Pordenone, parte “Città Aperte”: verso una cultura più accessibile nel 2027

Primo incontro operativo a Cinemazero per il progetto di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.

A cura di Web Team Web Team
07 settembre 2026 19:06
Pordenone, parte “Città Aperte”: verso una cultura più accessibile nel 2027 -
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PORDENONE - Parte da Cinemazero il percorso di Città Aperte, progetto inserito nel dossier di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 e pensato per rendere l’accessibilità culturale un tema strutturale della città. Il primo incontro operativo si è tenuto oggi, 7 settembre 2026, con la partecipazione dell’assessore alla Cultura Alberto Parigi e dell’assessora alle Politiche sociali Guglielmina Cucci.

L’obiettivo, per il territorio, è concreto: mettere in rete istituzioni, operatori culturali, associazioni, scuole, attività commerciali e cittadinanza per costruire strumenti condivisi che permettano a tutte e tutti di accedere alla cultura in autonomia, sicurezza e piena partecipazione.

Promosso da Cinemazero come capofila insieme al Comune di Pordenone e a una rete di partner locali, il progetto nasce come laboratorio permanente dedicato all’accessibilità culturale. Tra le azioni previste ci sono la mappatura dell’accessibilità, la raccolta e valorizzazione delle buone pratiche già attive sul territorio e la loro messa a sistema.

Le azioni previste nel 2027

Tra i passaggi principali annunciati per il 2027 ci sono un programma di formazione gratuita rivolto a istituzioni, enti, scuole e attività commerciali e la redazione partecipata del Manifesto della Cultura dell’Accessibilità. Il documento sarà costruito con il contributo dei partner, degli stakeholder e delle persone che vivono direttamente diverse forme di disabilità, sia fisiche sia cognitive.

Accanto a questo, il progetto prevede anche strumenti di comunicazione e sensibilizzazione per il grande pubblico: un cortometraggio dedicato all’accessibilità, una rassegna cinematografica con proiezioni accessibili ed eventi di confronto aperti alla cittadinanza.

Il nodo: non solo barriere fisiche

Nel corso dell’incontro, Alberto Parigi ha indicato Città Aperte come uno dei progetti che meglio rappresentano l’impostazione di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027: non soltanto eventi, mostre e concerti, ma un lavoro che mette la cultura in relazione con giovani, salute, impresa e inclusione.

Pordenone, parte “Città Aperte”: verso una cultura più accessibile nel 2027

Parigi ha spiegato che l’intenzione è lasciare un’eredità fatta di pratiche, competenze e strumenti capaci di durare oltre il 2027. Ha ricordato anche che la città non parte da zero, citando il lavoro già svolto da Cinemazero e dal Museo di Storia Naturale, ma ha sottolineato la necessità di consolidare e ampliare queste esperienze.

Un altro punto emerso riguarda il cambio di prospettiva richiamato da Guglielmina Cucci: l’accessibilità, nelle intenzioni del progetto, non va considerata solo come correzione di ostacoli esistenti, ma come criterio con cui immaginare fin dall’inizio spazi, servizi e opportunità.

Chi riguarda il progetto

L’impostazione di Città Aperte allarga il campo oltre le disabilità permanenti. Nel percorso rientrano infatti anche le fragilità temporanee, le disabilità motorie e sensoriali, le persone anziane, chi si sposta con un passeggino e più in generale chiunque abbia bisogno di vivere lo spazio urbano con maggiore autonomia e sicurezza.

Cucci ha richiamato anche la dimensione di genere dell’accessibilità, legandola alla libertà di attraversare parchi, strade e spazi pubblici senza paura. In questa chiave, l’accessibilità viene presentata come una componente della qualità urbana e della partecipazione civile.

Il primo incontro a Cinemazero è servito a condividere obiettivi, attività già avviate dai partner e possibili collaborazioni future. Proprio Città Aperte a Cinemazero è destinata a diventare una delle linee operative con cui Pordenone proverà a costruire una Capitale della Cultura accessibile, coinvolgendo non solo le istituzioni ma anche scuole, teatri, musei, associazioni e attività del territorio.

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