Presenze turistiche +0,8%, ma vendite ferme: estate 2026 nel Veneto orientale
Nel 2025 l’extralberghiero è cresciuto più degli hotel (+1,4% contro +0,3%), con margini sotto pressione tra costa ed entroterra.
SAN DONA' DI PIAVE - Turismo che tiene, fiducia in ripresa nel commercio, ma vendite ancora ferme e costi in aumento. È questa la fotografia dell’estate 2026 nel Veneto orientale tracciata da Confcommercio San Donà-Jesolo, che mette insieme i segnali positivi dell’avvio di stagione con le difficoltà quotidiane di bar, ristoranti e negozi tra costa ed entroterra.
Nel primo quadrimestre del 2026, secondo i dati della Regione del Veneto, le presenze turistiche crescono dello 0,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, anno che aveva già registrato numeri record con 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi. Un dato che riguarda da vicino il litorale tra Jesolo, Cavallino Treporti ed Eraclea Mare, dove nel 2025 il comprensorio mare aveva chiuso con un incremento contenuto delle presenze, pari a +0,1%, accompagnato però da una permanenza media più lunga rispetto agli altri comprensori regionali: 5,7 notti.
Dove cresce la domanda turistica
Uno dei segnali più chiari arriva dalla ricettività extralberghiera. Nel 2025 questo segmento è cresciuto più dell’ospitalità tradizionale, con un +1,4% contro il +0,3% degli alberghi. Per i centri dell’entroterra si tratta di un’indicazione concreta: Musile di Piave, Noventa di Piave, Meolo, Quarto d’Altino, Torre di Mosto e Ceggia possono intercettare una parte della domanda con agriturismi, B&B e affittacamere, offrendo un’alternativa alla costa e contribuendo ad allungare la stagione.
In questa prospettiva viene rilanciata anche l’ipotesi di una Ogd, l’Organizzazione di gestione della destinazione, che metta insieme i Comuni di quest’area per sviluppare progetti comuni in chiave turistica. Un ragionamento che si inserisce in un territorio dove l’offerta balneare e quella dell’entroterra possono sostenersi a vicenda, anche grazie a iniziative culturali diffuse come il Sile Jazz Weekend, che ha coinvolto anche l’area tra Treviso e Quarto d’Altino.
Commercio: fiducia su, incassi fermi
Sul fronte del commercio il clima appare meno negativo, ma senza un vero riflesso sulle casse delle imprese. A giugno 2026 l’indice di fiducia del commercio al dettaglio segna un +4,1% su base mensile, il dato più alto tra i comparti osservati. Allo stesso tempo, però, il valore delle vendite al dettaglio è rimasto fermo a maggio, con una variazione dello 0,0% dopo il +0,8% registrato ad aprile.
Il nodo resta il potere d’acquisto delle famiglie. In Veneto l’inflazione è salita al 3,5% a maggio, erodendo la capacità di spesa dei consumatori e comprimendo i margini di attività che devono fare i conti anche con rincari energetici e costi più alti delle materie prime.
Imprese attive e selezione in corso
Anche i numeri delle imprese raccontano un passaggio delicato. Nel primo trimestre 2026 il totale delle imprese attive in Veneto è sceso dell’1,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tra i servizi, il commercio resta fra i pochi comparti in leggera crescita, con un +0,4%, mentre il calo più marcato si registra nelle costruzioni, a -4,8%.
Secondo Confcommercio San Donà-Jesolo, il commercio di prossimità continua a reggere, ma la selezione tra le imprese prosegue. Il presidente Angelo Faloppa osserva che il territorio compreso tra Quarto d’Altino e Cavallino Treporti vive di turismo, commercio e ristorazione come sistema integrato, e che la domanda c’è sia lungo la costa sia nell’entroterra. Per questo, sottolinea, servono misure concrete da parte delle amministrazioni comunali su tributi locali, orari e semplificazione, non solo nei mesi estivi ma durante tutto l’anno.
I Comuni e le attività coinvolte
L’associazione annuncia che continuerà a monitorare l’andamento della stagione e a fornire strumenti alle imprese associate del territorio. Il quadro riguarda i bar di Jesolo, i ristoranti di Eraclea, gli alberghi di Cavallino Treporti e le attività commerciali di San Donà di Piave, Musile di Piave, Noventa di Piave, Meolo, Quarto d’Altino, Torre di Mosto e Ceggia, chiamate ad affrontare una stagione in cui il turismo resta presente ma non basta, da solo, a compensare la pressione dei costi fissi.