Ripristino delle Province in Fvg, Moretuzzo chiude a Gorizia il ciclo di incontri pubblici

Ultima tappa il 1° luglio all’ArciGong dopo Udine, San Vito, Trieste e Tolmezzo. Al centro funzioni limitate, Comuni in difficoltà e nodo

02 luglio 2026 20:48
Ripristino delle Province in Fvg, Moretuzzo chiude a Gorizia il ciclo di incontri pubblici -
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GORIZIA - Si è chiuso il 1° luglio all’ArciGong di Gorizia il ciclo di incontri pubblici promosso dal Patto per l’Autonomia sul ritorno delle Province in Friuli Venezia Giulia. Dopo le tappe di Udine, San Vito al Tagliamento, Trieste e Tolmezzo, l’ultima serata è stata usata dal movimento per ribadire una critica netta alla riforma approvata dal Consiglio regionale: secondo il capogruppo Massimo Moretuzzo manca una strategia, non vengono date risposte ai territori e non si rafforza davvero l’assetto istituzionale locale.

Per il lettore il punto pratico è soprattutto questo: la nuova Provincia, così come disegnata dalla legge, avrebbe funzioni molto limitate, concentrate sulla gestione delle strade e dell’edilizia scolastica delle scuole superiori, mentre restano aperti i problemi che oggi pesano sui Comuni, dalla carenza di personale tecnico ai segretari comunali mancanti.

Le tappe del tour e gli interventi a Gorizia

L’incontro conclusivo si è tenuto mercoledì sera a Gorizia. Dopo l’introduzione della consigliera comunale di “Noi mi Noaltris Go” Eleonora Sartori, sono intervenuti Gabrijel Fišer, consigliere comunale di Nova Gorica, il giornalista e scrittore Andrea Bellavite, Chiara Ascari e Nevio Costanzo, componenti nominati dal Comune di Gorizia nell’assemblea del Gect, il Gruppo europeo di collaborazione territoriale transfrontaliero.

Nel corso della serata è stato richiamato il percorso della Capitale europea della cultura e, più in generale, la storia condivisa dei territori dell’Isonzo. Secondo i relatori, il ritorno alla Provincia non risponderebbe ai bisogni di autonomia dell’area e non aiuterebbe neppure la cooperazione oltreconfine.

Moretuzzo ha insistito anche sul fatto che, pur potendo differenziare le competenze delle nuove Province, la Giunta regionale non avrebbe attribuito alla futura Provincia di Gorizia alcuna funzione collegata alla vocazione europea del territorio. In questo quadro è stato ricordato anche il no a un emendamento del Patto che chiedeva una collaborazione forte con i Gect.

Le critiche alla riforma approvata in Regione

Nel suo intervento il segretario del Patto per l’Autonomia ha ripercorso le scelte della maggioranza regionale, contestando l’introduzione di un nuovo livello istituzionale tra Comuni e Regione, per di più elettivo, ma senza funzioni proprie rilevanti. La contestazione politica si inserisce nel dibattito regionale già aperto sul ripristino delle Province in Fvg.

Secondo Moretuzzo, l’assetto previsto rischia di lasciare i futuri presidenti di Provincia con margini d’azione ridotti. La critica è stata resa con un esempio diretto: i consigli provinciali, a suo giudizio, avrebbero ben pochi temi sostanziali da discutere se le competenze resteranno limitate a manutenzioni stradali e scolastiche.

Il nodo dei Comuni e le risorse ferme

Nella lettura del Patto per l’Autonomia, le vere emergenze delle istituzioni locali non riguardano il ritorno delle Province ma la condizione dei Comuni. Moretuzzo ha indicato alcuni numeri: 700 milioni di euro fermi nel 2023, diventati oggi oltre un miliardo, risorse che secondo il consigliere non riescono a trasformarsi in opere pubbliche per mancanza di struttura amministrativa.

Tra i problemi segnalati ci sono la carenza di segretari comunali, che interesserebbe circa metà dei Comuni, la scarsità di personale tecnico e una capacità amministrativa insufficiente a seguire progetti e investimenti. A questo si aggiunge, sempre secondo il capogruppo, una difficoltà crescente sul piano della partecipazione democratica: nelle ultime tornate elettorali, ha ricordato, decine di Comuni si sono presentati con un solo candidato sindaco.

I dubbi sulla tenuta della legge

L’ultimo punto sollevato a Gorizia riguarda la tenuta giuridica della norma regionale. Moretuzzo sostiene che la legge potrebbe non essere definitiva perché, nella fase preparatoria, gli esperti ascoltati avrebbero evidenziato seri motivi di incostituzionalità.

Per questo, nella chiusura del ciclo di incontri, il consigliere regionale ha rimarcato che potrebbero arrivare sviluppi ulteriori sul piano normativo. La serata di Gorizia, dopo le precedenti tappe a Udine, San Vito al Tagliamento, Trieste e Tolmezzo, si è così conclusa rilanciando la richiesta di concentrare l’attenzione sui Comuni e sul rapporto con i Gect transfrontalieri.

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