Pordenone, il Festival internazionale di musica sacra apre il triennio su fede ed eresia

Dal 11 giugno al 5 luglio la prima fase del festival a Pordenone, poi il programma autunnale con l’omaggio a Papa Leone

29 maggio 2026 11:19
Pordenone, il Festival internazionale di musica sacra apre il triennio su fede ed eresia -
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PORDENONE - Sarà il tema “Fede ed eresia” a guidare il nuovo percorso triennale 2026-2028 del Festival internazionale di musica sacra di Pordenone, arrivato alla 35ª edizione e promosso da Presenza e Cultura con la direzione artistica di Franco Calabretto ed Eddi De Nadai. Il cartellone 2026 si aprirà con una prima fase tra primavera e inizio estate, da giovedì 11 giugno a domenica 5 luglio, come anteprima del programma autunnale.

La manifestazione è realizzata con la collaborazione del Ministero della Cultura, della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e del Comune di Pordenone, con il sostegno di Fondazione Friuli e di BCC Pordenonese Monsile. Anche per il 2026, dopo la sperimentazione del 2025, il festival sarà articolato in due momenti distinti: cinque concerti serali al Duomo Concattedrale di San Marco di Pordenone, tutti alle 20.45, e due giornate di laboratorio di musica sacra bizantina a Casa Zanussi, seguite fra ottobre e novembre dalla consueta sezione autunnale.

Pordenone, il Festival internazionale di musica sacra apre il triennio su fede ed eresia
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L’apertura della fase autunnale è fissata per domenica 11 ottobre con l’“Omaggio a Papa Leone” affidato al Guillou Consort. Da lì partirà un programma di ulteriori otto concerti, affiancati da mostre d’arte, lezioni concerto e conferenze di approfondimento. Nel quadro del cammino verso Pordenone 2027, il festival si inserisce nel calendario culturale della città con un ruolo già indicato dai direttori artistici come centrale nell’anno della Capitale della Cultura.

Franco Calabretto spiega che il nuovo triennio “amplia ulteriormente l’indagine verso i territori della non ortodossia, in un percorso di avvicinamento al 2027 che ospiterà una grande produzione sul tema dell’eresia”. Calabretto richiama anche il valore simbolico dell’appuntamento inaugurale della 35ª edizione, incentrato sull’incontro fra San Francesco e il Sultano sullo sfondo della Crociata per la conquista di Gerusalemme: “I due non si combattono, ma cercano territori comuni tra le diverse fedi, nel segno dell’amore”.

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Per Eddi De Nadai, il cartellone 2026 propone appuntamenti “di altissimo livello artistico” e segna l’avvicinamento all’anno in cui Pordenone sarà Capitale della Cultura. Sul tema scelto per il triennio interviene anche il presidente di Presenza e Cultura, Orioldo Marson, che lega “fede ed eresia” all’esperienza religiosa credente e alla ricerca della verità, sottolineando come il termine indichi etimologicamente una “strada prescelta”. Marson osserva che nella storia le divisioni e i contrasti hanno molte cause, ma richiama il rispetto reciproco e la necessità di continuare la ricerca. Aggiunge inoltre che “qualcuno è sempre eretico per qualcun altro” e collega il tema anche al presente, come richiamo alla libertà di pensiero e alla responsabilità personale, in un contesto segnato dal rischio di dinamiche di pensiero unico. Nel suo intervento cita anche la pluralità originaria del cristianesimo e il valore dell’ascolto delle musiche di Johann Sebastian Bach e delle liturgie dell’oriente cristiano.

Il programma di giugno

Ad aprire l’edizione 2026 sarà, giovedì 11 giugno, “Il Santo folle. Francesco, il Sultano, una tenda sulle rive del Nilo”, azione scenica per attrice, basso, baritono, archi, coro misto e percussioni. Si tratta di una nuova commissione nata dalla collaborazione fra il festival pordenonese, Ravenna Festival, Festival di Musica Sacra Trentino - Alto Adige, “UT RE MI” APS e Festival Rodolfo Craia di Macerata. Il testo è di Guido Barbieri, la musica è composta da Marcello Fera.

In scena ci saranno l’attrice Astra Lanz, Nicola Zambon baritono, Ludovico Dal Pra basso, Marco Zanco percussioni e maestro di spada. L’esecuzione sarà affidata a Conductus Ensemble con il Gruppo Vocale Heinrich Schütz; violino solista e direttore dell’ensemble sarà lo stesso Marcello Fera. L’opera racconta l’incontro avvenuto nel 1219 tra san Francesco d’Assisi e il sultano d’Egitto Malik al-Kamil, non come semplice rievocazione storica ma come riflessione sul significato culturale, etico e religioso di quell’episodio, centrato sul dialogo fra due uomini diversi ma uniti da una comune visione umana. Il racconto passa attraverso la memoria di Jacopa de’ Settesoli, aristocratica romana amica e confidente di Francesco.

Pordenone, il Festival internazionale di musica sacra apre il triennio su fede ed eresia
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Il festival proseguirà domenica 14 giugno con “Ghirlanda spirituale”, antologia di arie, canzonette e brani devozionali interpretati da Elena Di Marino, soprano, e Marina Bonet all’arpa a tre ordini. Anche questo concerto nasce dalla collaborazione con il Festival di Musica Sacra Trentino - Alto Adige e propone musiche di Monteverdi insieme a composizioni tratte da raccolte del XVII secolo. Il programma richiama il primo Seicento italiano, stagione in cui parola e suono si integravano in una forma capace di toccare la dimensione interiore, tra raccoglimento, intensità, meditazione e partecipazione.

Giovedì 18 giugno sarà la volta del “Laudarium”, affidato al gruppo LaReverdie, specialista del repertorio medievale e rinascimentale. Il concerto seguirà il filo della spiritualità e della devozione francescana attraverso il repertorio laudese, dagli inizi nell’Umbria del Duecento alla diffusione nella Firenze del Trecento, fino al primo Quattrocento veneziano, dove emerge la polifonia. L’appuntamento si inserisce nelle celebrazioni per l’anno francescano in occasione degli ottocento anni dalla morte di san Francesco.

Le nuove scritture e il laboratorio

Domenica 28 giugno il cartellone proporrà un secondo appuntamento dedicato alle nuove scritture, articolato in due parti. Nella prima sarà eseguito “Il Sigillo” di Maurizio Agostini, composizione che debutterà il giorno precedente al Piccolo Opera Festival di Capriva del Friuli per poi arrivare a Pordenone. A interpretarla saranno Federico Lepre tenore, Riccardo Burato al pianoforte, Elisabeth Zawadke all’organo, con Mario Ruffini direttore.

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La seconda parte metterà questo lavoro in dialogo, a 250 anni di distanza, con il “Duetto tra l’anima e Gesù Cristo”, opera del 1760 scritta da Sant’Alfonso de’ Liguori nel tipico stile dell’opera italiana settecentesca. Il brano sarà interpretato da Mirko Grgorinić tenore e da Kamilla Karginova soprano, accompagnati da Giacomo Catana al violino ed Elisabeth Zawadke all’organo.

La prima fase del festival si chiuderà con la due giorni del Laboratorio di Musica Sacra Bizantina, in programma sabato 4 e domenica 5 luglio a Casa Zanussi, a cura di Gerasimos Papadopoulos con l’Ensemble Kalophonia e la partecipazione del Coro S. Antonio Abate di Cordenons. Il laboratorio proporrà un percorso nella tradizione bizantina tra Sicilia e Grecia, con l’obiettivo di creare un ponte sonoro tra le radici storiche italo-greche e le espressioni contemporanee della spiritualità musicale d’Oriente. È annunciato come un laboratorio intensivo tecnico dedicato alla continuità tra la tradizione ortodossa e le comunità storiche del Sud Italia.

Pordenone, il Festival internazionale di musica sacra apre il triennio su fede ed eresia
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Il laboratorio si concluderà con la presentazione del libro “Musica bizantina italo-greca” pubblicato da Euracus e con il concerto aperto al pubblico di domenica 5 luglio nel Duomo Concattedrale di San Marco. Protagonista sarà l’Ensemble Kalophonia diretto da Gerasimos Papadopoulos, con un programma dedicato alle musiche della tradizione manoscritta italo-greca e siculo-albanese. L’appuntamento nasce dalla collaborazione con il Festival Mediterraneo di Musica Sacra di Catania e con l’Università di Catania. Tutti i concerti sono a ingresso libero. Media partner del festival sono Rai Friuli Venezia Giulia e Rai Radio 3, partner Italiafestival.

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