Tre riti delle montagne friulane nel documentario in anteprima al Visionario

Martedì 5 maggio la proiezione del documentario di Marco D’Agostini con le ricerche di Marta Pascolini.

04 maggio 2026 12:33
Tre riti delle montagne friulane nel documentario in anteprima al Visionario -
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UDINE - Tre ritualità delle montagne friulane, osservate nel loro svolgersi quotidiano e comunitario, arrivano sullo schermo del Visionario. Martedì 5 maggio alle 20, nella Sala Astra, sarà presentato in anteprima il documentario “Quello che resta. Tre riti nelle montagne del Friuli”, diretto da Marco D’Agostini e realizzato con le ricerche e le interviste di Marta Pascolini.

L’appuntamento rientra nel calendario delle anteprime di vicino/lontano 2026 ed è promosso in collaborazione con la Setemane de culture furlane della Società Filologica Friulana. Prima della proiezione, della durata di 50 minuti, interverranno il regista e l’antropologa; al termine saranno presenti anche i protagonisti del film, provenienti dalle tre realtà raccontate.

Tre comunità e tre riti

Il documentario segue tre pratiche ancora vive nelle comunità montane del Friuli: il Pust a Rodda, la rappresentazione del Venerdì Santo a Erto e la notte delle Cidules a Cercivento, con le rotelle di legno infuocate lanciate nel cielo.

Riti diversi per storia e forma, ma accomunati da un valore collettivo: il rapporto con la montagna come luogo abitato, la tradizione come scelta presente e la comunità come pratica che si costruisce nel tempo.

Il lavoro sul tempo e sulla memoria

Al centro del film non c’è una ricostruzione nostalgica, ma l’osservazione dei gesti e dei preparativi, delle attese e delle voci di chi continua a custodire e rinnovare questi patrimoni in un contesto attraversato da trasformazioni sociali.

La produzione è di Snait Società Cooperativa, con il contributo della Friuli Venezia Giulia Film Commission - PromoTurismoFVG e il sostegno di Regione FVG, Società Filologica Friulana e Fondazione Friuli. Tra i crediti principali figurano Claudio Cescutti e Marco D’Agostini alla fotografia, Massimiliano Borghesi e Andrea Blasetig al suono, Eric Guerrino Nardin al sound design e Serena Fogolini per la consulenza linguistica.

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