Pro Loco in Fvg, mozione al Governo: l’avanzo delle sagre non è profitto
In Consiglio regionale passa la linea di chiedere una disciplina fiscale specifica per gli eventi temporanei del Terzo Settore.
TRIESTE - In Friuli Venezia Giulia torna al centro del dibattito il ruolo delle Pro Loco e delle associazioni di volontariato che organizzano sagre e manifestazioni locali. In Aula è stata discussa la mozione 194, che punta a sollecitare il Governo a definire una disciplina più chiara per le attività temporanee del Terzo Settore, con particolare attenzione al tema fiscale e alla distinzione tra autofinanziamento e profitto.
A intervenire sul punto è stata la consigliera regionale Orsola Costanza di Fratelli d'Italia, che ha annunciato il voto favorevole del gruppo. Il nodo, nella lettura della consigliera, è evitare che le Pro Loco vengano assimilate ad attività imprenditoriali ordinarie quando organizzano appuntamenti sul territorio con il lavoro dei volontari.
Il tema dell’avanzo e delle regole fiscali
Secondo Costanza, l’eventuale avanzo economico delle Pro Loco non può essere considerato profitto in senso imprenditoriale, perché viene reinvestito in attrezzature, sedi e nuovi eventi destinati alla comunità. Da qui la richiesta di una cornice normativa che tenga conto della specificità di queste realtà, molto presenti anche nei piccoli centri del Friuli Venezia Giulia.
La mozione, discussa in Consiglio regionale, chiede infatti al Governo nazionale una disciplina specifica per le manifestazioni temporanee del Terzo Settore. L’obiettivo indicato è quello di estendere anche sul piano fiscale il principio di proporzionalità e semplificazione già richiamato nel percorso avviato con la proposta di legge nazionale 5 sulle manifestazioni locali, pensata per alleggerire gli adempimenti.
Il tema riguarda da vicino il sistema delle feste paesane e degli appuntamenti gestiti dal volontariato, che in regione resta centrale anche per l’attività delle associazioni e delle amministrazioni locali. In questo quadro si inserisce anche il recente bando sagre storiche della Regione, dedicato a Comuni e Pro Loco.
La posizione emersa in Aula
Nel suo intervento, Costanza ha precisato che la richiesta non va nella direzione di un allentamento dei controlli. La consigliera ha ribadito che restano necessari trasparenza, rendicontazione e verifiche, ma ha contestato l’idea che regole fiscali complesse o interpretazioni troppo rigide possano essere applicate senza distinzione a realtà fondate sul volontariato.
Il punto politico della mozione è quindi la differenza tra attività commerciale e iniziative temporanee organizzate da associazioni che operano per il territorio. Nella ricostruzione portata in Aula, chi cucina, accoglie e serve durante una sagra dopo la giornata di lavoro non può essere equiparato a un imprenditore, così come una festa paesana non può essere letta come un normale esercizio di ristorazione.
L’obiettivo per Pro Loco e volontariato
Per Fratelli d’Italia, il voto favorevole alla mozione rappresenta un sostegno diretto alle Pro Loco, al volontariato e alle tradizioni locali del Friuli Venezia Giulia. La richiesta rivolta al Governo è quella di chiarire in modo più netto il trattamento delle manifestazioni temporanee promosse dal Terzo Settore, così da evitare incertezze interpretative e nuovi ostacoli organizzativi.
La discussione arriva in una fase in cui il tema delle regole per eventi locali, sagre e iniziative di comunità resta particolarmente sentito in regione, dove il volontariato continua a essere una parte essenziale dell’organizzazione di molte manifestazioni diffuse sul territorio. Secondo quanto emerso nel dibattito, l’avanzo delle Pro Loco va letto come autofinanziamento destinato a sedi, attrezzature ed eventi, e non come utile distribuito.