Pordenone, più di 50 mostre tra 2026 e 2027 verso la Capitale italiana della Cultura

Presentato il programma del biennio che accompagna Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.

28 agosto 2026 15:29
Pordenone, più di 50 mostre tra 2026 e 2027 verso la Capitale italiana della Cultura -
Condividi

PORDENONE - Più di 50 mostre tra il 2026 e il 2027 accompagneranno Pordenone verso l'anno di Capitale italiana della Cultura. Il calendario annunciato dal Comune coinvolge musei civici, gallerie, biblioteca e nuovi spazi espositivi della città, con un programma che attraversa arte, fotografia, fumetto, archeologia, scienze e memoria del territorio. Una parte delle esposizioni, in particolare quelle con nomi internazionali, sarà resa nota nei prossimi mesi.

Il percorso punta a costruire un'offerta diffusa in tutta la città, con collaborazioni tra sedi espositive e sinergie con la Regione Friuli Venezia Giulia e altre istituzioni culturali locali. Tra i primi dati già emersi, l'assessore alla Cultura Alberto Parigi ha parlato di una proposta "multiforme" che comprende grandi artisti, maestri del passato, giovani emergenti e progetti legati anche alla storia economica e industriale pordenonese.

Pordenone, più di 50 mostre tra 2026 e 2027 verso la Capitale italiana della Cultura

Le mostre già aperte o in arrivo nel 2026

Al Museo civico d'arte di Palazzo Ricchieri è in corso fino al 21 settembre 2026 l'antologica "Mario Moretti. L'estro disciplinato dall'arte. Pitture, sculture, disegni", dedicata all'artista nato nel 1917 e scomparso nel 2008. La mostra ripercorre il suo lavoro tra pittura, scultura e ceramica, con attenzione alla dimensione più intima della sua ricerca, in particolare alla pittura di paesaggio.

Accanto all'esposizione sono previsti appuntamenti collaterali: visite guidate, laboratori per famiglie, la presentazione del catalogo il 4 settembre alle ore 18 e, nel pomeriggio del 10 settembre, un corso gratuito di medicina narrativa inserito nel progetto "La Cultura che Cura" del dossier Pordenone 2027.

Sempre a Palazzo Ricchieri, a ottobre tornerà "Icons of Art", iniziativa organizzata con l'Associazione culturale Naonis e la Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo. Il progetto è dedicato ai giovani artisti under 35 e presenterà i ritratti a mosaico realizzati dagli allievi della scuola nell'ambito del concorso Mosaic Young Talent, insieme ai lavori vincitori delle edizioni precedenti.

Dal 7 novembre al 27 dicembre 2026 lo stesso museo ospiterà "Fuoriserie", prima personale museale del fotografo pordenonese Francesco Dolfo. Il percorso mette in relazione gli interni contemporanei raccontati dalla fotografia con gli spazi storici di Palazzo Ricchieri, trasformando il tema dell'abitare in un punto d'incontro tra passato e presente.

Nel panorama culturale cittadino rientra anche la [mostra Rodolfo Valentino alla Galleria Sagittaria] che si inserisce nel calendario di appuntamenti espositivi diffusi in città nel percorso verso il 2027.

Dal Museo Zenari alla memoria del territorio

Al Museo di Storia Naturale Silvia Zenari, dal 5 settembre 2026 al 31 gennaio 2027, è in programma "Silvia Zenari – La memoria degli erbari", mostra documentaria dedicata alla geologa e botanica pordenonese a cui il museo è intitolato. L'esposizione ricostruisce la figura della studiosa e il suo lavoro scientifico attraverso materiali documentari e il patrimonio legato agli erbari.

Pordenone, più di 50 mostre tra 2026 e 2027 verso la Capitale italiana della Cultura

Il biennio presentato dal Comune non si limita però alle arti figurative in senso stretto. Tra le linee annunciate c'è anche il racconto della trasformazione di Pordenone nel secondo Novecento, quando dagli anni Cinquanta la città passò da una vocazione agricola a un ruolo industriale, con effetti profondi sull'economia locale e sulla società. È in questo filone che si inseriscono i riferimenti a figure come Luciano Savio e, più avanti, a Galvani nel 2028, per mettere in relazione cultura e impresa.

Le anticipazioni sul 2027

Tra i progetti già citati per il 2027 c'è "Revolution N°9", una mostra multidisciplinare prevista nel secondo semestre e dedicata a come le arti abbiano anticipato e interpretato le svolte decisive del secondo Novecento. Il racconto partirà da città simbolo e dai loro linguaggi culturali.

Per New York il focus sarà sulla fine del sogno degli anni Sessanta e sui cambiamenti politici e di costume, attraverso incroci tra arte, musica e fotografia, con riferimenti a Patti Smith e Robert Mapplethorpe, Yoko Ono e al periodo americano di John Lennon. Berlino sarà invece letta come laboratorio degli anni Ottanta, tra nascita della scena techno e di quella industriale, con presenze come Nick Cave e Wim Wenders, in un contesto precedente alla caduta del Muro.

Lo stesso assessore Parigi ha spiegato che il calendario non è ancora completo e che nei prossimi mesi saranno presentate altre esposizioni con nomi internazionali, previste in particolare alla Galleria Bertoia e al Palazzo del Fumetto.

La rete degli spazi culturali cittadini

Il progetto del biennio coinvolge anche una rete espositiva più ampia rispetto ai musei civici. Tra gli spazi citati dal Comune ci sono la sala espositiva dell'Associazione ProPordenone, il nuovo SpazioZero di Cinemazero e i Mercati Culturali Pordenone, dove ha preso forma "Die Gelbe Wand", nuovo spazio dedicato alla fotografia internazionale e alle arti visive contemporanee, inserito tra i progetti del dossier Pordenone 2027.

Nel percorso verso il 2027 rientra inoltre il ruolo del [Palazzo del Fumetto] dove il Comune ha già annunciato future mostre con ospiti internazionali insieme alla collaborazione con la Regione. Proprio questa sede è indicata tra i poli su cui si concentreranno alcune delle prossime presentazioni.

Pordenone, più di 50 mostre tra 2026 e 2027 verso la Capitale italiana della Cultura

Alla conferenza di presentazione del calendario hanno partecipato, oltre all'assessore Alberto Parigi, anche i conservatori dei Musei Civici Fabiana Iurig per il Museo d'Arte, Thamara Benazzoli per il Museo di Storia Naturale e Andrea Giunto per il Museo Archeologico del Friuli Occidentale.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail