Radar Venezia dal 19 al 24 ottobre: guida agli incontri, atelier e sedi
La nuova evoluzione della Venice Fashion Week apre domani tra moda, artigianato, design e formazione: appuntamenti confermati, luoghi e controlli utili.
VENEZIA – Da lunedì 19 a sabato 24 ottobre Venezia ospita Radar Venezia, progetto che raccoglie l'esperienza della Venice Fashion Week e la allarga a moda, alto artigianato, design, arte, formazione e produzione. Non è una fiera concentrata in un unico padiglione e non è neppure un calendario da attraversare tutto in una giornata: gli appuntamenti sono distribuiti fra palazzi, fondazioni, atelier, hotel, botteghe e istituzioni cittadine. Per chi arriva dal Veneto o dal Friuli Venezia Giulia, la scelta più utile è partire da un evento preciso, verificare le modalità di partecipazione e costruire attorno a quello un percorso breve.
Il programma pubblicato dal Comune di Venezia conferma sei giornate di incontri, esposizioni, sfilate e progetti. La pagina di Venezia Unica dedicata a Radar chiarisce il cambio di nome e di perimetro: l'eredità della Venice Fashion Week diventa una piattaforma che mette in relazione atelier, università, musei, fondazioni, boutique e imprese. Per il pubblico questo significa una cosa molto pratica: ogni sede può avere accessi, capienze e orari propri; non va quindi presunto un biglietto unico né l'ingresso libero a tutte le attività.
Prima di scegliere: cosa cambia rispetto alla Venice Fashion Week
Radar Venezia nasce dopo dodici edizioni della Venice Fashion Week. Il filo resta quello della creatività legata alla città – moda, manifattura, materiali, artigianato e ricerca – ma il programma 2026 insiste anche sul rapporto fra formazione e lavoro creativo. Studenti, scuole e università partecipano con progetti e allestimenti: non è un dettaglio di immagine, ma una parte riconoscibile di diversi appuntamenti.
Vale anche la pena distinguere Radar dalla Venice Design Week appena conclusa. Le due iniziative hanno in comune il formato diffuso e l'attenzione al progetto, ma sono calendari differenti. Chi ha salvato una scheda della Design Week non deve usarla per gli orari di questa settimana; la verifica va fatta invece sul programma Radar e sulla pagina dell'ospite. Allo stesso modo, una sede prestigiosa non garantisce automaticamente accesso libero o disponibilità all'ultimo minuto.
Lunedì 19: ambra, moda responsabile e una sfilata serale
L'apertura di lunedì 19 lega l'avvio della settimana alla cultura dell'ambra, in collaborazione con Fondazione La Via dell'Ambra e Venice Design Week. Nella stessa giornata è annunciata al JW Marriott Venice la presentazione del libro di Marina Spadafora Se sembra impossibile, puoi farlo. Una vita nella moda, con una missione speciale. La sede è sull'isola della Giudecca: per chi vuole partecipare, è essenziale controllare prima sulla scheda dell'evento se è prevista registrazione e organizzare la navigazione ACTV con un margine reale, non trattandola come una tappa raggiungibile a piedi da San Marco.
La giornata si chiude alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista con la sfilata di moda sartoriale Always in Venice. È uno degli appuntamenti che richiede più prudenza nell'organizzazione: per sfilate e presentazioni la capienza può essere limitata e il programma generale non autorizza a considerare il posto assicurato. Prima di programmare l'arrivo a San Polo conviene quindi aprire il calendario dell'organizzazione, verificare modalità e disponibilità e conservare l'eventuale conferma ricevuta.
Martedì 20: tre indirizzi, tre modi diversi di entrare nel programma
Martedì 20 il programma si distribuisce fra CreativeMornings alla galleria SPARC*, la mostra PerindossArti alla Galleria Studio Berengo San Marco e The Very Last Layer / L'ultimo spessore della couturière sudafricana Romi Loch Davis a Palazzo Venart. Non sono tre fermate da comprimere per forza nello stesso pomeriggio. La scelta migliore è selezionarne una in base a interesse e sestiere, poi controllare l'orario specifico sul canale che ospita l'iniziativa.
Il progetto a Palazzo Venart ha anche un risvolto formativo: l'allestimento è affidato agli studenti del corso di Set Up Management dell'ITS Marco Polo Academy. Per chi segue il rapporto fra esposizioni, moda e arti applicate, può essere una tappa coerente con la mostra veneziana degli artisti under 30 di Bevilacqua La Masa, che resta visitabile oltre la settimana Radar. Le due proposte non sono però nello stesso luogo né sono un biglietto combinato: vanno pensate come alternative o come visite separate, lasciando il tempo per gli spostamenti.
Mercoledì 21: ospitalità, sostenibilità e comunità creativa
Mercoledì 21 Casa Flora ospita un incontro sul rapporto tra ospitalità, sostenibilità e community della città creativa, con una giornata aperta al pubblico e un intervento della designer Alessandra Micolucci. È la proposta più adatta a chi non cerca una sfilata, ma vuole capire come moda, accoglienza e lavoro culturale si intreccino in una città che vive di spazi storici e piccole attività produttive.
Qui la parola chiave è “aperta al pubblico”, non “accesso illimitato”: per non trasformare un'indicazione generale in una promessa di ingresso, è bene verificare luogo esatto, orario e formula dell'incontro prima di partire. Per chi sceglie una giornata a Venezia con una sola tappa principale, questa può essere una soluzione più raccolta rispetto alle serate con più sedi.
Giovedì 22: lavoro creativo, università e mosaico
Giovedì 22 è la giornata più utile per studenti, professionisti e chi è interessato alle filiere creative. A Palazzetto Tito, sede della Fondazione Bevilacqua La Masa, si svolge il primo tavolo Venezia Produce Futuro, dedicato alla domanda su come far crescere una scena creativa. Nella stessa giornata, all'Home of The Human Safety Net alle Procuratie di Piazza San Marco, l'Università Iuav Venezia presenta Iuav Fashion.
Il terzo polo è Orsoni Venezia 1888, che ospita il progetto degli studenti della Designskolen Kolding: una ricerca fra moda, teatro e mosaico nata dall'opera seicentesca Hipermestra. È un'occasione per vedere un lavoro in cui materiale e tecnica non fanno da sfondo, ma diventano parte del progetto. Le tre sedi non sono a distanza di pochi minuti l'una dall'altra: Palazzetto Tito è in Dorsoduro, le Procuratie sono a San Marco, mentre la fornace richiede un tragitto dedicato. Sceglierne una o due, non tutte, consente di arrivare puntuali e di seguire davvero gli appuntamenti.
Questa attenzione ai mestieri e ai materiali prosegue un tema che in città ha avuto altre occasioni recenti, fra cui il Salone dell'Alto Artigianato all'Arsenale. Radar non ne è una replica: è un programma diverso, diffuso e con un'agenda propria, ma può interessare lo stesso pubblico che cerca di conoscere botteghe, designer e competenze contemporanee senza ridurre Venezia a una vetrina.
Venerdì 23 e il dialogo con Antonio Marras
Venerdì 23 alle Procuratie di Piazza San Marco, nella Casa di The Human Safety Net, Antonio Marras dialoga con Angela Vettese e Sara Sozzani Maino. Alla Fondazione Querini Stampalia, Jacopo Ascari presenta invece Quadreria Futura Venezia, nuovo atlante visivo costruito attraverso libri d'artista, artigiani veneziani, architettura e patrimonio della Fondazione.
Le due tappe possono stare nella stessa giornata perché entrambe sono nel cuore della città, ma non devono essere trattate come un percorso libero da orari. Prima si controlla l'orario dell'incontro scelto, poi si calcola lo spostamento a piedi: fra piazza San Marco e Santa Maria Formosa il tragitto è breve soltanto sulla mappa, mentre in una fascia affollata le calli richiedono qualche minuto in più. Chi viene in treno può arrivare a Santa Lucia e muoversi poi a piedi o con vaporetto; chi arriva in auto deve organizzare in anticipo l'accesso a piazzale Roma o Tronchetto e non contare su soste nel centro storico.
Atelier aperti e Radar Night: il finale dal 22 al 24 ottobre
Il segmento più pratico per chi desidera vedere da vicino il lavoro di artigiani e designer è Atelier Aperti, in programma dal 22 al 24 ottobre. Botteghe, studi, manifatture e atelier aprono al pubblico per incontrare direttamente chi lavora su materiali e tecniche. La formula è invitante, ma richiede una selezione: gli indirizzi possono essere in sestieri diversi e le adesioni non implicano un orario unico.
Il modo più efficace per organizzarsi è cercare sul programma ufficiale gli atelier della zona in cui si è già diretti, leggere per ciascuno giorno, fascia di apertura ed eventuale prenotazione, quindi scegliere al massimo due o tre visite vicine. Non è utile costruire una lista di nomi lontani fra loro: a Venezia il tempo di cammino, i ponti e i possibili spostamenti in vaporetto sono parte dell'itinerario.
Sabato 24 la manifestazione termina con Radar Night, dedicata a boutique e negozi di moda e design, con aperitivi e incontri. Anche qui non va attribuito un costo generale o un accesso automatico a tutte le iniziative: vanno controllate le singole adesioni. Chi prolunga il soggiorno nel weekend può affiancare all'evento una visita culturale autonoma, per esempio gli appuntamenti dell'Ateneo Veneto nel calendario di ottobre, verificandone sempre data e prenotazione.
La checklist prima di partire
Per evitare la classica visita “a tentativi” bastano quattro controlli. Primo: scegliere un appuntamento principale e cercare la pagina ufficiale specifica, non solo il calendario generale. Secondo: verificare se l'accesso è libero, su registrazione o su invito; dove il prezzo non è pubblicato, non va inventato né dato per scontato. Terzo: segnare indirizzo e sestiere, perché nomi simili possono indicare spazi diversi. Quarto: pianificare un margine fra una sede e l'altra, soprattutto se c'è di mezzo la Giudecca o una fornace fuori dall'asse San Marco-Rialto.
Radar Venezia è utile proprio se affrontato come una scelta mirata: un incontro per approfondire il lavoro creativo, una mostra o un progetto di scuola, poi uno o due atelier vicini. Con il programma ufficiale aperto sul telefono e le eventuali conferme di prenotazione salvate, la settimana permette di entrare nella Venezia che produce e progetta, non soltanto in quella che si attraversa.