Pordenone porta a Matino un laboratorio inclusivo di disegno e fumetto
L’iniziativa si è svolta l’11 e 12 settembre al Centro Amici di Nico, struttura salentina che segue persone con autismo.
PORDENONE - Il Palazzo del Fumetto ha portato nel Salento un laboratorio didattico inclusivo dedicato a disegno e fumetto, costruendo un collegamento concreto tra Pordenone e Matino, in provincia di Lecce. L’iniziativa si è tenuta venerdì 11 e sabato 12 settembre 2026 al Centro Amici di Nico, realtà che si occupa di servizi per l’autismo, e ha coinvolto i partecipanti in un percorso pensato per far emergere creatività, capacità espressive e interessi personali.
A guidare le attività è stato Luca Tonin, illustratore, grafico e docente del Palazzo del Fumetto. Durante le due giornate i partecipanti hanno potuto avvicinarsi alle tecniche del disegno e del fumetto, sperimentando un linguaggio che si è rivelato utile anche come strumento di relazione, confronto e apprendimento.
Come nasce il progetto tra Pordenone e Matino
All’origine dell’iniziativa c’è l’incontro con l’ex Prefetto di Pordenone Natalino Manno, oggi a Lecce. Dopo aver conosciuto alcuni ragazzi del Centro Amici di Nico nelle sedi di Matino e Lizzanello e averne osservato i disegni, è nata l’idea di mettere in contatto la realtà pugliese con il Palazzo del Fumetto di Pordenone.
Il collegamento è stato reso possibile anche attraverso l’intercessione del vice presidente del Palazzo del Fumetto Emanuele Barison. Da qui ha preso forma un percorso che ha portato nel Salento parte dell’esperienza maturata a Pordenone nel campo del fumetto, dell’illustrazione e della formazione.
Barison ha spiegato che uno degli aspetti centrali del progetto è la possibilità di trasformare un incontro in un’occasione concreta per i ragazzi. Il fumetto, ha osservato, è un linguaggio accessibile e inclusivo, capace di far raccontare emozioni e storie ma anche di far emergere competenze non sempre riconosciute.
Il valore educativo del laboratorio
Per l’équipe specialistica del Centro Amici di Nico il laboratorio non si è limitato al risultato finale degli elaborati. Le due giornate sono state anche un momento utile per osservare il percorso di ciascun partecipante: il modo di affrontare un compito, sviluppare un’idea, accogliere indicazioni nuove, confrontarsi con gli altri e reagire all’apprendimento.
Secondo Maria Antonietta Bove, presidente del Centro Amici di Nico, l’esperienza ha permesso di guardare ai ragazzi partendo dalle loro capacità più che dalle fragilità. Lo stesso laboratorio, nelle intenzioni del centro, può diventare uno strumento utile anche per la progettazione educativa e riabilitativa, perché aiuta a leggere interessi, modalità espressive e competenze da sviluppare ulteriormente. L’auspicio indicato dalla presidente è che iniziative di questo tipo possano essere replicate anche nelle scuole e in altri luoghi di aggregazione.
L’attenzione all’accessibilità del Palazzo del Fumetto
Il laboratorio di Matino si inserisce in un percorso più ampio con cui il Palazzo del Fumetto di Pordenone sta lavorando su accessibilità, partecipazione e inclusione. Nello stesso quadro rientra anche la recente app museale sviluppata con Willeasy, con contenuti accessibili in italiano e in inglese, audioguida professionale, video in LIS e ISL e testo semplificato con tecnica Easy-to-read certificata.
L’accessibilità del museo pordenonese passa anche dagli aspetti strutturali e dall’organizzazione della visita, con interventi pensati per renderla più semplice, autonoma e accogliente per tutti. Nella sede del Palazzo del Fumetto proseguono intanto anche le attività rivolte al pubblico, come già avvenuto con l’apertura straordinaria per la festa del patrono.
Il progetto realizzato a Matino ha così messo in relazione due territori diversi attraverso il fumetto, portando fuori regione competenze formative maturate a Pordenone e offrendo al Centro Amici di Nico uno strumento in più per leggere e valorizzare le capacità dei partecipanti.