica ma apre anche contraddizioni ancora presenti.
Dopo Polcenigo, la tournée proseguirà al Mulino Belfiore di Pramaggiore sabato 17 ottobre 2026 alle 18.00. La data rientra nella rassegna Teatri fuori dai teatri, che continua a intrecciare spettacoli e luoghi del territorio.