Da Argentina, Brasile, Canada e Uruguay al Friuli per ritrovare le proprie radici | FOTO

Quaranta corregionali da Argentina, Brasile, Canada e Uruguay hanno riscoperto paesi, famiglie e tradizioni del Friuli.

15 luglio 2026 11:49
Da Argentina, Brasile, Canada e Uruguay al Friuli per ritrovare le proprie radici | FOTO -
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PORDENONE – Un viaggio tra i paesi degli antenati, gli abbracci con parenti conosciuti per la prima volta e la scoperta dei luoghi che per decenni erano esistiti soltanto nei racconti di famiglia. Si sono conclusi con una partecipata cerimonia nella Curia di Pordenone i soggiorni 2026 dei Corregionali Pordenonesi nel Mondo, promossi da EFASCE.

L’edizione di quest’anno ha riunito una quarantina di partecipanti provenienti da Argentina, Brasile, Canada e Uruguay, arrivati in Friuli Venezia Giulia per riscoprire le origini delle proprie famiglie e costruire un nuovo legame con la terra dalla quale partirono genitori, nonni e bisnonni.

Il soggiorno si è sviluppato attraverso i progetti “Destinazione FVG”, dedicato alle famiglie, e “Alla scoperta delle proprie Radici”, rivolto ai giovani. Entrambe le iniziative sono sostenute dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Una settimana alla scoperta del territorio

Dal 6 al 13 luglio i corregionali hanno attraversato città, borghi, aree naturali e luoghi simbolici del Friuli Venezia Giulia e del vicino Bellunese.

Il programma è iniziato a Pordenone, dove si è svolto anche un momento istituzionale in municipio. La città si prepara a diventare Capitale italiana della cultura nel 2027, un appuntamento al quale i partecipanti sono stati invitati a tornare.

Il viaggio è proseguito a Sacile, Caneva e Polcenigo, prima del trasferimento a Trieste, dove il gruppo è stato accolto dai rappresentanti della Regione.

Durante la permanenza sono state organizzate visite anche alla diga del Vajont e a Barcis, località che raccontano pagine profonde della storia e del paesaggio del territorio.

Da Aquileia alla Scuola dei Mosaicisti

L’itinerario ha portato i partecipanti anche a Cividale del Friuli, Udine, Aquileia e Rauscedo, dove hanno potuto conoscere la realtà produttiva dei vivai.

Altre tappe hanno interessato San Vito al Tagliamento, Spilimbergo e la celebre Scuola Mosaicisti del Friuli, oltre alle grotte di Pradis, nel territorio di Clauzetto.

I corregionali hanno visitato istituzioni, musei, luoghi di culto, siti storici, ambienti naturali e aziende legate alla produzione enogastronomica. Il programma ha permesso di mostrare un Friuli Venezia Giulia composto da arte, storia, imprese, paesaggio e tradizioni.

Il ritorno nei paesi degli antenati

Tra i momenti più intensi del soggiorno ci sono state le visite nei Comuni dai quali erano partiti gli antenati dei partecipanti.

In diversi casi, i corregionali hanno incontrato i sindaci e le comunità locali. Alcuni hanno ritrovato parenti che non vedevano da molti anni, mentre altri hanno conosciuto per la prima volta persone con le quali condividevano la stessa storia familiare.

Il viaggio non è stato quindi soltanto turistico, ma ha assunto un valore personale ed emotivo. Vecchie fotografie, cognomi, documenti e ricordi tramandati nelle famiglie hanno trovato una collocazione concreta nei paesi d’origine.

Il corso di italiano prima della partenza

Nei mesi precedenti all’arrivo in regione, i partecipanti avevano seguito un corso a distanza di lingua italiana e cultura regionale, organizzato da EFASCE.

Le lezioni hanno permesso ai corregionali di prepararsi al soggiorno e di utilizzare l’italiano durante gli incontri, le visite e i momenti trascorsi con le comunità locali.

Il mantenimento della lingua e della cultura rappresenta uno degli obiettivi principali delle attività rivolte ai discendenti degli emigrati. Un impegno che EFASCE intende rafforzare anche nei prossimi anni, con particolare attenzione alle nuove generazioni, come emerso durante l’approvazione dei bilanci e dei programmi dell’associazione.

La cerimonia conclusiva nella Curia

Il soggiorno si è concluso nella Curia di Pordenone con la consegna dei diplomi di partecipazione.

A fare gli onori di casa è stato il presidente di EFASCE, Angioletto Tubaro, affiancato dalla vicepresidente Luisa Forte, dai componenti del direttivo e dalla segreteria dell’associazione.

Tubaro ha ringraziato le istituzioni, le realtà economiche e tutti i partner che hanno reso possibile l’iniziativa.

«Grazie al vostro sostegno, ancora una volta abbiamo permesso ai nostri corregionali di mantenere vive le proprie radici e di incontrarsi nella terra d’origine», ha dichiarato il presidente.

«Ripartono con il Friuli Venezia Giulia nel cuore»

Secondo Tubaro, i giorni trascorsi insieme hanno permesso all’associazione di conoscere e apprezzare le storie dei partecipanti.

«Ora ripartono con il Friuli Venezia Giulia nel cuore e con la promessa di mantenere i contatti attraverso i nostri Segretariati attivi nei loro Paesi», ha aggiunto.

Il presidente ha quindi ricordato il ruolo svolto dai corregionali all’estero: «Sono gli ambasciatori della nostra regione nel mondo».

L’attività di EFASCE è stata sostenuta, oltre che dalla Regione, anche da Fondazione Friuli, BCC Pordenonese e Monsile e Comune di Pordenone, con la collaborazione della Diocesi di Concordia-Pordenone.

Il sostegno della Regione e l’invito per il 2027

Alla cerimonia sono intervenuti per il Consiglio regionale Lucia Buna e Markus Maurmair, che hanno confermato l’appoggio della Regione ai progetti dedicati ai corregionali.

L’assessore comunale Walter De Bortoli ha invece rivolto ai partecipanti l’invito a tornare in Friuli in occasione di Pordenone 2027 Capitale italiana della cultura.

Erano presenti anche il sindaco di Sequals, Enrico Odorico, Luigi Papais in rappresentanza dell’Ente Friuli nel Mondo e Cesare Costantini per Eraple.

Il messaggio del vescovo Giuseppe Pellegrini

Il vescovo di Concordia-Pordenone, monsignor Giuseppe Pellegrini, ha ripreso alcune parole di papa Leone XIV dedicate al valore degli emigranti.

Il vescovo ha ricordato come gli italiani partiti dal proprio territorio abbiano contribuito con il lavoro e l’impegno alla crescita delle nazioni nelle quali si sono stabiliti.

Monsignor Pellegrini ha quindi augurato ai partecipanti un sereno viaggio di ritorno, ricordando la visita compiuta negli ultimi giorni al Museo di arte sacra diocesana.

Il gruppo aveva potuto vedere la mostra dedicata ai capolavori di arte e fede salvati dal terremoto del 1976, testimonianza del lavoro svolto per proteggere il patrimonio culturale e religioso friulano dopo il sisma.

Il ringraziamento agli accompagnatori

Prima del momento conviviale, accompagnato dai vini offerti dalla cantina Pitars di San Martino al Tagliamento, i corregionali hanno voluto ringraziare EFASCE e tutte le persone che li hanno seguiti durante il viaggio.

Un pensiero particolare è stato rivolto alla guida Simonetta De Paoli e a Elena Marzotto, consigliera EFASCE e referente dei gruppi.

Durante le giornate sono stati presenti anche il presidente, la vicepresidente e la consigliera Daniela Francescutto. Nella prima parte delle visite ha partecipato inoltre Giulio Armanaschi, rappresentante di EFASCE Romania.

Dall’Argentina: «Molto più di un semplice viaggio»

Santiago Patricio Findlay Wilson, arrivato dall’Argentina, ha descritto il soggiorno come un’esperienza capace di andare oltre la visita dei luoghi.

«È stata l’occasione per ritrovare le nostre radici, rivedere parenti che non incontravamo da tanti anni e, in alcuni casi, conoscerli per la prima volta», ha raccontato.

Il partecipante argentino ha spiegato che il gruppo ripartirà con ricordi destinati a restare nel tempo e con il desiderio di impegnarsi affinché altre famiglie possano vivere la stessa esperienza.

La testimonianza arrivata dal Brasile

Camila Calza, proveniente dal Brasile, ha sottolineato il valore formativo e umano del soggiorno.

«Siamo riusciti a trovare le nostre radici. Sono stati giorni di grande apprendimento e vogliamo ringraziare tutti per questa opportunità», ha dichiarato.

La giovane ha aggiunto che i partecipanti torneranno nei rispettivi Paesi con nuove conoscenze e nuove amicizie, costruite durante una settimana vissuta intensamente.

Le radici dei nonni ritrovate dall’Uruguay

Betty, Enrico e Alicia Bosca Mion, arrivati dall’Uruguay, hanno ringraziato EFASCE per aver offerto loro la possibilità di conoscere i luoghi legati alla storia dei nonni.

«Abbiamo vissuto un’esperienza incredibile», hanno affermato al termine del viaggio.

Per molte famiglie sudamericane, le origini friulane sono state conservate attraverso racconti, ricette, tradizioni, documenti e fotografie tramandati da una generazione all’altra.

Il ritorno nei Comuni di provenienza ha permesso di trasformare questa memoria familiare in un incontro diretto con il territorio.

Dal Canada un legame tra passato e futuro

Vivian Paola Pivetta, giunta dal Canada insieme alla propria famiglia, ha parlato di una «meravigliosa esperienza».

Il soggiorno ha offerto l’opportunità di rafforzare il futuro attraverso le storie delle proprie origini, visitare luoghi suggestivi, incontrare nuovi amici e assaggiare i piatti della tradizione regionale.

La famiglia ha rivolto un ringraziamento al gruppo EFASCE per l’organizzazione di un’esperienza definita indimenticabile.

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