Quali sono le regole base del calcio?

Panoramica aggiornata delle regole del calcio: durata, fuorigioco, falli e VAR secondo il regolamento ufficiale.

25 febbraio 2026 07:52
Quali sono le regole base del calcio? -
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Undici contro undici, un pallone di cuoio e due porte. Sulla carta il calcio sembra quasi primitivo nella sua semplicità, eppure basta un fuorigioco millimetrico a metà secondo tempo per scatenare rivolte e dibattiti infiniti. Sotto la superficie di quella che molti definiscono "la sagra del gol", batte un cuore di norme ferree: le famose 17 leggi universali che l’IFAB continua a limare stagione dopo stagione. Capire oggi le regole del calcio non è solo un esercizio per addetti ai lavori; è l'unico modo per non restare interdetti davanti al monitor quando il VAR decide di riscrivere il destino di un match.

In un ecosistema dove ogni centimetro e ogni decisione pesano come macigni sull'economia di un torneo, la percezione del favoritismo cambia alla velocità della luce. Spesso, guardare l'andamento delle quote calcio aiuta a inquadrare quanto una singola assenza o un cambio di modulo possano rimescolare le carte in tavola. Per chi però preferisce andare alla fonte legislativa e studiare ogni singolo cavillo, il sito dell’IFAB (International Football Association Board) resta il porto sicuro dove consultare il regolamento ufficiale nella sua interezza.


I pilastri: campo, tempo e protagonisti

Il rettangolo verde ha misure precise, ma sono le dinamiche umane a dargli vita. Ogni squadra ha i suoi undici protagonisti, con il portiere nel ruolo di unico "fuorilegge" autorizzato a usare le mani, a patto di restare nel perimetro della propria area. La partita si consuma in due atti da 45 minuti. Tra uno e l'altro, un quarto d'ora di tregua per riordinare le idee e bere un tè caldo (o qualcosa di più moderno).

Attenzione però: l'orologio nel calcio è un suggerimento, non un limite invalicabile. Il tempo di recupero, deciso dall'arbitro per compensare esultanze chilometriche o infortuni tattici, è il momento in cui spesso si scrive la storia. Molti dei gol più iconici sono nati proprio quando il novantesimo era già un ricordo.


L'enigma del fuorigioco

Se volete far litigare due amici al bar, citate l'offside. La regola serve a evitare che gli attaccanti facciano "campeggio" nell'area avversaria, ma la sua applicazione è diventata una questione di centimetri, se non di pixel. In sostanza: un giocatore è oltre se, al momento del lancio, ha una parte del corpo (buona per segnare) più vicina alla linea di porta rispetto all'ultimo difensore e al pallone.

Con l'avvento della tecnologia, la discrezionalità umana è diminuita, ma la tensione è aumentata. Oggi l'urlo del gol rimane spesso strozzato in gola per lunghi secondi, in attesa che un arbitro lontano mille chilometri confermi la regolarità della posizione.


Falli e sanzioni: mantenere l'ordine

Il calcio è un gioco di contatti, ma c'è un confine sottile tra l'agonismo e il fallo. Quando questo confine viene superato, scattano le punizioni o, nel caso di infrazioni dentro l'area, il calcio di rigore.

Il linguaggio dei cartellini

  • Giallo: È il cartellino della prudenza. Un avvertimento che pesa sulla testa del giocatore per tutto il resto della gara.

  • Rosso: Fine dei giochi. L'espulsione non solo toglie un uomo dal campo, ma costringe l'allenatore a stravolgere i piani tattici, spesso trasformando la partita in un assedio.


Il fattore VAR: il calcio nell'era digitale

Non si può parlare di regole del calcio nel 2026 senza citare il Video Assistant Referee. Introdotto per ripulire il gioco dagli errori macroscopici, il VAR ha cambiato la natura stessa dello sport. Si interviene su quattro fronti: gol, rigori, rossi diretti e scambi d'identità. Se da un lato ha portato giustizia, dall'altro ha tolto un briciolo di quella "tragedia immediata" che rendeva il calcio così umano e imperfetto.

In fondo, il calcio vive di questo equilibrio precario tra norme scritte e interpretazioni. Sono proprio queste regole, a volte amate e spesso criticate, a rendere ogni domenica un appuntamento imprevedibile, dove la logica può essere sovvertita da un rimpallo o da un fischio arrivato all'ultimo respiro.


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