Psicologia territoriale, in Fvg una proposta di legge per portarla nelle cure primarie
Il testo presentato in Consiglio regionale punta a inserire stabilmente la psicologia territoriale nell’assistenza primaria e distrettuale.
TRIESTE - Portare la psicologia territoriale dentro l’assistenza di base, nei distretti sanitari e nelle Case della comunità, come funzione stabile delle cure primarie. È questo il punto centrale della proposta di legge illustrata dai consiglieri regionali Francesco Martines, Laura Fasiolo e Massimiliano Pozzo del Pd, sottoscritta insieme al consigliere Marko Pisani di Ssk.
L’obiettivo dichiarato è far diventare il supporto psicologico una componente strutturale dell’assistenza sul territorio, e non un servizio accessorio, per intercettare prima le situazioni di disagio mentale, sostenere le persone e prevenire l’aggravarsi delle criticità.
Cosa prevede la proposta
Il testo, intitolato “Integrazione della funzione di psicologia territoriale nell’ambito dell’assistenza primaria e distrettuale”, si inserisce nel percorso di rafforzamento della sanità territoriale delineato dal Dm 77 e dalla normativa regionale collegata.
Secondo i promotori, la psicologia territoriale dovrebbe essere riconosciuta come una funzione organizzativa stabile delle cure primarie, integrata con medici di medicina generale, pediatri, infermieri di famiglia e di comunità, servizi sociali e servizi di salute mentale.
Nella pratica, la proposta individua nei distretti sanitari e nelle Case della comunità il luogo principale in cui sviluppare questa attività. Lo psicologo opererebbe in équipe multiprofessionali e si occuperebbe di valutazione precoce del disagio, consulenza e sostegno psicologico, supporto ai pazienti con patologie croniche e ai loro familiari, orientamento verso i servizi specialistici e promozione di attività di prevenzione ed educazione alla salute.
Scuola, famiglie e individuazione precoce
Un passaggio specifico riguarda il mondo scolastico. La proposta prevede infatti un protocollo d’intesa tra Regione e Ufficio scolastico regionale per sviluppare interventi di ascolto, prevenzione e sostegno rivolti a studenti, famiglie e personale scolastico.
L’impostazione indicata dai consiglieri punta a favorire l’individuazione precoce delle situazioni di fragilità, in un ambito in cui il disagio psicologico spesso emerge prima che diventi una condizione più grave.
Secondo i firmatari, una parte rilevante dei bisogni di salute si manifesta oggi proprio attraverso forme di disagio psicologico che compaiono negli ambulatori dei medici di famiglia, nelle scuole e nei servizi sociali comunali. Da qui la scelta di collocare l’intervento quanto più vicino possibile ai luoghi della vita quotidiana.
Minoranze linguistiche e reclutamento degli psicologi
Nel testo trova spazio anche la tutela delle minoranze linguistiche, prevista nei territori in cui sono presenti comunità riconosciute dalla normativa statale e regionale. La misura verrebbe applicata anche ai servizi di psicologia territoriale.
La proposta valorizza inoltre il lavoro di rete con servizi sociali, terzo settore e sistema sanitario territoriale, e introduce un modello flessibile per il reclutamento degli psicologi. Le aziende sanitarie potrebbero infatti avvalersi di professionisti convenzionati, specialisti ambulatoriali e dirigenti psicologi.
Per i consiglieri che hanno presentato il provvedimento, intervenire in tempi rapidi sul disagio significa evitare un peggioramento delle condizioni, migliorare la qualità della vita dei cittadini e rendere più sostenibile l’intero sistema sanitario regionale.