Presidio davanti a Confindustria Pordenone, Honsell: no alla conversione bellica delle imprese

Il consigliere regionale di Open Sinistra FVG ha partecipato al presidio contro la fabbricazione di armi e ha contestato il concetto di dual

29 luglio 2026 17:36
Presidio davanti a Confindustria Pordenone, Honsell: no alla conversione bellica delle imprese -
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PORDENONE - Un presidio davanti alla sede di Confindustria Pordenone ha riportato al centro il tema della conversione bellica delle imprese, con una protesta contro la fabbricazione di armi e contro l'orientamento produttivo legato all'industria militare. Al sit-in ha partecipato anche Furio Honsell, consigliere regionale di Open Sinistra FVG.

L'iniziativa si è svolta oggi davanti alla sede dell'associazione degli industriali pordenonesi. Honsell ha spiegato la presenza del movimento parlando di una scelta legata a una responsabilità pubblica ed etica: per Open Sinistra FVG, ha detto, opporsi alla produzione di armi è un dovere.

Presidio davanti a Confindustria Pordenone, Honsell: no alla conversione bellica delle

La posizione di Honsell

A margine della manifestazione, il consigliere regionale ha criticato in modo netto il ricorso al concetto di dual use, cioè l'uso civile e militare di tecnologie e produzioni industriali. Secondo Honsell, questa definizione rischia di coprire la realtà della produzione di armamenti.

«Parlare di “dual use” nell’industria come nella ricerca è una foglia di fico: se si fabbricano armi c’è solo “un uso”, un “single use”, ovvero il profitto che nasce dalla distruzione dell'altro», ha dichiarato.

Il tema posto dal presidio

Il sit-in ha puntato quindi a contestare la conversione di attività produttive verso il settore militare, chiedendo che il mondo industriale indirizzi risorse e competenze verso obiettivi di pace e non verso produzioni legate alla guerra.

Presidio davanti a Confindustria Pordenone, Honsell: no alla conversione bellica delle

Nel corso della protesta, la posizione espressa da Open Sinistra FVG è stata riassunta in un messaggio politico preciso: l'industria, secondo i promotori, dovrebbe puntare alla pace e non al profitto generato dai conflitti.

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