Progetto Orchidea di San Daniele: 2mila cure l'anno, Martines chiede fondi stabili

L'ambulatorio odontoiatrico per disabilità gravi e pazienti complessi punta a entrare stabilmente nella sanità regionale.

03 settembre 2026 16:43
Progetto Orchidea di San Daniele: 2mila cure l'anno, Martines chiede fondi stabili -
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SAN DANIELE - Il Progetto Orchidea del presidio ospedaliero Sant'Antonio torna al centro del dibattito sulla sanità regionale in Friuli Venezia Giulia. Durante la cerimonia di ringraziamento per le donazioni destinate all'ambulatorio odontoiatrico dedicato a persone con disabilità e pazienti complessi, il consigliere regionale Francesco Martines ha chiesto che l'esperienza venga stabilmente sostenuta e inserita nella programmazione sanitaria come modello di riferimento.

L'ambulatorio, diretto da Mario di Pietro, si occupa di cure odontoiatriche e percorsi terapeutici per pazienti con disabilità gravi e complicanze pluripatologiche. Secondo Martines, si tratta di un'esperienza da considerare non solo come servizio sanitario, ma come risposta concreta anche per le famiglie coinvolte, spesso alle prese con percorsi di cura difficili da trovare nella rete ordinaria.

Le richieste alla Regione

Il consigliere del Pd ha indicato due punti: da un lato la necessità di valorizzare il progetto come scuola-laboratorio, dall'altro quella di garantire un finanziamento adeguato e continuativo. L'obiettivo, nelle sue parole, è fare in modo che questo modello, definito unico in Italia, possa diventare uno standard verso cui orientare l'intera rete ospedaliera regionale.

Martines ha ricordato inoltre che, durante l'Assestamento estivo approvato dal Consiglio regionale a luglio 2026, è passato un ordine del giorno che impegna la Giunta a valutare l'estensione delle prestazioni di odontoiatria pubblica. Tra le ipotesi indicate ci sono l'introduzione della protesi dentale fissa e degli impianti osteointegrati tra le prestazioni aggiuntive regionali, quindi extra Lea.

Un servizio attivo da 26 anni

Il Progetto Orchidea ha 26 anni di attività e supera le duemila prestazioni all'anno. Martines lo ha indicato come esempio di integrazione socio-sanitaria capace di tenere insieme assistenza specialistica, attenzione alle persone fragili e supporto alle famiglie.

Nel corso della cerimonia al Sant'Antonio, il consigliere ha richiamato anche il ruolo delle comunità locali e del mondo associativo, che continuano a sostenere il servizio con risorse utili a migliorare la dotazione tecnologica dell'ambulatorio e quindi la qualità delle cure offerte agli utenti.

Donazioni e prospettive

Il passaggio successivo, secondo Martines, dovrà arrivare con la prossima legge di Stabilità regionale. L'auspicio espresso è che possano essere stanziate risorse specifiche per avviare queste tipologie di interventi anche sul piano delle prestazioni odontoiatriche aggiuntive, considerate particolarmente onerose per molte famiglie.

Al centro dell'iniziativa resta dunque il presidio di San Daniele, dove le donazioni raccolte serviranno a rafforzare gli strumenti tecnologici a disposizione dell'ambulatorio odontoiatrico dedicato a persone con disabilità e pazienti complessi.

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