Province, Pellegrino chiede più peso sulla sanità: emendamento in Consiglio Fvg

La consigliera regionale di Avs punta a inserire la sanità tra le funzioni provinciali: focus su piani attuativi e ruolo dei Comuni.

30 giugno 2026 19:09
Province, Pellegrino chiede più peso sulla sanità: emendamento in Consiglio Fvg -
Condividi

TRIESTE - Nel dibattito sul ritorno delle Province in Friuli Venezia Giulia entra anche la sanità. La consigliera regionale Serena Pellegrino, di Alleanza Verdi e Sinistra, ha presentato un emendamento al disegno di legge sul ripristino delle Province per chiedere che tra le ulteriori funzioni di interesse provinciale vengano inserite anche le politiche sanitarie.

Secondo la proposta, il nuovo livello istituzionale dovrebbe avere un ruolo nella discussione sulla programmazione sanitaria, a partire dai piani attuativi delle aziende sanitarie, che incidono sull'organizzazione dei servizi, sulle priorità e sulle risposte ai bisogni di salute delle comunità locali.

Il punto dell'emendamento

Per Pellegrino, il ripristino delle Province può avere senso solo se rafforza davvero il legame tra decisioni regionali e territori. La consigliera sostiene che oggi questa distanza si rifletta in modo concreto nelle liste d'attesa, nell'arretramento dei servizi territoriali, nell'indebolimento dei presidi e in un coinvolgimento dei Comuni giudicato troppo debole.

L'emendamento punta quindi a far rientrare la sanità tra gli ambiti in cui le Province potranno esercitare ulteriori funzioni di interesse provinciale. L'obiettivo, nella lettura della consigliera, è dare ai territori uno spazio più incisivo sulle scelte che riguardano la rete dei servizi e l'organizzazione sanitaria locale.

Il nodo dei piani attuativi aziendali

Nel suo intervento, Pellegrino richiama in particolare i piani attuativi delle aziende sanitarie, cioè gli strumenti con cui vengono definite priorità, servizi e assetto organizzativo sul territorio. Oggi i Comuni possono esprimere un parere, ma questo parere non è vincolante.

Per la consigliera questo meccanismo non garantisce un confronto sufficiente, perché la voce dei territori può essere superata senza effetti concreti. Da qui la richiesta di riconoscere alle future Province un ruolo politico e amministrativo capace di raccogliere le esigenze delle comunità locali e di portarle dentro la programmazione sanitaria.

Il tema si inserisce in una fase più ampia di confronto sulla spesa e sull'organizzazione del settore, come nel caso dell'assestamento Fvg, che ha destinato nuove risorse anche alla sanità regionale.

Il ruolo di Comuni, terzo settore e comunità locali

Nella proposta illustrata dalla consigliera, le Province dovrebbero poter esprimere una posizione sui piani aziendali raccogliendo i bisogni dei Comuni, delle comunità locali, del terzo settore, delle associazioni e delle realtà sociali che ogni giorno si confrontano con le criticità del sistema sanitario.

Pellegrino precisa che non si tratterebbe di sostituire Regione o aziende sanitarie, ma di evitare che la programmazione resti lontana dai territori e da chi vive direttamente problemi e carenze del servizio pubblico.

Nel ragionamento della consigliera, questo passaggio rientra nell'applicazione della sussidiarietà orizzontale: le istituzioni, cioè, dovrebbero riconoscere il ruolo delle comunità e costruire le decisioni insieme a chi conosce i bisogni reali. Un'impostazione che richiama anche il confronto aperto in Friuli Venezia Giulia sul futuro della programmazione sanitaria.

Per Pellegrino, una sanità pubblica più vicina alle persone passa anche dal riconoscimento delle differenze tra territori, tra fragilità, distanze, servizi disponibili e priorità locali. L'ultimo punto politico, secondo la consigliera, è che il ritorno delle Province dovrebbe servire a rafforzare partecipazione democratica e prossimità nelle scelte che incidono sulla vita quotidiana dei cittadini.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail