Come visitare a Gorizia la mostra del Premio Sergio Scabar?

La mostra La mia vita senza Jurij Gagarin è aperta a Gorizia fino al 23 ottobre: sede, orari comunicati, cosa verificare e l'incontro del 20 ottobre a Trieste.

18 ottobre 2026 07:15
Come visitare a Gorizia la mostra del Premio Sergio Scabar? -
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GORIZIA – Sì: la mostra La mia vita senza Jurij Gagarin, progetto di Alessandro Ruzzier al centro della sesta edizione del Premio Sergio Scabar, si può visitare a Gorizia fino a giovedì 23 ottobre. La sede è l’ex Cappella del Parco Basaglia, in via Vittorio Veneto 174. Per domenica 18 ottobre l’orario comunicato è 10-20; dal lunedì al venerdì l’apertura indicata è 16-20. Prima di organizzare una visita è opportuno contattare gli organizzatori: il programma pubblico consultato non pubblica né un biglietto né una prenotazione obbligatoria.

È un appuntamento breve, non una mostra destinata a restare in cartellone per settimane. Per chi vive a Gorizia, o arriva da Trieste e dal resto del Friuli Venezia Giulia, la domanda utile non è soltanto che cosa esponga: è quando andarci, dove si trova davvero l’ingresso e quali informazioni non conviene dare per scontate. Ecco ciò che è confermato e ciò che va verificato prima di uscire.

Dove si svolge e fino a quando resta aperta

Il Premio Sergio Scabar 2026 è ospitato nell’ex Cappella del Parco Basaglia, in via Vittorio Veneto 174 a Gorizia. L’esposizione ha aperto venerdì 17 ottobre e chiude giovedì 23 ottobre: la finestra utile è quindi di una settimana. L’inaugurazione del 17 ottobre alle 18.30 era prevista con la presenza dell’autore Alessandro Ruzzier e dei curatori; non va confusa con un appuntamento replicato ogni sera.

L’indirizzo è un dato pratico importante: non è una sala del centro storico da cercare attorno a piazza Vittoria, né Palazzo Attems Petzenstein. Chi usa un navigatore deve impostare esplicitamente via Vittorio Veneto 174, Gorizia e considerare un margine per trovare l’accesso corretto nell’area del Parco Basaglia. Il programma diffuso per l’evento non pubblica indicazioni dedicate su parcheggi, fermate, deposito biciclette o accessibilità del percorso. Attribuirli senza una conferma sarebbe fuorviante; chi abbia esigenze di mobilità o necessiti di un ingresso privo di barriere dovrebbe dunque chiedere informazioni prima dello spostamento.

Per contatti l’associazione indica l’indirizzo [email protected]. È il riferimento da usare anche per domande che la scheda pubblica non scioglie: accesso nelle fasce non indicate, eventuale necessità di riservare la visita, disponibilità del volume e condizioni effettive di ingresso.

Gli orari: oggi fino alle 20, feriali nel tardo pomeriggio

Gli orari comunicati sono distinti per giorni. Domenica 18 ottobre la mostra è aperta dalle 10 alle 20. Dal lunedì al venerdì, compreso il giorno conclusivo di giovedì 23, l’apertura indicata è dalle 16 alle 20. Non sono semplici dettagli organizzativi: cambiano il tipo di visita possibile. La domenica permette un passaggio diurno e più flessibile; nei feriali bisogna invece programmare l’uscita nel tardo pomeriggio o in serata.

Il programma consultato distingue l’apertura domenicale da quella feriale, senza pubblicare ulteriori fasce. Lo stesso vale per la durata della visita. Non essendo indicato un percorso cronometrato, non c’è motivo per promettere un’esperienza da trenta minuti o da un’ora; chi deve incastrarla con un treno, un appuntamento o un’altra attività dovrebbe lasciare un margine ragionevole.

Non risultano pubblicati, nella comunicazione consultata, né un prezzo d’ingresso né una prenotazione obbligatoria. Questo non autorizza a scrivere che la visita sia gratuita o ad accesso libero: significa soltanto che tali condizioni non sono specificate. La differenza è concreta per chi vuole partire apposta da fuori città. Un messaggio o una mail all’organizzazione evita di basarsi su un’assenza di informazioni come se fosse una conferma.

Che cosa si vede: il progetto di Alessandro Ruzzier

La mia vita senza Jurij Gagarin è il progetto selezionato per la sesta edizione del Premio Sergio Scabar. L’iniziativa è promossa e realizzata dall’associazione culturale Silver Age nell’ambito di Fotografia Zeropixel, con la collaborazione di Fierascena APS e Hubgrade APS. Il suo fuoco non è una ricostruzione biografica del cosmonauta sovietico: il titolo identifica il lavoro fotografico di Ruzzier, scelto da una commissione composta da Massimiliano Muner, Claudio Ernè e Lucia Comuzzi Scabar.

Il Premio dedica spazio alla fotografia d’autore contemporanea e al rapporto fra immagine, materia, tempo e memoria, con attenzione alla persistenza di pratiche analogiche e processi chimici. È un’informazione utile per allineare le aspettative: chi cerca una mostra divulgativa sull’esplorazione spaziale o una rassegna storica su Jurij Gagarin non troverebbe questo tipo di proposta. Il cuore dell’appuntamento è invece la ricerca fotografica di un autore contemporaneo e il dialogo con l’eredità di Sergio Scabar.

La mostra è accompagnata dal volume omonimo della sesta edizione del Premio, curato da Massimiliano Muner e Claudio Ernè, con progetto grafico di Studio Iknoki. L’edizione dichiarata è di 300 copie. Poiché non è pubblicato un prezzo né è indicata una vendita garantita in sede, chi è interessato al libro non dovrebbe considerarlo automaticamente disponibile all’ex Cappella: la domanda va posta all’organizzazione prima della visita.

Un incontro collegato a Trieste, non a Gorizia

Il programma prosegue martedì 20 ottobre alle 17.30 con la presentazione del volume a Trieste, nella Biblioteca e Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte a Palazzo Gopcevich, via Rossini 4. La pagina della Fototeca dei Civici Musei di Trieste conferma sede, orario e ingresso libero dell’incontro. Interverranno la responsabile della Biblioteca e Fototeca Claudia Colecchia, Lucia Comuzzi Scabar, Alessandro Ruzzier e i curatori Massimiliano Muner e Claudio Ernè.

Le due occasioni sono collegate ma non sono la stessa cosa. La visita alla mostra va fatta a Gorizia entro il 23 ottobre, negli orari sopra indicati. La presentazione di martedì è invece un incontro a Trieste, con un orario puntuale e in una sede diversa. Chi è interessato soprattutto al confronto con autore e curatori può scegliere Palazzo Gopcevich; chi vuole vedere il progetto espositivo deve prevedere un passaggio all’ex Cappella del Parco Basaglia. Non è necessario forzarle nella medesima giornata, e non esiste un biglietto unico comunicato per entrambi gli appuntamenti.

Come inserirla in una giornata a Gorizia senza confondere luoghi e regole

La mostra può diventare una tappa di un pomeriggio culturale, ma ogni luogo cittadino ha condizioni proprie. In Galleria Bombi, per esempio, la Digital Art Gallery nella Galleria Bombi è a ingresso libero ma richiede la prenotazione: è una regola specifica di quella sede e non va trasferita automaticamente al Premio Scabar. Anche l’esposizione Italia Settanta tra arte moda e design ha un altro indirizzo, altri orari e una diversa bigliettazione.

Per chi vuole muoversi a piedi e aggiungere un’attività all’aperto, resta utile conoscere il calendario di Crocevie d’Europa per ottobre, ma occorre verificare date e prenotazioni di ogni singola uscita: non sono servizi inclusi nella mostra né alternative disponibili senza condizioni. L’approccio più semplice è scegliere prima la visita all’ex Cappella e solo dopo costruire il resto della giornata, senza sovrapporre orari basandosi sulla sola vicinanza geografica.

La checklist prima di partire

Per domenica 18 ottobre il dato operativo è chiaro: ingresso nell’arco 10-20, ex Cappella del Parco Basaglia, via Vittorio Veneto 174. Per i giorni feriali successivi la fascia annunciata è 16-20. Prima di uscire conviene controllare quattro elementi: il giorno di apertura effettivo; l’eventuale accesso con bisogni di mobilità; la presenza o meno di un costo o di una prenotazione; la disponibilità del volume se è parte essenziale della visita.

Il punto decisivo è non rimandare all’ultimo: la mostra termina giovedì 23 ottobre e ha orari feriali concentrati nel pomeriggio. Per una proposta fotografica breve e locale, l’utilità sta proprio nel programmare una visita realistica, con i dati verificati e senza trasformare informazioni non pubblicate in promesse.

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