Ponte San Nicolò, I Fiumi di Jane alla Festa della Pace con poesie e teatro-danza

L’associazione culturale ha portato sul palco poesie, riflessioni e una performance con Anita Russo davanti a famiglie e bambini.

A cura di Web Team Web Team
21 settembre 2026 01:01
Ponte San Nicolò, I Fiumi di Jane alla Festa della Pace con poesie e teatro-danza -
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PONTE SAN NICOLÒ - Alla Festa della Pace di Ponte San Nicolò, l’associazione culturale I Fiumi di Jane ha portato sul palco un intervento costruito attorno a poesia, teatro-danza e riflessione, con un messaggio preciso: la pace passa anche dal rifiuto dell’invisibilità. Alla manifestazione hanno partecipato numerosi bambini e famiglie.

A rappresentare l’associazione sono stati il presidente Paolo Russo e i poeti Marco Giacomazzi, Monica Babolin, Mariya Terzieva, Michele Colareda e Michele Ponchia, insieme alla giovanissima Anita Russo, protagonista di uno dei momenti centrali dell’incontro.

Il messaggio portato alla Festa della Pace

Ad aprire l’intervento è stato Paolo Russo, che ha posto al centro una domanda semplice: chi stiamo guardando. Da qui è nato il filo conduttore della partecipazione dell’associazione: «La pace comincia dal rifiuto dell’invisibilità».

Russo ha richiamato il rischio che alcune persone, a forza di non essere viste, diventino trasparenti agli occhi degli altri. Proprio contro questa invisibilità si muove il lavoro dell’associazione, che attraverso poesia, arte ed espressione prova a creare spazi di incontro tra persone e generazioni diverse. Un percorso già emerso anche in esperienze come I Fiumi di Jane raccontate da Paolo Russo.

Nel suo intervento il presidente ha ricordato anche il senso della parola poetica di fronte ai conflitti: «Una poesia non ferma una guerra, ma può impedirci di abituarci alla guerra. Può ricordarci che dietro una notizia, dietro un numero, dietro un’immagine che passa velocemente su uno schermo, c’è sempre una persona».

Il riferimento a Gaza e ai bambini nelle guerre

Nel corso dell’appuntamento è stato richiamato anche il volume Il loro grido è la mia voce e il lavoro poetico dedicato a Gaza. Paolo Russo ha spiegato di aver pensato inizialmente di leggere alcuni brani, scegliendo poi di non farlo per l’intensità dei testi e per la presenza di molti bambini.

La scelta, ha precisato, non significava rimuovere quel tema. Nel suo intervento ha infatti ricordato i bambini di Gaza e tutti i bambini che, in qualunque parte del mondo, vivono dentro una guerra: un bambino, ha detto, dovrebbe poter giocare, imparare, disegnare e scrivere una poesia, avendo paura soltanto del buio della propria cameretta e non di ciò che accade fuori.

Ponte San Nicolò, I Fiumi di Jane alla Festa della Pace con poesie e teatro-danza

Le letture poetiche e la performance di Anita Russo

Dopo le parole introduttive, spazio alle letture degli autori dell’associazione. Sul palco si sono alternati Marco Giacomazzi, Monica Babolin, Mariya Terzieva, Michele Colareda e Michele Ponchia, componendo un momento corale dedicato ai temi della pace e dell’incontro.

Particolarmente significativo il passaggio affidato ad Anita Russo, che ha recitato la poesia “Inverno” e ha poi dato vita, insieme a Michele Ponchia, a una performance di teatro-danza. Un’esibizione in cui parola, corpo e movimento si sono incontrati davanti al pubblico della festa.

La presenza di una giovane autrice ha reso concreto uno dei principi seguiti dall’associazione: creare spazi in cui bambini, ragazzi e adulti possano esprimersi senza che l’età diventi una barriera all’ascolto.

L’immagine finale scelta da Paolo Russo

A chiudere l’intervento è stata l’immagine dei fiumi scelta da Paolo Russo per riassumere il senso della partecipazione alla Festa della Pace: percorsi diversi, origini diverse, terre diverse, ma un’acqua che non chiede all’altra da dove venga e continua insieme verso il mare.

In una giornata segnata dalla presenza di tante famiglie e di molti bambini, l’associazione ha legato così il tema della pace alla possibilità di incontrarsi senza cancellare le differenze e senza lasciare che qualcuno diventi invisibile.

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