Pordenone 2027, in biblioteca il punto su “La Cultura che Cura” e “puZZle Generation”

Nella Sala Degan illustrati programmi, partner e prossime tappe delle iniziative già avviate tra luoghi di cura e Biblioteca Civica

23 maggio 2026 11:37
Pordenone 2027, in biblioteca il punto su “La Cultura che Cura” e “puZZle Generation” -
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PORDENONE - Due dei progetti già avviati nel percorso “Verso Pordenone 2027” sono stati presentati alla cittadinanza giovedì sera nella Sala Conferenze Degan della Biblioteca Civica. L’incontro, organizzato per fare il punto su “La Cultura che Cura” e “puZZle Generation”, ha messo al centro iniziative che coinvolgono biblioteca, scuole, ospedale e servizi del territorio, con attività dedicate al benessere, alla lettura e ai giovani.

Ad aprire la serata è stato l’assessore alla Cultura del Comune di Pordenone, Alberto Parigi, che ha definito “La Cultura che Cura” uno dei progetti di punta di Capitale italiana della Cultura 2027. Nel suo intervento ha ricordato che il percorso è partito nel 2025 e che raccoglie diversi temi presenti nel dossier con cui la città ha ottenuto il titolo, soffermandosi in particolare sul tema dell’inclusione. Il progetto, ha spiegato, si rivolge a pazienti, persone fragili, familiari, operatori sociosanitari e a chiunque voglia comprenderne il valore, con l’idea di una cultura che non si esaurisce in concerti, mostre o spettacoli ma diventa occasione di relazione, benessere e connessione con l’ambito della salute.

Parigi ha inoltre richiamato il programma articolato de “La Cultura che Cura”, che comprende formazione, teatro, scuole in ospedale, mostre, arteterapia, incontri pubblici e attività per i giovani. Accanto a questo è stato presentato anche “puZZle Generation”, progetto che propone oltre 40 laboratori gratuiti per avvicinare i ragazzi alla lettura attraverso musica, lettura ad alta voce, strumenti digitali e produzione multimediale. Per l’assessore, entrambe le iniziative mostrano uno degli elementi centrali di Capitale italiana della Cultura, cioè la capacità di unire soggetti diversi in una logica di collaborazione. Nello stesso quadro ha sottolineato il ruolo assunto dalla Biblioteca Civica, sempre più non solo luogo di prestito ma centro culturale e spazio di aggregazione per giovani e adulti, ringraziando i partner coinvolti e il personale della biblioteca per il lavoro svolto anche sul fronte dei finanziamenti ottenuti.

Nel corso dell’incontro sono intervenuti Alessandra Merighi dell’Istituto Flora e Maurizio Mascarin del CRO di Aviano, che hanno illustrato “Storie condivise”, uno dei laboratori inseriti in “La Cultura che Cura”. Nicoletta Suter di AsFO ha presentato invece il percorso “La narrazione per il benessere nei luoghi di cura”, sviluppato nell’ambito dello stesso progetto. Marzia Mazzoli, per la Biblioteca Civica di Pordenone, ha poi approfondito contenuti e obiettivi di “puZZle Generation”, rivolto ai giovani lettori.

La cultura nei percorsi di cura

“La Cultura che Cura” è un progetto pluriennale, avviato nel 2025 e sviluppato con attività nel 2026 e nel 2027, costruito attorno al rapporto tra cultura e salute, arte e benessere della persona. L’impostazione, come emerso durante la presentazione, allarga il concetto di cura oltre il solo trattamento della malattia e guarda alla persona nella sua interezza.

L’iniziativa è inserita nel dossier di candidatura di Pordenone a Capitale italiana della Cultura 2027 ed è promossa da tre capofila: Azienda Sanitaria Friuli Occidentale (AsFO), Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (CRO) e Istituto Flora di Pordenone. Attorno a questi soggetti si è sviluppata una rete che comprende Scuola in Ospedale-Soroptimist, USCI Pordenone, ADAO, Servizi Sociali del Comune di Pordenone e Teatro Sociale di Comunità.

Alla base del progetto ci sono le evidenze scientifiche richiamate nel corso della serata: partecipare a un evento artistico, visitare una mostra o dedicarsi alla creazione può ridurre stress e ansia, stimolare la produzione di dopamina e rafforzare il benessere psicologico. In questo quadro Pordenone viene indicata tra le poche realtà italiane ad aver adottato in modo strutturato la prescrizione sociale culturale, un approccio con cui i professionisti sanitari indirizzano i pazienti verso risorse non cliniche, dalle attività artistiche e culturali a quelle di comunità.

Il progetto si rivolge a pazienti e familiari, operatori sanitari, insegnanti e studenti, e si sviluppa su più livelli: formazione, produzione culturale, divulgazione e ricerca, con attenzione particolare ai giovani e a chi vive condizioni di fragilità.

Le attività già avviate

Nel 2025 AsFO ha avviato un percorso di formazione continua per il personale sanitario sulle competenze relazionali, comunicative e narrative, con l’obiettivo di costruire una comunità di link worker, figure di collegamento tra salute e cultura chiamate a costruire percorsi culturali personalizzati per persone colpite da malattie gravi o in condizioni di vulnerabilità.

A settembre 2025, in collaborazione con la professoressa Chiara Faggiolani dell’Università La Sapienza di Roma, si è tenuto l’incontro “Leggere per prendersi cura: la forza delle storie e delle comunità della conoscenza”, primo passaggio verso la realizzazione di un volume dedicato al tema del tempo, in sinergia tra AsFO, CRO di Aviano e Istituto Flora.

Durante Pordenonelegge 2025, l’incontro “Cara Giulia” ha visto Gino Cecchettin dialogare con gli studenti del laboratorio “Storie condivise”, che coinvolge scuole superiori e ospedali, sul tema delle relazioni. Da quell’esperienza è nato il volume “A Giulia” pubblicato da Edizioni L’Omino Rosso, accompagnato da un video con podcast realizzato con Fondazione Radio Magica e dal relativo audiolibro prodotto dal Centro Internazionale del Libro Parlato di Feltre in collaborazione con l’Associazione Polaris di San Vito.

Tra le iniziative già realizzate rientra anche la mostra fotografica itinerante “La bellezza dell’imperfezione”, curata dall’Area Giovani del CRO di Aviano e ospitata alla Biblioteca Civica di Pordenone, dove resterà visitabile fino al 13 giugno. L’esposizione raccoglie gli scatti di adolescenti guariti o ancora in cura per patologie oncologiche provenienti da undici centri italiani di onco-ematologia pediatrica della rete AIEOP. Il 22 aprile, al Ridotto del Teatro Verdi, la psicopedagogista Barbara Tamborini ha approfondito i temi della mostra insieme alle riflessioni scritte dai ragazzi coinvolti nel progetto.

Anche i Servizi Sociali del Comune di Pordenone partecipano al progetto: insieme ad AsFO promuovono un welfare culturale attraverso laboratori di biblioterapia destinati agli operatori della cura, con attenzione ai temi dell’ingiustizia sociale e della discriminazione.

Le prossime tappe de “La Cultura che Cura”

Nei prossimi mesi, con USCI Pordenone, il progetto “Primavera di Voci” porterà i cori nei luoghi di cura, in particolare nell’Area Giovani del CRO e nel nuovo ospedale di Pordenone, con la partecipazione anche del Coro dei soggetti portatori di afasia.

Soroptimist Pordenone e la Scuola in Ospedale proporranno invece il laboratorio “Scrivo la mia canzone”, nel quale gli studenti ricoverati lavoreranno con il musicista Marco Anzovino. Sono previsti poi un concerto e un convegno dedicato al ruolo dell’intelligenza artificiale come strumento di accompagnamento nel tempo della malattia.

Con ADAO sono in programma attività di arteterapia per le ragazze del Centro Diurno e una mostra delle loro opere. Il Teatro Sociale di Comunità avvierà un percorso laboratoriale rivolto a studenti delle scuole superiori e operatori sanitari, con conclusione in uno spettacolo dal vivo.

A Pordenonelegge 2026 l’Istituto Flora e l’Area Giovani del CRO presenteranno un romanzo di una nota autrice italiana, il cui nome sarà comunicato nei prossimi mesi. Per il Maggio dei Libri uscirà inoltre un video con podcast realizzato dalla biblioteca dell’Istituto Flora insieme a Fondazione Radio Magica, con la partecipazione dei ragazzi dell’Istituto e del centro diurno disturbi alimentari e pediatria dell’ospedale civile di Pordenone.

Nel 2027 sono previsti un convegno conclusivo e, durante Pordenonelegge, la presentazione di un volume che raccoglierà le riflessioni di pazienti, operatori sanitari, studenti e caregiver sul tema del tempo umano, dal tempo della malattia a quello della cura, delle relazioni e della resilienza.

Il progetto della biblioteca per gli 11-19 anni

Accanto al percorso dedicato alla salute, la Biblioteca Civica ha presentato “puZZle Generation”, progetto di promozione della lettura rivolto a ragazze e ragazzi dagli 11 ai 19 anni. L’iniziativa punta a intrecciare strumenti analogici e digitali per avvicinare i giovani alla lettura e alla produzione di contenuti narrativi, trasformando la biblioteca in uno spazio informale e sicuro per fare esperienze, socializzare e scoprire storie.

Il progetto è stato finanziato grazie all’aggiudicazione di un bando che ha assegnato alla biblioteca 45.000 euro. Il programma, previsto da maggio a settembre 2026, comprende oltre 40 laboratori suddivisi in due fasce d’età, 11-14 anni e 15-19 anni. Le attività ruotano attorno a fumetto, manga e graphic novel, escape book e game book, gruppi di lettura, lettura ad alta voce e registrazione di audiolibri, produzione di contenuti digitali e laboratori che mettono insieme musica e narrazione. La sezione ragazzi della biblioteca sarà inoltre arricchita da circa 360 nuovi libri.

Il calendario non riguarda soltanto i più giovani. Sono infatti previsti anche incontri rivolti ad adulti, in particolare insegnanti, educatori, genitori e bibliotecari, per offrire strumenti aggiornati nell’accompagnamento delle nuove generazioni. “puZZle Generation” è stato pensato anche in chiave inclusiva grazie alla collaborazione con l’Associazione APN aps e La Casa dell’Autismo aps. Il progetto comprende inoltre un aggiornamento tecnologico degli spazi, con nuovi dispositivi digitali e un nuovo sistema di videoconferenza per seguire gli appuntamenti anche a distanza. Sul fronte dell’attenzione ai più giovani, in Veneto si continua intanto a lavorare anche su altri temi che riguardano l’età evolutiva.

Appuntamenti partiti a maggio e date già fissate

Il progetto ha preso il via nel mese di maggio. Il 9 maggio è iniziato il primo laboratorio per ragazzi, un ciclo di tre incontri di lettura ad alta voce e teatro condotto da Federica Guerra, con altre due date fissate il 23 e il 30 maggio. Il 16 maggio si è svolto anche l’incontro mensile del gruppo di lettura per ragazzi dagli 11 ai 14 anni.

Per gli adulti sono già stati organizzati diversi appuntamenti formativi. Barbara Tamborini ha aperto il ciclo il 22 aprile con un intervento dedicato ad adolescenza e identità. Matteo Maria Giordano ha poi condotto tre incontri sul ruolo degli adulti nell’era digitale, il 27 aprile e il 4 e 11 maggio. Giuseppe Bartorilla, il 5 maggio, ha guidato una mattinata sul rapporto tra adolescenti e biblioteca. Jessica Tondini, infine, il 7 e il 15 maggio ha affrontato i temi dei Bisogni Educativi Speciali e dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento.

Tra i prossimi appuntamenti già in calendario c’è quello del 25 maggio, quando il gruppo di lettura per ragazzi dai 15 ai 17 anni si riunirà dalle 14.30 alle 15.30. Nella stessa giornata la psicologa e psicoterapeuta Sabrina Burato terrà un incontro dedicato all’esperienza delle persone autistiche in adolescenza, con testimonianze, ricordi autobiografici e citazioni letterarie.

Tutti i laboratori e gli incontri sono gratuiti e aperti a tutti. Per iscriversi è necessario inviare una mail con oggetto “Iscrizione puZZle Generation”. Il calendario completo è disponibile su biblioteca.comune.pordenone.it, su pordenonecapitale2027.it e sui canali social del Comune di Pordenone, Instagram, Facebook e Telegram.

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