Pordenone, la scuola primaria Gabelli festeggia 100 anni: alunni ed ex studenti al centro del centenario
Alla celebrazione dell’istituto Aristide Gabelli ha partecipato anche la consigliera regionale Orsola Costanza, ex alunna della scuola.
PORDENONE - La scuola primaria Aristide Gabelli ha celebrato i suoi 100 anni, riportando insieme nello stesso luogo gli alunni di oggi e chi, in quelle aule, è cresciuto decenni fa. Tra i presenti anche la consigliera regionale Orsola Costanza, che da bambina ha frequentato proprio l’istituto e che ha legato il centenario al tema della memoria trasmessa alle nuove generazioni.
La ricorrenza riguarda uno degli edifici scolastici più riconoscibili della città e si inserisce nelle iniziative dedicate al centenario della Gabelli, già raccontate anche negli appuntamenti legati alla mostra e al cortile riqualificato della scuola Gabelli. Il cuore della giornata, però, è stato soprattutto il passaggio simbolico tra passato e presente: da una parte gli ex alunni, dall’altra i bambini che oggi vivono la scuola ogni giorno.
Il significato dei 100 anni della Gabelli
Nel suo intervento, Costanza ha definito particolarmente emozionante il ritorno nella scuola elementare in cui è cresciuta. Ha ricordato di avere imparato tra quelle mura il valore delle radici, delle tradizioni, della memoria e del rispetto, sottolineando come ciò che per una generazione è stato storia oggi rappresenti il presente degli alunni che frequentano l’istituto.
Il punto centrale del suo messaggio è stato il futuro affidato ai bambini: secondo la consigliera, spetta a loro portare avanti questa storia e farla vivere nel proprio tempo. Un’idea che restituisce il senso più concreto di un anniversario scolastico: non una celebrazione chiusa nel ricordo, ma la continuità di una comunità educativa che cambia volto senza perdere la propria identità.
Memoria e inclusione nella comunità scolastica
Un altro passaggio messo in evidenza durante la celebrazione riguarda il rapporto tra tradizione e inclusione. Costanza ha osservato che le tradizioni della scuola diventano patrimonio anche dei bambini di oggi, di tutti coloro che studiano e costruiscono lì una parte del proprio futuro, qualunque sia la loro origine.
Nel suo ragionamento, l’inclusione non viene descritta come cancellazione dell’identità, ma come capacità di accogliere e allo stesso tempo trasmettere una storia comune. È un aspetto che in una scuola primaria assume un valore particolare: l’edificio, le classi, i racconti e i simboli dell’istituto diventano parte dell’esperienza quotidiana degli alunni e contribuiscono a creare appartenenza.
Il ruolo degli alunni di oggi nelle celebrazioni
Durante il centenario è emersa anche la partecipazione dei più giovani, coinvolti nel racconto della loro scuola. Per Costanza, vedere gli alunni prendere parte alla celebrazione significa riconoscere una comunità che continua nel tempo e che si rinnova attraverso chi la vive oggi.
Da qui anche l’ultima riflessione affidata alla ricorrenza: custodire la memoria non significa limitarsi a guardare indietro, ma consegnare alle nuove generazioni qualcosa di cui sentirsi parte e di cui avere cura, da subito e in futuro.
Nel caso della primaria Aristide Gabelli, il traguardo dei 100 anni diventa così un dato storico, ma anche un passaggio civico per Pordenone: la conferma che una scuola può restare un luogo di identità condivisa, capace di tenere insieme ricordo, crescita e vita quotidiana della città.