Pordenone, Cinemazero apre l’archivio globale su Tina Modotti per i 130 anni dalla nascita
Il progetto sostenuto dalla Regione Fvg prevede un sito open access, materiali inediti, attività con gli under 35 e una mostra.
PORDENONE - Un archivio digitale aperto al mondo, nuove ricerche su materiali inediti e un programma che coinvolgerà anche scuole e giovani artisti: è questa la novità al centro di “Tina Modotti, dal Friuli Venezia Giulia al Mondo”, il progetto con cui Cinemazero celebra nel 2026 il 130° anniversario della nascita della fotografa friulana.
L’iniziativa, ideata e promossa da Cinemazero e sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia - Assessorato alla Cultura dopo la vittoria del bando dedicato all’anniversario, punta a rendere finalmente accessibile su scala internazionale il patrimonio artistico e documentario legato a Tina Modotti, figura del Novecento la cui opera è oggi dispersa tra musei, archivi e collezioni private di diversi Paesi.
Il sito multilingue e la repository open access
Il cuore del progetto sarà la creazione di tinamodotti.org, un sito web multilingue pensato come repository digitale open access, consultabile gratuitamente online da studiosi, studenti e pubblico. La piattaforma raccoglierà fotografie, documenti, materiali audiovisivi, fonti di ricerca e bibliografiche, testi e approfondimenti scientifici provenienti sia dalle collezioni custodite da Cinemazero sia dagli archivi e musei internazionali che aderiranno al progetto.
A Pordenone, Cinemazero conserva nei propri archivi climatizzati il più ampio patrimonio dedicato all’artista e da oltre trent’anni porta avanti attività di ricerca e valorizzazione sulla sua opera. L’obiettivo ora è riunire per la prima volta, dopo una mappatura mondiale, materiali oggi frammentati in istituzioni pubbliche e raccolte private.
Tra le collezioni che conservano opere e documenti di Tina Modotti figurano, tra gli altri, il MoMA di New York, l’INAH e l’INBAL di Città del Messico, la George Eastman House di Rochester, il SFMoMA di San Francisco, la Fototeca di Pachuca, la Mānoa Library di Honolulu e diversi archivi privati, tra cui la collezione Salins-Pliego e la Fundación Televisa. Il progetto è impostato in forma partecipativa e resta aperto alla collaborazione di istituzioni e specialisti che detengano materiali legati all’artista.
Le ricerche negli archivi internazionali
Accanto alla dimensione digitale, il lavoro avviato da Cinemazero porterà alla luce una consistente quantità di materiali inediti o raramente esposti. Si tratta del risultato di ricerche recenti svolte presso collezioni e istituzioni internazionali in Messico, Cuba, Stati Uniti, Germania e altri Paesi.
Fotografie, documenti, riviste d’epoca, materiali audiovisivi e testimonianze serviranno ad ampliare la conoscenza della vita e dell’opera di Modotti, restituendone in modo più completo il profilo artistico e intellettuale.
Secondo Riccardo Costantini, responsabile degli Archivi di Cinemazero, il progetto nasce anche da un paradosso: nonostante la notorietà internazionale della fotografa, la sua produzione non è ancora conosciuta in modo unitario proprio perché distribuita tra più continenti e difficilmente ricostruibile nella sua interezza.
Scuole, under 35 e dialogo tra Friuli, Messico e Cuba
Una parte centrale dell’iniziativa riguarda il coinvolgimento delle nuove generazioni. Giovani artisti, grafici, educatori e studenti under 35 saranno coinvolti in un programma di attività collaterali che comprende concorsi creativi internazionali, laboratori nelle scuole, percorsi di educazione all’immagine, progetti di mail art e produzioni audiovisive.
Particolare attenzione sarà riservata al rapporto tra Friuli Venezia Giulia, Messico e Cuba, luoghi strettamente legati alla biografia e all’eredità culturale di Tina Modotti.
La mostra finale e il catalogo verso il 2027
Il progetto prevede inoltre una grande mostra finale internazionale, dove i lavori realizzati da giovani artisti e studenti dialogheranno con i materiali storici emersi dalle ricerche archivistiche. L’esposizione sarà costruita come un incontro tra memoria e contemporaneità e presenterà sia nuove produzioni artistiche sia documenti e opere recuperati durante il percorso.
A completare il programma ci saranno un catalogo illustrato, incontri pubblici e proiezioni dedicate all’artista. L’intero percorso è pensato anche in vista del programma culturale che accompagnerà Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027.
La rete dei partner coinvolti comprende associazioni culturali, istituzioni dedicate alla grafica contemporanea, realtà educative e organismi culturali messicani e cubani.