Portogruaro, 1200 mattonelle viola per la Giornata dell’Alzheimer
La Residenza Francescon coordina “Fili di Memoria” con ospedale, associazioni e negozi della città.
PORTOGRUARO - Un laboratorio diffuso che ha coinvolto anziane, volontarie, famiglie e associazioni del territorio per portare il tema della demenza fuori dalle strutture e dentro la città. In vista della Giornata Mondiale dell’Alzheimer del 21 settembre 2026, a Portogruaro prende forma “Fili di Memoria”, iniziativa della Residenza Francescon con l’Associazione Il Filo delle Donne e l’Azienda Ulss 4 Veneto Orientale: il risultato sono 1200 mattonelle viola all’uncinetto, drappi esposti in più punti della città, un convegno e una mostra.
L’obiettivo è sensibilizzare la popolazione su una patologia sempre più presente anche nel Portogruarese, coinvolgendo non solo i servizi sociosanitari ma anche il tessuto commerciale, il volontariato e la sede universitaria cittadina.
I numeri del progetto Fili di Memoria
Per realizzare il lavoro sono stati utilizzati circa 400 gomitoli da 133 metri ciascuno. Le mattonelle prodotte sono 1200 e, messe idealmente una dopo l’altra, raggiungono una lunghezza complessiva di 53 chilometri. Metà del materiale è servita per confezionare una quindicina di drappi da 80x110 centimetri.
I drappi andranno a rivestire le colonne dell’ospedale di Portogruaro, della Casa di Comunità, della Residenza Francescon, di alcune sedi associative, di diversi negozi cittadini grazie alla collaborazione di Confcommercio e della sede universitaria di Infermieristica e Scienze dell’Educazione. Un passaggio che richiama anche il ruolo della Casa di Comunità, tema già al centro del dibattito locale su accessibilità e collaudi.
Chi ha partecipato al laboratorio diffuso
Il progetto è nato da un laboratorio artistico diffuso. In Residenza le attività si sono svolte da giugno a settembre, ogni mercoledì pomeriggio per due ore e mezza, coinvolgendo le anziane ospiti e i loro familiari.
Accanto a loro hanno lavorato l’associazione Il Filo delle Donne, alcune realtà firmatarie del Patto di Comunità per Portogruaro Comunità Amica della Persona Anziana — APAL, Centro di Ascolto - Caritas, F.I.D.A.P.A., Croce Rossa Italiana — e Filo d’Ancora di Caorle. In totale le persone coinvolte sono state circa 200.
Il convegno del 21 settembre alla Francescon
Il momento pubblico centrale è fissato per lunedì 21 settembre alle 17.00 nella Rsa Francescon. Al convegno interverranno Luca Valentinis, direttore dell’unità operativa complessa di Neurologia dell’Ulss 4 Veneto Orientale, un rappresentante del Filo delle Donne, un rappresentante della stessa Ipab e un caregiver, familiare di una persona colpita da Alzheimer.
L’incontro affronterà il tema della demenza da punti di vista diversi: sanitario, familiare, assistenziale e sociale. Al termine è prevista l’inaugurazione della mostra dedicata al progetto lungo il “Liston” della Rsa.
Nei giorni dell’iniziativa saranno inoltre esposti pannelli in formato A3 nei negozi e all’università, per allargare l’azione di sensibilizzazione anche agli spazi quotidiani della città e raggiungere un pubblico più ampio.
Le dichiarazioni dei promotori
Per la presidente della Rsa Francescon, Caterina Pinelli, il progetto è nato per costruire una rete di consapevolezza attorno alla fragilità che accompagna la demenza. Pinelli sottolinea che il laboratorio ha messo insieme molte persone impegnate da mesi e ricorda l’attività svolta dalla struttura a supporto dei familiari che assistono in casa persone fragili.
Anche il direttore generale dell’Ulss4 Veneto Orientale, Carlo Bramezza, lega l’iniziativa alla collaborazione tra strutture sanitarie, terzo settore e cittadinanza, indicando nella partecipazione del direttore della Neurologia un segnale dell’impegno dell’azienda sia nella cura sia nel sostegno alle famiglie.
Paola Flaborea, socia dell’Associazione Il Filo delle Donne, richiama invece il peso che la malattia ha sui caregiver, in larga parte donne, e mette l’accento sulla necessità di considerare l’atto di cura come una responsabilità sociale condivisa. Il progetto, spiega, va in questa direzione anche grazie al coinvolgimento di numerose volontarie.