Porto di Trieste, Amirante: ferrovie Fvg già pronte all’integrazione con Slovenia e Croazia

Da Opatija l’assessore Cristina Amirante indica nella rete ferroviaria regionale e nella Lunetta di Gorizia i nodi chiave per Trieste.

24 settembre 2026 17:19
Porto di Trieste, Amirante: ferrovie Fvg già pronte all’integrazione con Slovenia e Croazia -
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TRIESTE - Il Friuli Venezia Giulia punta a rafforzare i collegamenti ferroviari del porto di Trieste verso Slovenia e Croazia, facendo leva su una rete regionale già avanzata e sulla futura piena utilizzabilità della Lunetta di Gorizia. È il messaggio arrivato da Opatija-Abbazia, in Croazia, dove si è chiusa la seconda giornata del convegno internazionale “Moving Adria. Navigating the Future of Adriatic Logistics”, dedicata al confronto tra i porti di Fiume, Capodistria e Trieste e al tema dell’accessibilità ferroviaria.

A margine dei lavori, l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante, ha spiegato che dalle relazioni tecniche emerse nel convegno la rete ferroviaria del Friuli Venezia Giulia a supporto dello scalo triestino risulta già particolarmente avanzata. Più lunghi, invece, appaiono i tempi per la realizzazione del complesso raddoppio di Divaccia, infrastruttura considerata strategica per i collegamenti dell’area.

Secondo Amirante, proprio in questo scenario la geografia dei trasporti rende ancora più rilevante il lavoro portato avanti da Regione e Governo sulla Lunetta di Gorizia, passaggio che dovrebbe consentire di sfruttare in modo più completo la rete slovena.

Il nodo ferroviario verso est

L’assessore ha chiarito che il tema non riguarda soltanto le connessioni utilizzabili, in misura più limitata, lungo la Transalpina. Il riferimento principale è alla direttrice verso est, ritenuta essenziale per offrire un’alternativa al transito via Tarvisio, soprattutto in caso di lavori, chiusure o saturazione della capacità disponibile.

Per il Friuli Venezia Giulia la partita si inserisce nel quadro più ampio della logistica adriatica, con l’obiettivo di migliorare le connessioni dello scalo triestino e consolidarne la competitività sui mercati internazionali.

Amirante ha definito positiva la giornata di confronto, sottolineando il lavoro avviato per rafforzare i collegamenti del porto e mantenere la capacità competitiva che, secondo la Regione, il Friuli Venezia Giulia ha già dimostrato negli ultimi anni.

Il confronto tra Trieste, Fiume e Capodistria

Le sessioni odierne del vertice, concentrate sulle prospettive di sviluppo degli scali adriatici in vista del 2030, hanno messo al centro il coordinamento tra i porti dell’Alto Adriatico. Tra gli interventi principali c’è stato quello di Vittorio Torbianelli per l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale.

Nel confronto con i rappresentanti degli scali di Capodistria e Fiume è stata evidenziata la necessità di una pianificazione sinergica degli investimenti infrastrutturali, insieme a una più chiara specializzazione funzionale dei porti, considerata utile a rafforzare la competitività complessiva del bacino adriatico sulle rotte globali.

Interporti, retroporti e mercati dell’Europa centro-orientale

Una parte dei lavori ha approfondito il tema dell’accessibilità ferroviaria e delle connessioni retroportuali verso la Mitteleuropa. Nelle sessioni dedicate ai corridoi di trasporto sono intervenuti i rappresentanti del Gruppo ÖBB Rail Cargo, delle Ferrovie Slovene SŽ-Tovorni promet e del Ministero dei Trasporti croato, illustrando i progetti in corso per aumentare capacità e velocità dell’intermodalità merci.

Spazio anche al ruolo degli interporti e dei parchi logistici come motori di sviluppo retroportuale e industriale. Su questo fronte sono intervenuti Paolo Privileggio, presidente e ad dell’Interporto di Trieste, e Walter Gregori, segretario generale di Aspt-Astra Fvg, con contributi centrati sull’integrazione tra la rete regionale dei trasporti e i mercati dell’Europa centro-orientale.

Innovazione nella catena logistica

Il convegno ha infine dedicato un focus all’innovazione tecnologica applicata alla logistica. Nel dibattito sono state richiamate le opportunità legate all’automazione intralogistica, all’intelligenza artificiale e alla cybersecurity, indicate come strumenti utili per garantire resilienza, continuità e sicurezza dei flussi commerciali.

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