Pordenone, nasce il Sentiero delle Operaie: storia, natura e mobilità si incontrano sul Noncello
Inaugurato a Pordenone il Sentiero delle Operaie: 500 metri di pista tra natura, memoria storica e mobilità sostenibile.
ìPORDENONE - Un nuovo corridoio verde prende vita lungo il fiume Noncello e restituisce alla città un pezzo della sua memoria più autentica. È stato inaugurato il Sentiero delle Operaie, un percorso ciclopedonale immerso nella natura che collega il Parco Flu a Viale Martelli, segnando un ulteriore passo avanti verso una città sempre più sostenibile e connessa.
L’opera non è solo una nuova infrastruttura urbana, ma rappresenta un simbolo profondo: ripercorre infatti il tragitto che per decenni veniva utilizzato dalle lavoratrici del cotonificio Amman, quando ancora il ponte di Viale Martelli non esisteva. Un percorso quotidiano fatto di fatica e dedizione, che oggi diventa memoria condivisa e spazio pubblico.
Il Sentiero delle Operaie si inserisce in una visione più ampia di valorizzazione del sistema fluviale e dei parchi cittadini. Oggi, grazie a una rete sempre più estesa, è possibile attraversare Pordenone a piedi o in bicicletta lungo percorsi verdi quasi completamente collegati.
Il nuovo tratto, lungo circa 500 metri, si aggiunge agli interventi già completati nei mesi scorsi, contribuendo a creare un circuito continuo che consente ai cittadini di vivere la città in modo lento e sostenibile. Un modello che si integra con altre trasformazioni urbane del territorio, come quelle legate alla riqualificazione urbana e ai servizi, già visibili anche in realtà vicine come Udine e i nuovi interventi nei quartieri.
L’intervento inaugurato oggi rientra in un progetto più ampio che ha interessato anche l’area di vicolo San Giuliano, con opere di riqualificazione urbana, nuove reti fognarie e asfaltature. Il cantiere è stato avviato nella seconda metà del 2025 ed è stato completato in circa sei mesi, tra demolizioni, modellazione del tracciato e sistemazioni paesaggistiche.
Il costo complessivo dell’opera è di circa 1,2 milioni di euro, finanziati in gran parte con fondi ministeriali, a cui si aggiunge un cofinanziamento comunale di 200.000 euro. Il sentiero è stato progettato per garantire sicurezza e fruibilità durante tutto l’anno, grazie anche alla protezione offerta dall’argine del Noncello.
A breve prenderanno il via anche i lavori di innalzamento dell’argine, sostenuti dalla Regione Friuli Venezia Giulia, che contribuiranno a migliorare ulteriormente la sicurezza idraulica dell’area e a ridurre il rischio di esondazioni per migliaia di residenti.
Il nome “Sentiero delle Operaie” è un omaggio esplicito alle donne che hanno segnato lo sviluppo industriale della città. Quelle lavoratrici che ogni giorno attraversavano il Noncello per raggiungere il cotonificio Amman rappresentano oggi una memoria collettiva restituita alla comunità.
Non si tratta solo di un richiamo simbolico, ma di un vero e proprio riconoscimento storico: attraverso questo percorso passava una parte fondamentale dell’identità produttiva di Pordenone, in anni in cui il territorio era uno dei poli manifatturieri più dinamici d’Italia.
Oggi quel tracciato diventa un luogo di incontro, di svago e di riflessione, inserito anche nel più ampio progetto del Contratto di fiume Noncello, che punta a valorizzare e riscoprire l’intero sistema fluviale urbano.
L’inaugurazione ha visto una forte partecipazione di cittadini, famiglie e bambini. Un momento significativo è stato il primo passaggio in bicicletta sul nuovo tracciato, compiuto dal piccolo Mattia, di appena due anni e mezzo: un gesto spontaneo che ha rappresentato perfettamente lo spirito dell’opera, pensata per le nuove generazioni.
L’interesse per la mobilità sostenibile cresce in tutto il territorio, come dimostrano anche iniziative e collegamenti sempre più diffusi, tra cui il ritorno del collegamento fluviale tra località turistiche come Lignano e Bibione con il servizio X River.
Il sindaco Alessandro Basso ha sottolineato come il progetto rappresenti un tassello fondamentale per la città: un’opera che unisce memoria storica, sostenibilità e sicurezza. Interventi come questo, insieme al potenziamento degli argini, sono destinati a ridisegnare il futuro urbano, rendendo Pordenone più resiliente e vivibile.
L’assessore all’ambiente Mattia Tirelli ha evidenziato i numeri del verde cittadino: oltre 200.000 metri quadrati di verde urbano gestito, per un totale di 1,2 milioni di metri quadrati complessivi. Con i nuovi tratti ciclabili realizzati, la rete raggiunge oggi i 53,4 chilometri, confermando un impegno concreto verso la mobilità dolce.
Tra i progetti collegati, anche il recupero di tre lavatoi storici e l’introduzione di segnaletica con QR code, pensata per valorizzare il patrimonio locale e raccontare la storia del territorio.
L’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante ha definito l’opera un esempio virtuoso di integrazione tra ambiente, mobilità e pianificazione urbana. Non solo una pista ciclabile, ma un vero sistema che unisce acqua, biodiversità e spazi pubblici, inserendosi in una strategia più ampia di sviluppo sostenibile.
Un percorso non privo di difficoltà, come ricordato dall’europarlamentare Alessandro Ciriani: durante i lavori sono emerse criticità legate alla presenza di rifiuti interrati risalenti al passato industriale, che hanno rallentato il cantiere. Ostacoli superati grazie alla determinazione delle istituzioni e al lavoro tecnico svolto.
Con l’apertura del Sentiero delle Operaie, Pordenone compie così un passo deciso verso una città più verde, sicura e consapevole della propria storia, capace di trasformare il passato in una risorsa per il futuro.ì