Pordenone, sospetto veleno nella colonia felina: chieste bonifica e telecamere

Sostanze sospette nelle ciotole dei gatti in via Bellasio a Pordenone. Le associazioni chiedono bonifica e tutela della volontaria.

29 settembre 2026 07:55
Pordenone, sospetto veleno nella colonia felina: chieste bonifica e telecamere -
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PORDENONE – Mettere in sicurezza l’area, analizzare le sostanze rinvenute e proteggere la volontaria che accudisce i gatti. Sono le richieste al centro della lettera inviata ai sindaci di Pordenone e Cordenons dal Partito Animalista Italiano del Friuli Venezia Giulia e da Animal Pride Defending Association, dopo la segnalazione di una possibile contaminazione delle ciotole di una colonia felina in via Bellasio.

Secondo quanto riferiscono le due organizzazioni, nei recipienti sarebbero state trovate sostanze potenzialmente letali, tra cui liquido per freni. Nella stessa segnalazione si parla anche di un riccio rinvenuto sventrato e di un biglietto intimidatorio lasciato sull’auto della volontaria. La natura delle sostanze e le responsabilità degli episodi dovranno essere accertate.

La lettera ai sindaci e alle autorità

La comunicazione è stata indirizzata alle amministrazioni di Pordenone e Cordenons e trasmessa, per conoscenza, all’azienda sanitaria e ai Carabinieri. Le associazioni chiedono un’ordinanza urgente e la costituzione di parte civile del Comune nell’eventualità di un procedimento penale.

A intervenire sono Irene Giurovich, giornalista e portavoce del PAI del Friuli Venezia Giulia, e Patrizia Munarin, presidente di Animal Pride Defending Association. La loro preoccupazione riguarda sia gli animali della colonia sia chi frequenta l’area.

«Un boccone avvelenato non distingue tra un gatto, un cane, un animale selvatico o un bambino che passa di lì», affermano nel comunicato.

Bonifica e analisi sul materiale rinvenuto

La prima richiesta riguarda la bonifica immediata e completa della zona, con l’intervento del Comune di Pordenone e dei servizi veterinari competenti. L’obiettivo indicato è rimuovere ciotole, residui alimentari e ogni sostanza sospetta.

Le organizzazioni riferiscono di un’apertura da parte dell’amministrazione, ma sollecitano tempi certi per gli interventi. Chiedono inoltre analisi tossicologiche sul materiale trovato e accertamenti approfonditi, a partire dalla denuncia già presentata ai Carabinieri.

Fra le misure proposte figura anche l’installazione di telecamere di sorveglianza, per scoraggiare ulteriori episodi e contribuire all’identificazione di eventuali responsabili.

Le stesse realtà animaliste erano intervenute anche sulla segnalazione di bocconi con chiodi a Zoppola, un’altra vicenda sulla quale avevano richiamato l’attenzione delle istituzioni.

Il biglietto intimidatorio e la tutela della volontaria

Un punto specifico della lettera riguarda la persona che si occupa della colonia. Il messaggio lasciato sulla sua automobile, riferiscono le associazioni, rende necessario affrontare anche il tema della sicurezza di chi presta assistenza agli animali.

PAI e Animal Pride chiedono che la volontaria venga tutelata e sottolineano il valore del suo lavoro quotidiano, che comprende l’alimentazione dei gatti e l’attenzione alle condizioni della colonia.

Il rapporto fra istituzioni e referenti delle colonie feline era già stato oggetto, nel marzo 2026, di un incontro in Municipio a Pordenone, dedicato alla gestione e al benessere degli animali.

La richiesta di individuare i responsabili

Nel documento le associazioni richiamano le disposizioni penali sull’uccisione e sul maltrattamento degli animali e chiedono che, qualora vengano accertate responsabilità, vi sia una risposta giudiziaria proporzionata alla gravità dei fatti.

Sollevano inoltre una preoccupazione più ampia: a loro giudizio, eventuali condotte intenzionali di questo tipo devono essere considerate anche per il rischio che possono rappresentare per la collettività. Si tratta della valutazione espressa dalle organizzazioni, mentre restano da chiarire circostanze, sostanze utilizzate e autori degli episodi segnalati.

L’appello a chi può fornire informazioni

L’invito rivolto ai cittadini è di contattare i Carabinieri o le altre forze dell’ordine se dispongono di elementi utili: osservazioni su quanto accaduto nell’area, informazioni sul biglietto o altri dettagli che possano contribuire agli accertamenti.

«Nessun animale deve morire per una ciotola di cibo. Nessuna persona deve essere intimidita per aver scelto di prendersene cura», conclude Giurovich.

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