Pordenonelegge, dietro il festival lavorano tutto l’anno sei professionisti

Dopo la chiusura della 27ma edizione e la visita di Sergio Mattarella, la Fondazione si ferma due giorni per riorganizzarsi.

22 settembre 2026 15:17
Pordenonelegge, dietro il festival lavorano tutto l’anno sei professionisti -
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PORDENONE - Dietro la 27ma edizione di Pordenonelegge c’è una struttura stabile di sei professionisti che lavora per tutto l’anno alla costruzione del festival: dalla logistica ai rapporti con gli autori, fino alla gestione amministrativa e organizzativa di centinaia di appuntamenti diffusi sul territorio. Dopo la chiusura dell’edizione 2026, segnata anche dalla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Teatro Verdi, la Fondazione Pordenonelegge.it si concede ora una breve pausa: gli uffici resteranno chiusi giovedì 24 e venerdì 25 settembre.

La notizia, per la città e per chi segue da vicino il festival, è doppia: da un lato il lavoro “invisibile” che sostiene una delle manifestazioni culturali più riconoscibili del territorio, dall’altro il passaggio immediato alla fase successiva, con lo smontaggio delle strutture temporanee e la ripartenza verso i prossimi appuntamenti autunnali.

Chi lavora dietro il festival

La macchina organizzativa di Fondazione Pordenonelegge.it è composta dalla direttrice Michela Zin e da Paola Schiffo, Debora Dal Bo, Monica Bonacotta, Gabriele Pieroni e Francesca Dotta. È questo il gruppo che, a partire dalla fine di ogni settembre, avvia il lavoro sull’edizione successiva: bilanci dell’evento appena concluso, pianificazione logistica, relazioni internazionali, pratiche burocratiche e coordinamento delle attività sul territorio.

Secondo quanto spiegato dalla direttrice, il lavoro procede come un laboratorio permanente, con una struttura snella che adatta ruoli e competenze alle necessità operative. Michela Zin descrive infatti un’“officina” capace di tenere insieme migliaia di elementi tra ospiti, fornitori, pubblico e collaboratori, con attenzione costante ai dettagli e alla tenuta complessiva della manifestazione.

L’edizione 2026 e la visita di Mattarella

L’edizione di quest’anno ha richiesto un impegno ulteriore per l’organizzazione della visita del Capo dello Stato, arrivato a Pordenone per la cerimonia conclusiva al Teatro Verdi. Un passaggio che ha comportato un rafforzamento della macchina logistica e della sicurezza, aggiungendosi al lavoro ordinario del festival.

La chiusura con Sergio Mattarella è stata letta dalla Fondazione come un riconoscimento istituzionale di rilievo per il percorso del festival. Nei giorni scorsi il Presidente della Repubblica ha definito Patrimonio prezioso da custodire il valore rappresentato da Pordenonelegge, suggellando una delle edizioni più significative della manifestazione.

Smontaggi in città e stop di due giorni

Archiviato il festival, in città è iniziata la fase di disallestimento: vengono rimosse le tensostrutture, le bandierine e gli altri allestimenti che hanno accompagnato i giorni della manifestazione. È il passaggio che restituisce progressivamente gli spazi urbani al ritmo ordinario dopo il periodo più intenso dell’evento.

Contestualmente, la Fondazione ha annunciato la chiusura degli uffici per due giorni, il 24 e 25 settembre, per consentire al personale una pausa dopo lo sforzo organizzativo dell’ultima edizione. La ripresa delle attività è già orientata ai prossimi eventi autunnali, che la struttura inizierà a seguire subito dopo questa breve sospensione.

Il commento della Fondazione

Nel bilancio tracciato dalla Fondazione, il presidente Michelangelo Agrusti ha indicato Pordenonelegge come un esempio di collaborazione tra cultura, territorio e mondo produttivo, sottolineando il ruolo delle competenze interne e del capitale umano locale nella costruzione di un progetto di rilievo nazionale.

Il dato che emerge, al termine dell’edizione 2026, è soprattutto organizzativo: una squadra ridotta nei numeri ma impegnata in modo continuativo per dodici mesi, chiamata quest’anno anche a gestire la complessità aggiuntiva dell’arrivo del Presidente della Repubblica e della chiusura solenne al Teatro Verdi.

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