Precenicco sconvolta: Gianfranco muore a 59 anni travolto da un'auto. Chi era la vittima
Dramma a Precenicco: un uomo di 59 anni perde la vita dopo essere stato travolto da un’auto lungo la provinciale 56.
PRECENICCO – Una comunità sotto shock per quanto accaduto nel tardo pomeriggio di lunedì 26 gennaio lungo la strada provinciale 56, nel tratto conosciuto come via Canedo. Poco dopo le 18.30, un uomo, Gianfranco Milanese, che si trovava a piedi lungo la carreggiata è stato travolto da un’autovettura e scaraventato nel canale colmo d’acqua che costeggia la strada. Sul posto sono intervenuti in pochi minuti i Vigili del fuoco e il personale sanitario, che hanno lavorato a lungo nel tentativo di salvare l’uomo. Dopo essere stato recuperato dall’acqua, sono state avviate le manovre di rianimazione, purtroppo senza esito. Il decesso è stato constatato sul luogo dei fatti.
Secondo le prime informazioni raccolte, al volante dell’auto c’era un ragazzo di circa vent’anni. Il giovane è stato accompagnato in caserma per tutti gli accertamenti di rito e per ricostruire con precisione la dinamica di quanto avvenuto lungo quel tratto di strada.
La persona che ha perso la vita si chiamava Gianfranco Milanese, aveva 59 anni ed era originario di Precenicco. Dopo una lunga esperienza lavorativa all’estero, era rientrato in paese da alcuni anni. Viveva a circa quattro chilometri dal punto in cui si è verificato il dramma.
A ricordarlo con emozione è Giampaolo, amico di lunga data, che ne traccia un ritratto autentico e ricco di umanità. «Franco era una persona solare, gli piaceva stare con la gente. È vero, aveva anche un carattere particolare, ma alla fine tutti gli volevano bene, soprattutto al bar», racconta.
Un legame costruito nel tempo, fatto di serate in compagnia, musica e convivialità. Giampaolo ricorda spesso la sua presenza durante le serate di karaoke: «Veniva sempre, anche se non cantava. Rimaneva tutta la sera con gli amici, a parlare, ridere e scherzare».
Non mancavano, come in ogni amicizia vera, anche momenti di confronto più acceso. «Qualche volta mi faceva arrabbiare, ma poi si chiariva subito», aggiunge con affetto.
Franco, conclude Giampaolo, «era molto conosciuto in paese e anche nei centri vicini, perché aveva sempre compagnie nei locali che frequentava». Una figura familiare per molti, capace di creare relazioni e di lasciare un segno nella quotidianità di chi lo conosceva.