Miopia tra i giovani, nell’Ulss4 coinvolti circa 5.300 ragazzi tra 8 e 15 anni

Nel Veneto Orientale il 30% dei ragazzi tra 8 e 15 anni presenta miopia. Focus su stili di vita, schermi e luce naturale.

22 maggio 2026 16:57
Miopia tra i giovani, nell’Ulss4 coinvolti circa 5.300 ragazzi tra 8 e 15 anni -
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San Donà - Nel territorio dell’ULSS4 Veneto Orientale circa 5.300 ragazzi tra gli 8 e i 15 anni presentano miopia. Su 15.855 giovani residenti nei 21 Comuni dell’azienda sanitaria, la quota dei casi in età evolutiva arriva infatti a circa il 30 per cento, un dato che si inserisce in una tendenza di crescita osservata anche su scala globale. Secondo le proiezioni scientifiche richiamate dall’azienda sanitaria, entro il 2050 circa metà della popolazione mondiale sarà miope.

Il tema è stato affrontato giovedì 21 maggio a Villa Braida, a Mogliano Veneto, durante un incontro promosso da Giorgio Santin, direttore dell’Unità operativa complessa di Oculistica dell’ULSS4 Veneto Orientale, con il contributo di specialisti dell’ambito oftalmologico e pediatrico. Al centro del confronto, le ragioni dell’aumento della miopia in età evolutiva, il peso della diagnosi precoce e gli strumenti oggi disponibili per la prevenzione.

Le cause dell’aumento

La progressione della miopia, è stato sottolineato nel corso dell’incontro, non riguarda soltanto la necessità di lenti più spesse, ma si associa anche a una maggiore incidenza di patologie oculari. Per questo la prevenzione viene indicata come un passaggio clinicamente rilevante.

"La prevenzione della miopia sembrava fino a qualche anno fa impossibile perché non avevamo gli strumenti per farlo – spiega Santin – Oggi possiamo intervenire in età precoce ed è importante farlo. Il fenomeno è legato a motivazioni di tipo genetico, ma anche a uno stile di vita che ha progressivamente ridotto il tempo trascorso all'aria aperta e alla luce naturale e che invece ha prolungato l’esposizione di bambini e ragazzi ai dispositivi elettronici. Sono a disposizione oggi dispositivi ottici di ultima generazione con i quali è possibile rallentare la progressione miopica. Di cui l’importanza degli screening per una diagnosi precoce della miopia".

Tra le indicazioni richiamate c’è quella di far trascorrere ai ragazzi almeno due ore al giorno all’aperto. Secondo quanto emerso, questa abitudine contribuisce a ridurre in modo significativo incidenza, comparsa e progressione della miopia. In questo percorso viene ritenuta decisiva la collaborazione tra pediatri, oculisti, ottici e ortottisti, in una rete di professionalità orientata alla protezione e all’assistenza dei più giovani.

Il ruolo dei pediatri e l’uso degli schermi

"Il nostro lavoro di pediatri è quello di porre indicazioni precise sui limiti di età e di durata dell'esposizione agli schermi. Non dobbiamo demonizzare i device, perché servono alla vita quotidiana, ma devono arrivare nelle mani dei ragazzi quando sono consapevolmente in grado di gestirli. Le indicazioni che diamo sono di non esporre i bambini a tutti gli schermi sotto i 2 anni, non più di un'ora al giorno tra i 2 e i 5 anni, non più di due ore dai 5 anni in su. Non permettere l'accesso al web senza supervisione adulta sotto i 13 anni e non consentire il possesso di un telefono personale prima dei 13 anni. Come ULSS4, cerchiamo di sensibilizzare le famiglie fin dalla gravidanza, con incontri dedicati, ed eventi sul territorio molto partecipati dove si affrontano questi problemi".

L’approccio dell’Ulss4

L’azienda sanitaria intende sviluppare un’impostazione multidisciplinare, fondata sul lavoro congiunto di oculisti, pediatri, ottici e ortottisti, attraverso screening periodici e presa in carico precoce dei giovani pazienti. La prevenzione visiva in età evolutiva viene così inserita in una strategia più ampia di salute pubblica che punta a coinvolgere il territorio e le famiglie, mentre sul fronte della diagnosi precoce la sanità continua a investire anche su nuovi strumenti di valutazione, come mostra il nuovo test sul parlato.

Sui numeri emersi nel Veneto Orientale è intervenuto anche il direttore generale dell’ULSS4 Carlo Bramezza: “La salute visiva dei bambini e degli adolescenti è una priorità che non possiamo permetterci di trascurare. I numeri che emergono dal nostro territorio ci dicono che migliaia di ragazzi sono già coinvolti e che la tendenza è destinata a crescere. Come azienda sanitaria abbiamo il dovere di rispondere con strumenti concreti: investendo nella prevenzione, sostenendo la collaborazione tra i nostri professionisti e lavorando insieme alle famiglie per costruire abitudini di vita più sane. Il lavoro che il dottor Santin e la dottoressa Tonetto stanno portando avanti, insieme alle loro équipe, va esattamente in questa direzione, e rappresenta un esempio del modo in cui l'ULSS4 intende prendersi cura del proprio territorio”.

L’incontro si è svolto a Villa Braida di Mogliano Veneto ed è stato promosso da Giorgio Santin, direttore dell’Unità operativa complessa di Oculistica dell’ULSS4 Veneto Orientale, con il contributo di esperti del settore oftalmologico e pediatrico.

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